L’urticante nel carattere.

Rimproverato una qualche disarmonia di comportamento nella scrittura, più di un Blogger si è giustificato dicendo: sono fatto/a così! Cosa cavolo significa?! Tutti, possiamo dire che la nostra identità è fatta così! Armonizzare la nostra identità con le altre, però, se è cambiarla a favore d’altri, è anche farla crescere a favore proprio! Se il sono fatto/a così, invece, significa che al tale o alla tale Blogger piace rimanere a bagno nella sua urticante condizione, che faccia il favore di dichiararlo apertamente anzichè star lì a cantare delle arie da vittima di un rio destino ogni volta si sente colpito da uno schiaffetto nella mente!

 

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I fucili della pace. Le "guerre stellari" perdamasco.

In Missione pericolosa, fra altre domande che si pone e ci pone il signor Caracciolo, rilevo questa: … o, è più probabile che ne resti vittima, (di Israele o di Hezbollah), la forza di interposizione delle Nazioni Unite? Esperienza insegna, che il paciere fra due litiganti finisce col beccarle da entrambi. Di Israele o di Hezbollah che sia, il che significa, che il primo ferito da arma italiana, ferirà anche la fiducia che ci è stata accordata da ambo i fronti. A mio avviso, un solo modo può evitarci quella fine: interposizionarci, completamente disarmati. Le armi della pacificazione devono essere chiare regole e chiari diritti: punto! Chi oserà sparare su di una pacificazione disarmata, (lo faccia l’Esercito Israeliano, o la Resistenza Hezbollah), sia denunciato al Mondo come vergogna dell’Umanità: punto! I mezzi per vedere, sapere, ed al caso giudicare, li abbiamo. Ovviamente, ci potrà sparare contro, chi, subdolamente, ci vuole fuori dai piedi, ma, a questo punto, che ci restiamo in mezzo a fare?! Certamente lo facciamo per tutelare ambo le umanità, ma, se quelle umanità non trovano il modo di far tacere le armi dei rispettivi eserciti, allora, non di vittime innocenti si tratta, ma, di nolenti martiri.

Questione raccolta da “la Repubblica” di Mardedì 22 Agosto. Lettera spedita alla Redazione.

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Procopio di Torrecupa.

procopio

Ho conosciuto Procopio di Torrecupa quand’ero in collegio. Non è mai stato un mio amante: solo, il primo amore! L’ho ritrovato, poi, al paese. Completamente dimentico del mondo, ricordo di essere stato con lui, nella biblioteca dell’oratorio, da dopo pranzo sino a quasi le sette di sera. Mi aspettavano al lavoro alle quindici e trenta. Non sapevano più dove ero andato a finire. A dirla tutta, neanch’io! O meglio, sapevo di essere andato alle Crociate con Procopio.

Non solo con Procopio, cazzo! C’era anche un cretino di texano che lo seguiva sempre! Un certo Jonny! Alto, magro, mentuto, storduto, biondo, e sempre fra i piedi! E’ vero che Procopio considerava me, e solo con angelica sopportazione Jonny, ma, questi, era come certi commenti nel Blog: fuori tono, fuori luogo, fuori tutto! Io, Procopio, lo volevo solo per me! E, anche delle Crociate non me ne fregava un cazzo! A me, bastava guardarlo, seguirlo, e che vincesse sempre!

Procopio era piccolo: sulla trentina, direi. Le gambe ad arco. Non ne ero certo, ma doveva essere del Meridione: aveva un aria, così scugnizzosa! Non era bello ma simpatico. Il sorriso come la spada: generalmente nel fodero, ma sempre pronta. Mi era stato presentato dal Vittorioso! Chissà dov’è andato a finire, il Vittorioso: l’unico amico che sapeva la mia debolezza per Procopio! L’unico con il quale parlavo.

Per anni, ho amato solamente dei Procopi! Omosessuali si nasce, o si diventa?

