Regnanti sull’oro e regnanti sull’ottone.

“Non era quello il senso della mia citazione… Ama e fa quello che vuoi… Era, nello specifico, riferito ai progetti della Regina…”

Non mi era sfuggita questa tua interpretazione, ma anche una Regina, non può sfuggire alle regole, che per quanto “feudali”, non di meno esistono da sempre. Sopra ogni Regina, infatti, regna un’Imperatrice: la vita. Certamente possiamo lasciare le regole imperiali della vita, ed aprire un nostro regno! Chi sono io per obiettare! Tuttavia, anche nell’impero che apriamo per noi, o siamo dentro quella vita, o fuori. Cosa mi fa dire se siamo dentro o fuori anche nella nostra “casa”? Me lo fa dire la presenza del dolore: unica ed incontrovertibile verità che possediamo, perché possiamo anche ingannare la mente, ma non potremo mai ingannare il corpo!

Ebbene, in Z. ho avvertito la presenza del dolore: bestia, tanto più pericolosa, perché mimetizzata fra le righe. Ho detto, allora: attenta, mia Regina! Tutto qui! Nella ricerca del Bene, del Vero, e del Giusto, siamo tutti accomunati. Non lo siamo nelle vie per giungervi, ma mi pare più che giusto, dal momento che, a mio avviso, ognuno deve trovare sé stesso. Quando dico, che un’amante vuole quello che l’altro/a vuole, intendo dire che è la volontà d’unione che detta quella scelta, non, volontà di reciproca imposizione, o similia. Non ritrovo il mio senso dell’amore nei “colori della primavera”.

Ritrovo, piuttosto, il senso delle passioni che, nel mio bene e nel mio dolore, ho vissuto. In quelle riconosco di essere stato servo, morboso, e quanto d’altro di accidenti, ma l’oro, (l’amore), è un’altra cosa dall’ottone: la passione. E’ vero che hanno lo stesso colore, ma, l’ottone, per quanto lo lucidi, si ossida pressoché subito. Ed è la continua lucidatura per farlo diventare oro, che ci rende servi, morbosi, e quanto di similia. Detto questo, ognuno fa quello che crede! Per quanto ci è possibile, però, facciamolo a ragion veduta!

afinedue