Radici e terrorismo islamico.

Ho letto un libro per caso; di quelli che compro non so bene perché. Si tratta de La più lunga frontiera dell’Islam di Roberto Giammanco, editore de Donato. Di fronte alle argomentazioni sostenute dall’autore, se ascolto la mia mente sono senza parole da tanto mi vedo culturalmente inadeguato. Se mi ascolto il cuore, invece, ne sono subissato. E’ indubbio che non sono complice dei delinquenziali sfruttamenti economici che la civiltà islamica ha subito da quell’occidentale, e, che se mai sarò vittima di un atto terroristico di matrice islamica, non per questo potrò dichiararmi innocente, al più, non colpevole perché inconsapevole; inconsapevole, però, prima del libro. Non ora, non dopo. Adesso, quale testimonianza di verità, quale martirio posso offrire a mia soggettiva discolpa al mondo islamico? In quanto vaso di coccio, al più, posso offrire solo queste righe.

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