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Neanche l’amore può nulla contro la droga…

… perchè la droga è il coperchio, che, dilatandosi, copre la misura di ogni sentimento. A proposito di amore! Un Tossicodipendente ha avuto la malaugurata idea di confermare le sue pulsioni omosessuali con la psichiatra che lo “curava”. Morale della favola: le Comunità interpellate, sapendo la questione, si sono rifiutate di accoglierlo. Mi par di ricordare, ora che ci penso meglio, che vi è stata una che si è resa disponibile all’accoglienza, ma, quella Comunità ospitava dei malati terminali. Capita la sinfonia?! Lo volevano sessualmente seppellire ancora da vivo. Fidati degli psichiatri! Indifferentemente se laiche o religiose, a ri – proposito di amore, amare e di Comunità: come fa un tossicodipendente a restare senza sesso, se in quelle sedi riprende in pieno la sua vitalità? Si arrangia, più o meno bucando la norma o, miracolo, diventa sessualmente angelico?

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Credo nel Padre, nel senso di Unico principio della vita.

Credo nel Padre, nel senso di Unico principio della vita. Credo nel Figlio, nel senso di Profeta del Padre, ma non di figlio di Dio, se non nel senso che lo sono tutti quelli che ci credono. Il fatto di esser stato più vicino al Padre, (più vicino nel senso di maggiorata coscienza dell’universale paternità di Dio ), rende Cristo, “figlio prediletto”, ma non per questo, figlio di Dio, come ha detto sinora il cattolicesimo, o addirittura, come “Dio”, come pare stia dicendo questo papa.

Credo nello Spirito, come forza della vita del Principio. Il fatto che lo si dica Santo, fa parte della pessima abitudine di “nominare invano”, al solo scopo, a mio avviso, di “spacciare” dell’autoreferenziale credito. Apro una parentesi: non vi è scontro fra religioni, o meglio, viene spacciato per scontro fra religioni, quello che in effetti è scontro fra Profeti.

Non di certo perchè i Profeti hanno bisogno di scontri a scopo di supremazia, (o perchè ne abbia bisogno Dio), quanto perchè ne hanno bisogno gli “esecutori testamentari” delle parole che dicono di Dio.

afinedue

 

A Sua immagine e somiglianza: dove il fumo nasconde l’arrosto.

Premesso, e per amor di tesi concesso che l’unica parola di Dio è vita, tutto quello che si dice su Dio e sulla sua parola è detto dell’uomo. Punto!

Le religioni rivelate da Spiriti hanno inattendibile fondamento, come inattendibile fondamento possiede ogni sovrumana manifestazione. E’ di inattendibile fondamento ogni sovrumana manifestazione, perchè il male sa fingere il bene, molto bene tanto quanto è male. Punto!

Con l’affermazione non intendo negare le manifestazioni medianiche, bensì, indicare che quelle rivelazioni potrebbero possedere degli aspetti reconditi. Quali? Protrarre l’errore ed il male, mascherando l’intenzione con motivi d’amore: amorosa intenzione, abbondantemente smentita dai fatti, direi!

Come liberare il nostro cammino dal fango culturale e spirituale derivato dell’inattendibilità degli Spiriti? Direi tornando da capo: al principio della nostra strada. Indipendentemente dalla rispettiva forma, al principio della nostra strada troviamo i principi dell’immagine divina e di quella umana. Quale, l’attendibile somiglianza? A mio avviso, è indiscutibilmente vera solo in questi termini.

* Figura divina: per quello che sa la Sua Cultura, e per quello che per la forza del Suo Spirito sente la Sua Natura, lo stato di principio dell’Immagine, è di essere ciò che è. Punto!

* Figura umana: per quello che sa la sua Cultura, e per quello che per la forza del suo spirito sente la sua Natura, lo stato di principio della Somiglianza, è di essere ciò che è. Punto!

Detta l’uguaglianza nella Figura dei rispettivi principi di vita, quale la differenza? A mio avviso, non sullo stato della Figura della vita, ma sullo stato degli stati delle rispettive Figure della vita. Figura suprema e supremo stato, l’immagine divina. Figura somigliante a quell’iniziale principio, la nostra.

Disincrostare l’Immagine della vita, da ogni fantasiosa interpretazione dell’Inconoscibile, è togliere i vani bagagli dalle spalle dei martiri; è universalizzare l’Elezione, che accogliendo la Parola, (la vita sino al Suo principio) tutti abbiamo ricevuto in ugual modo e misura.

 

afinedue

 

L’esistenza di Cristo è necessaria alla parola di Cristo?

