I fucili della pace. Le "guerre stellari" perdamasco.

In Missione pericolosa, fra altre domande che si pone e ci pone il signor Caracciolo, rilevo questa: … o, è più probabile che ne resti vittima, (di Israele o di Hezbollah), la forza di interposizione delle Nazioni Unite? Esperienza insegna, che il paciere fra due litiganti finisce col beccarle da entrambi. Di Israele o di Hezbollah che sia, il che significa, che il primo ferito da arma italiana, ferirà anche la fiducia che ci è stata accordata da ambo i fronti. A mio avviso, un solo modo può evitarci quella fine: interposizionarci, completamente disarmati. Le armi della pacificazione devono essere chiare regole e chiari diritti: punto! Chi oserà sparare su di una pacificazione disarmata, (lo faccia l’Esercito Israeliano, o la Resistenza Hezbollah), sia denunciato al Mondo come vergogna dell’Umanità: punto! I mezzi per vedere, sapere, ed al caso giudicare, li abbiamo. Ovviamente, ci potrà sparare contro, chi, subdolamente, ci vuole fuori dai piedi, ma, a questo punto, che ci restiamo in mezzo a fare?! Certamente lo facciamo per tutelare ambo le umanità, ma, se quelle umanità non trovano il modo di far tacere le armi dei rispettivi eserciti, allora, non di vittime innocenti si tratta, ma, di nolenti martiri.

Questione raccolta da “la Repubblica” di Mardedì 22 Agosto. Lettera spedita alla Redazione.

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