Il Serpente nei sogni da fantasie sessuali.

Come simbolo fallico della penetrazione, il serpente può rappresentare sia le qualità positive, (dolcezza e piacere) che le negative: sopraffazione e dolore. Perché può anche portare a coscienza degli eventuali dissidi sessuali, morali e/o culturali e/o psicologici, il serpente può anche spaventare: in genere la donna ma anche delle remissive virilità. Per il fatto che, a vista, il serpente non mostra gli attributi del suo sesso, non lo si sa dire se maschile o femminile. Il serpente è come un genitale maschile che ha glande (la testa) ma non i sottostanti attributi: scroto per la Natura ma “palle” per la Cultura.

Siccome ambedue gli estremi del serpente potrebbero essere degli artefici di penetrazione (con la testa perché glande e con la coda perché pene) può anche apparire come un sesso di duplice funzione in quanto può penetrare sia con il glande come testa (la testa è via della Cultura) che con la coda come pene: via della Natura. Un sesso senza senso è impotente. Invece, quando è di duplice significato come nel Serpente, in ragione di come lo si vive, potrebbe essere maggiore quanto diverso, e/o confuso, e/o equivoco attributo sessuale.

Se dall’accoglienza femminile della donna che lo sogna fuoriesce la coda, si può interpretare il simbolo come appartenente ai desideri sessuali della femmina, ma, se dall’accoglienza femminile fuoriesce il capo (il glande) si potrebbe interpretare il simbolo come appartenente ai sogni e/o ai deliri di una realtà femminile che si immagina maschile; lo può, se è o vuole essere di mascolinizzata identità e/o di mascolinizzata potenza. Nel qual caso la donna potrebbe essere allarmata (quanto intrigata fra paura e piacere) per il fatto che potrebbe rappresentarle dei desideri saffici, o dei desideri di mascolinizzazione o, masturbazione con il “suo” membro, di un “maschio” desiderio di godimento, ecc, ecc.

Il serpente completamente ricevuto segna il massimo dell’accoglienza. Che si muova all’interno, può segnare il fatto che sa toccare tutte le sue parti e, lo può, perché le sa identificare. Questi due particolari potrebbero dire sia la potenza del tuo piacere genitale, sia la conoscenza ed il modo che sono necessari per soddisfarla. Del serpentello che in modo serpentino si muoveva dentro di te si può dire che non era verga eretta (cioè, anche dura, anche potente, anche bruta, ecc.) ma verga di erezione non sufficientemente determinata verso la meta, cioè, verso la proiezione del se: il seme della vita.

Se non si muoveva in maniera determinata verso il proiettivo scopo (l’inseminazione della vita secondo la potenza dell’inseminante) si può anche dire che era verga che tentava (stavo per dirti, tentacolava ma intendo induceva e/o indugiava) o il solo piacere o, non si sa se voluti o occasionali, dei tentativi di piacere: da quello che mi dici, peraltro riusciti.

Come prima accennato, in ragione della coscienza o della non coscienza di parti quanto del tutto di se, anche l’uomo può essere attratto quanto spaventato dall’immagine del serpente. Lo può, tanto quanto gli rimanda delle controverse e/o complementari immagini del suo stato maschile o di un suo palese o latente stato e/o occasionale desiderio di sottomissione allo stato maschile. Questo genere di acquiescenza, anche sessuale, è più comune di quanto si creda. Il più delle volte, però, coinvolge il solo piacere genitale. Per questo, non necessariamente diventa formazione culturale e, dunque, neanche prevalente identità sessuale.

Diversamente da quanto sinora ho sostenuto ( la “freudologia” a tutti i costi può diventare un fuoristrada di notevole cilindrata) il serpente può anche spaventare perché può rappresentare la stretta dalla quale non ci si libera se non con la morte (intendi anche fine quanto risoluzione di ciò che lega) o del soggetto avviluppante (serpente come tentazione nella propria sessualità quanto verso una diversa) o del soggetto avviluppato dai significati del simbolo.

In questo senso, può spaventare sia perché è strumento di morte (soffocamento da spire come difficoltà) sia perché (conscio o inconscio che sia) può ricordare la vita (morta) di ciò che è avviluppato (non solo a livello sessuale) dalla tentazione sessuale (propria e/o diversa) quanto dall’incoscienza. Siccome la mano della tua Bimba sa essere serpentina, si potrebbe anche dire che sta tentando la Natura della tua Cultura di donna. Culturalmente elevando il gesto, quella mano potrebbe essere l’equivoco e/o duplice e/o molteplice ma comunque piacevole serpente che tenta la parte di Eva che è in te.

afinedue