Morte ed enigma di Papa Lucani: notizia dal mondo, e dall’ultramondo.

Nonostante tutte le smentite vaticane, dopo 30 anni della morte di papa Luciani si riaffaccia la tesi dell’omicidio. Luis Miguel Rocha, autore de “La morte del Papa” (edizioni Cavallo di Ferro) sostiene di aver prove di prima mano perché un contatto con gli ha fornito carte e documenti. Fra questi documenti vi sono i nomi del giornalista Pecorelli, (con la lista di 112 iscritti alla P2 e annotazioni a margine dello stesso Papa) del Marcinkus presidente della banca vaticana Ilor, dell’allora segretario di Stato Villot, e la faccenda del crack Ambrosiano. Luciani doveva morire perché pronto ad epurare la Chiesa da ecclesistici indegni, e perché pronto a cambiare la Dottrina su punti qualificanti: dalla pillola all’infallibilità papale, dall’omosessualità al sacerdozio femminile. Secondo il Rocha, l’assassino è un piduista.

Ho già parlato della mia esperienza nello spiritismo. Come ho già detto che il vero problema non è la sua esistenza o meno, ma l’inattendibilità. La scrittura automatica è una delle manifestazioni dello spiritismo. Durante una di quelle sedute, il medium fu contattato da una Presenza che si disse Sindona. Non ricordo più cosa ci disse: è passato più di un decennio. Subito dopo, un’altra Presenza scrisse: ho ringraziato chi mi ha portato il caffè! Si firmò: Papa Luciani. Immaginatevi la nostra faccia, e lo stato d’animo! Avvelenato, è il minimo! Allora, cuscino, o caffè?! Trattandosi di un racconto trillesco, direi ovvio l’uso del cuscino, ma, la Storia, quanti più caffè “corretti” non ha servito!

La notizia è tratta da Almanacco dei libri de la Repubblica di sabato 14 Ottobre. Mie, le “fioriture”.

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