Non da oggi, alla molle figura del Cristo universalmente rappresentata, preferisco quella faccia da pazzo che ho “messo” in un mio post: Immagine di Cristo; e non da oggi, (sia pure per vie diverse da quelle percorse dai molti più preparati di me), non credo alle favole. Dove non credo all’identità personale e storica di una individualità che con il tempo si è costituita, (o hanno costituito), come Cristo, credo nelle parole che ci sono rimaste. Non sono di Cristo? Non tutte sono di Cristo? Come capire?! Come distinguere?! Nell’impossibilità di capire e distinguere, le accetto come tali, tanto quanto corrispondono alla mia idea, di un Dio come parola di vita, e alla mia idea di Figlio di quella Parola. Tutto il resto, è “polvere siamo, e polvere torneremo”, per chi non crede in un Oltre, ed è speranza di eternità, per chi ci crede.

Problemi?

Zero!

afinedue

 

Lasciare o non lasciare la Zeta?

“Nel mondo dei blogs è possibile incappare in spavaldi spadaccini che girano e colpiscono per lasciare la Zeta, come Zorro, sulla pelle di coloro che incontrano. La Zeta è come un tatuaggio indelebile. Fate attenzione!”

Ho trovato questo pensiero interessante, e l’ho invitato a chiarirlo. Non l’ha ancora fatto. Strano! In genere non fai in tempo a scrivere qualcosa che c’è già il suo commento! Comunque sia, su quell’affermazione, ecco il mio.

Zorro usava Zeta per far capire la sua presenza ai suoi nemici. Quindi, era il segno di un anti potere che si rivelava. In quanto rivelazione, può lasciare un suo indelebile segno presso un’altra vita, anche una conoscenza. Una conoscenza più “spadaccina” di un’altra, può ferire? In ragione dell’avvertimento di Michele, sembra di si. Ma, cosa ferisce? Se “ferisce” un’ignoranza, non vedo cosa ci sia da lamentarsi. Può ferire un’amor proprio? Certamente si.

Lo fa con l’intento di far capire la sua superiorità di “spadaccino”, o lo fa per migliorare la tecnica, (la conoscenza), dell’avversario? Se il lamento riguarda la prima ipotesi, per non accusare ferite da ulteriore conoscenza, il Michele non fa altro che non “duellare” con il Zorro in questione! Non vedo problema! Se, invece, riguarda la seconda ipotesi, di che si lamenta Michele, (o di che avverte gli altri Blogger, Michele), dal momento che una sua miglior tecnica derivante dal “duello” di conoscenze con Zorro, non può essergli che di guadagno?

Michele può anche dire che gli bastano i suoi “guadagni”, cioè, le sue conoscenze. Ben vero, ma allora, perchè si ostina a duellare con Zorro? Per il masochistico piacere di mettere i suoi guadagni in sofferenza?! Michele potrebbe dire: lo faccio per far capire a Zorro qual’è la mia conoscenza! Bene, ma, allora, come mai questo Zorro non si lamenta della Zeta di Michele? Direi, forse perchè Michele non lascia rivelazioni presso Zorro?

Ci sono altre spiegazioni?

In guardia!

Le attendo!

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Non per Bibbia, per Vangelo, o per Prete.

Non per Bibbia, per Vangelo, o per Prete, la mia identità si è liberata dalle maschere della socializzazione imposta, ma per questa storiella. Non ricordo dove l’ho letta molti anni fa. Non cito l’autore perché non ricordo neanche quello: forse non era detto.

 

Un padre, una madre, un figlio, ed un asino, si mettono in viaggio.
Dopo chilometri, il padre decide di salire su l’asino. Incontrano gente.
Hai visto? Il padre su l’asino, e la madre ed il figlio a piedi!
Udito il commento, il padre scende.

Dopo chilometri sale la madre. Incontrano gente.
Hai visto? La madre su l’asino ed il figlio ed il marito a piedi!
Udito il commento, la madre scende.

Dopo chilometri sale il figlio. Incontrano gente.
Hai visto? Il figlio su l’asino e il padre e la madre a piedi!
Udito il commento, il figlio scende.

Dopo chilometri, salgono tutti e tre su l’asino. Incontrano gente.
Hai visto? Tutti e tre su l’asino. Povera bestia! L’Uccideranno!

