La pelle negra del Finocchio bianco.

Allora, prima di te ho ricevuto una lettera dai toni urticanti. Adesso ricevo la tua, alla mia sensibilità, altrettanto urticante, ma, vediamo di capire, e di capirci. “Ma proprio non vedo cosa c’entri l’omosessualità nella visionarietà di Pasolini..è uno dei tanti fattori che l’hanno costruito… e basta.” Basta, lo dici tu!

Certamente non conosco l’animo omosessuale, personale, di Pasolini, tuttavia, se me lo permetti, conosco, sulla mia pelle, l’animo dell’omossessualità rifiutata! E, ti garantisco, che non è rifiutata e… basta! Come non è, accettata e, basta! Hai ben visto come è stato accettato l’animo omosessuale di Pasolini! E, tu mi dici, e basta!

Nell’animo dell’omosessualità rifiutata, vi è un costante bisogno di “riento”. Non cessa mai! Forma, quel bisogno, (o al caso deforma), l’identità omosessuale in tutti i suoi atti, vuoi comuni, vuoi visionari. L’animo omosessuale, anela al rientro, (intendi rientro nel senso più ampio dei significati), e lo compie, quanto non totalmente, infiltrandosi per infinite vie, modi, emozioni.

E’ un animo “negro”, quello dell’omosessualità rifiutata! E la cosidetta gayezza, è il suo blues.

Dove, un animo omosessuale, (ma, a questo punto, anche eterosessuale, ma meno pesantemente gravato dal suo segno), sente “stretto” al suo spirito, l’alveo a cui tende, per quanto può, lo cambia, dove non riesce a cambiarlo, lo “sogna”. Maggiore il sogno, maggiore il Visionario.

Lo “sogna” al punto, da diventargli, anche fissazione, da diventargli, anche “malattia”! Sono stato chiaro quanto basta! Io non sono un tuo amico, sono un tuo corrispondente: spero educato, spero civile, spero capace di esprimersi. Se non ci riesco come vorrei, me ne dolgo: punto! In un prossimo futuro, spero di tornare anche più calmo.

Non mi interessa chi sia il tuo ex amico, ne le ragioni della vostra separazione: punto! Non sono l’alter ego di nessuno: punto! Tanto meno di una persona che non apprezzi più: punto! Non vedo, pertanto, cosa tu debba sperare, “sopratutto per me”. Tanto meno vedo, perché decidi, tu, come e dove collocare la mia vita, cioè se presso i tuoi amici graditi, o se presso quelli sgraditi: punto! Nessuno ti ha chiesto niente, quindi, tu mi lasci dove sto: punto! Già che ci sono: dei tuoi giudizi, e delle tue idee su di me, non me ne frega niente: punto! Riserva a te, quindi, delle speranze, che a mio indirizzo sento condizionanti, e, pertanto, a me improprie! Punto!

afinedue