Le domande della vita secondo “per Damasco”.

A P. ho detto che la vita, è solo Bene. Mi dirai, allora, Lettore, perché, ne troviamo gran poco, o quanto meno, da non bastarci mai? Per vita, intendo, il Bene della Natura, il Vero della Cultura, il Giusto dello Spirito. Questi, i principi del Principio. Da questi principi del Principio, si è originato, il vivere. Come dire che la Potenza, (la Vita), ha originato l’Atto, che è la nostra vita. Il vivere, è stato di infiniti stati della corrispondenza fra i nostri stati. Gli stessi del Principio. Ciò che differenzia gli stati del Principio, dai nostri, non è una diversa quantità di stati, ma la diversità dello stato: supremo nel Principio; quello che è, nel nostro principio.

Il Principio della vita, (la vita che in molti modi chiamiamo), non può contenere che sé stesso. Se contenesse altro da sé, non sarebbe Assoluto, in quanto conterrebbe due principi. Se il Principio contiene la vita; e se, in quello, la vita è assoluta corrispondenza di stati; e se il Bene è il suo stato di principio, ne consegue, che non può contenere il male. Per “male”, intendo, dolore naturale e spirituale, da errore culturale. Può, un principio assoluto, contenere uno stato di vita a sé opposto? Non so voi, ma io non c’è lo vedo proprio!

Può un principio conseguente all’Assoluto, contenere degli opposti principi, cioè, il male opposto al bene? Direi di sì! Perché? Perché la vita attuata ha due principi: quello del Principio, (la vita come potenza), e quello del proprio principio, appunto, la vita, come atto in atto. Allora, per favore, Palarosa, quando parliamo di dolore nella vita, facciamo a meno di alzare gli occhi al cielo. Guardiamoci dentro! A me non risulta, “che la vita ci chiede di soffrire”. A me risulta, che ci chieda di vivere! E, se il nostro vivere ha della sofferenza, che centra, la vita, che di per sé, è solo Bene! Se è, solo Bene, (smentiscimi l’affermazione, per favore), posso non pensare che l’implichiamo nella nostra sofferenza, perché la posizione del giudice, è certamente più comoda, di quella dell’imputato?

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