Uditi i commenti, tutti e tre scendono da l’asino! Incontrano gente.
Hai visto? Hanno l’asino, e vanno a piedi!

afinedue

C’è chi cerca la Donna…

C’è chi cerca la Donna, come un altro da sé da possedere. Da possedere perché Donna mancante in sé, o da possedere come proprietà/valore/oggetto, o solamente f..a? E’ indubbio che la prima impronta di Donna che abbiamo ricevuto è la Madre. C’è chi cerca la Donna, allora, perché cerca la Madre. Chi la cerca, per continuare ad amarla nella Donna. Chi la cerca, per possedere la Madre. Chi, per essere “posseduto” dalla Madre. Ma, la Donna, se è Madre, è anche Padre, tanto quanto imprime i suoi principi culturali sul figlio. Allora, c’è chi, nella Madre, cerca il Padre. Ma, la Donna è Sentimento, mentre il Padre è Forza. Pertanto, la Donna – Padre, rischia di imprimere nel figlio, Sentimento e Forza, in con – fuse informazioni.

Chi, nella Madre gestrice della cultura del figlio, cerca il Padre, (mancato, e/o sostituito gestore della cultura maschile del figlio), direi che non può non cercare un alterno carattere di Donna, cioè, un carattere che si alterna (si con_fonde) fra il femminile della Madre ed il maschile del Padre. Questo alterno carattere si trova nelle Donne “dominanti”, tali per il duplice carattere che si ritrovano a vivere. Sono dominanti, in effetti, perché scisse (con altra immagine, caratterialmente e sessualmente sfuggenti, come gocce di mercurio) fra il piacere di essere genitalmente dominate ed il piacere di essere culturalmente dominanti. Quella scissione, le porta a desiderare il Maschio, ma a dominare l’Uomo. Quando questo non succede, rischiano di diventare esistenzialmente frustrate, anche al punto da diventare distruttive, come auto – distruttive.

Quale genere di Maschio, può accettare di farsi dominare come Uomo? Nel senso di ferma identità, se Uomo, non si farà certo dominare dalla sentimentale forza della Donna. Al pù, genitalmente, nei giochi dell’amore, o nelle passioni erotiche. Dovrà essere, quindi, un genere d’Uomo disposto ad essere la “femmina” (nel senso di mentalmente accogliente) della Donna. Il che è una corrispondenza d’amore che vale un’altra, se vissuta con reciproco equilibrio, ma, nel caso la Donna “disprezzi” l’arrendevolezza di quel genere di Uomo (pur genitalmente accettandola), allora, quando non sono divorzi, sono casini!

p.s. Ho messo Uomo, Donna, Maschio, Sentimento e Forza tutto maiuscolo, perché parlo di principi.

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Venerdì 4 Agosto "La Cina all’attacco dei Cattolici"

Da “la Repubblica” di oggi, leggo: la Cina all’attacco dei Cattolici: arrestati un vescovo ed un prete. In cella anche 90 fedeli della Chiesa clandestina. Sarò sintetico: vista l’attitudine all’ingerenza, che la “Città di Dio” pratica nella Città dell’Uomo, non me la sento proprio di dargli torto. Il Cardinale Francesco Pompedda, giurista e presidente della Cassazione Vaticana dice: Perché l’Onu non interviene? Quel regine, reprime ogni libertà! Senti chi parla?! E tutte quelle voci, che, il suo regime, ha represso?! Niente Onu, per quelle, vero?!

Francesco d’Assisi predicava la parola di Cristo, solamente, attraverso l’esempio di vita. Quindi, niente “abiti”, niente chiese, niente martirii da usare a proprio beneficio, e niente ricorsi all’Onu! Ma, il Pompedda è diventato un Cardinale, mentre, Francesco, è rimasto un “folle” di Dio.

afinedue

 

La Mamma è sempre la Mamma.

Il precedente Papa auspicava un ritorno all’amore ideale, citando come esempio la figura della mamma.

 

Santità, ma, quanto dista il Vaticano dalla terra? Nelle fasce generalmente più esposte alla Tossicodipendenza, la mamma va a lavorare dalla mattina alla sera. Dove la trova, la forza per amare secondo l’ideale che suggerisce, se ora di sera, già è tanto che abbia il fiato per campare la cena?

