"A Cannes, il film contestato dalla Chiesa per le sue affermazioni sulla divinità al femminile… "

Mi era sfuggito questo aspetto (la Femminilità di Dio) delle critiche della Chiesa sul “Codice”. Ti ricordi cosa dice la Bibbia a proposito della Genesi? Dice: “Ed Egli vide che era cosa buona e giusta”. Il che vuol dire che la Genesi ha avuto due fasi: quella della Determinazione (la volontà di Creato) e quella dell’Accoglienza: la culturale e spirituale accettazione di quanto creato. Secondo il principio della Natura la volontà determinante è maschile perché “penetra” la vita con la sua forza. Una volontà determinante non può originare vita, se non trova di che essere accolta. Sempre secondo il principio della Natura, l’accoglienza della vita forma la Femmina che conforma la Donna.

Vita è stato di infiniti stati della relazione di corrispondenza fra il principio maschile e quello femminile della vita. Per questo senso è Donna anche l’Uomo: lo è tanto quanto accoglie la volontà di vita che ha determinato di originare. L’Uomo che accoglie la Sua volontà di vita nella sua mente e nel suo spirito, se da un lato è mentalmente Donna, dall’altro non è certo genitalmente e fisicamente Femmina.

La nostra vita è a Somiglianza dell’Immagine. Ammessa come vera la mia teoria, ciò che è della Somiglianza non può non essere dell’Immagine. Ciò che distingue una Somiglianza dall’Immagine, infatti, non è una diversa quantità di stati, ma una diversa condizione degli stati: supremi in Dio, quello che sono, nei nostri. Dall’insieme del premesso consegue che la vita superiore che chiamiamo Dio è, nel contempo, Uomo e Donna.

Naturalmente (essendo Spirito) è spirito Uomo e spirito Donna. Quindi, dove le paure della Chiesa? D’altra parte, se non fosse quei due stati dello spirito della Sua vita, come avrebbe potuto creare ciò che non è e non ha, e, quindi, non conosce? Dio (Persona per ciò che il Suo corpo è, la Sua mente sa, ed il Suo spirito sente) è il massimo stato della trinitaria unità dei suoi stati. Per questo, è anche detto: l’Uno. Disquisire e distinguere nell’Uno quale la Sua parte d’Uomo e la Sua parte Donna è arrogante delirio! Dio, indiscibilmente, è! Punto! Disquisire su Ciò che Egli è è abbassarLo all’idea di quello che noi pensiamo sia. In questo “vivisezionare” la Sua trinità (abbassandolo per conoscerLo) vi è il ferire la Sua realtà, usando la nostra infinita ignoranza, come seghettato bisturi sul Suo corpo.

p.s. Prima di determinare come Uomo il tuo commento sul mio, ti pregherò di accoglierlo come Donna. 

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