Santità, che lei debba indicare la via ai naviganti mi va anche bene, ma, trovo che lo debba fare in ragione di reali possibilità, non, pensando ad una Donna, che, beata anche per questo, non deve certo affrontare le odierne quotidianità.

La vita si difende dalle idee in over, semplicemente rimovendole. Le sue parole, quindi, non resteranno che parole. Parole che sono deserti da ogni abitabile significato. Scenda dai troni, santità! Lo faccia, se non altro per verificare se anche la sua ragione passa, dove passa il suo ideale.

afinedue

I tre stati della droga: leggera, pesante, pantano.

Dalla scelta proibizionista si è formata la figura Tossico – delinquente. Con la scelta antiproibizionista, si protrarrebbe la sola figura Tossicodipendente. Quale delle due è più “facile” recuperare? Se la seconda, perchè lo Stato, si rende e rende la vita più difficile? In conseguenza di una scelta antiproibizionista, è chiaro che al mondo asociale mancheranno clienti, ma, questo, non farà altro che riciclare la sua attività. Per la stessa scelta, anche a quelli che si occupano di tossicodipendenza mancheranno clienti, ma, sapranno o potranno riciclarsi anche loro? Dove la politica sociale non indica ai suoi operatori, come di uscire dalla Droga senza per questo restar disoccupati del motivo che li fa vivere, gli stessi, cosa difendono? Un’idea proibizionista, o un posto nella vita, non disgiunto da un lavoro? Come vede, oltre che leggera o pesante, la droga è anche pantano.

Ci sono statistiche al proposito?

afinedue

 

Ma pensa te, il Grillini!

Da la Repubblica, leggo un’affermazione del deputato Ds Franco Grillini a proposito del passaggio dei poteri da parte di Castro al fratello Raul: “voglio sperare che Raul dica pubblicamente di essere gay, e che, quindi, a Cuba si tutelino i diritti civili di tutti i cittadini, compresi quelli Omosessuali.

In primo, non capisco perché sia necessario dichiararsi gay per tutelare i diritti civili di tutti i cittadini, indipendentemente, se gay. In secondo: sarà  molto difficile che il Raul possa permettersi di ombrettare la Rivoluzione socialista di Castro. In terzo: in un paese figomane come Cuba, dove, l’eventuale omosessualità del singolo è piacere ma non cultura, appellarsi ad un supposto Gay con importanti incarichi politici, è letteralmente, un impedirgli di fare ciò che si spera! In ultimo: ricordo al Grillini, che viviamo in un paese, dove c’è gente Gay che fa una vita di cacca, pur di non far soffrire mammà! Morale della favola: il Grillini, pensi ai “Buoi dei paesi suoi”, e lasci a Raul il compito di pensare ai propri.

afinedue

 

I disgusti papali non sono il disgusto di Dio.

La mia idea di Dio non alberga in nessuna delle parole usate da questo papa (“Dio non si rivela più, sembra nascondersi nel suo cielo quasi disgustato dalle azioni dell’umanità”) ma certamente hanno offeso la mia idea di Dio. La mia idea di Dio si regge su due basilari concetti: l’idea cristiana del Padre, e l’amore oltre ragione, (in questo senso mariano), che Pietro manifestò verso l’Umanità  chiamata Cristo. Se ci manca il senso dell’accoglienza mariana e petrina della vita non può esservi la rivelazione di Dio.

Il Dio disgustato di Wojtyla,  quindi, mi pare la pessimistica immagine di chi è schifato dal non veder sufficientemente confermata la sua semina, e intruppato il suo gregge, piuttosto che l’immagine di Dio. Sarebbe ora di smetterla di immaginare Dio secondo una teologia a somiglianza della nostra psicologia. Da questa teofantasia, infatti, non può non risultare che i nostri discorsi su Dio, sono il frutto di chi immagina vera la sua idea del Grande, solamente perché sta pensando in grande. La rivelazione di Dio è la vita. Che altro vogliamo da Dio? Vogliamo che ce la gestisca? Ma, per favore!

Vediamo di non confondere l’essere piccoli con l’essere infantili.

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