Cosa facciamo, Gigio?

Qualche anno fa, qui a Verona, hanno ucciso un poliziotto. Anni dopo, tragica fatalità, anche il fratello (anche lui poliziotto) ma torno al primo. L’avevo conosciuto quando aveva l’età in cui non si sa cosa fare della propria vita. Partecipavamo ad una seduta medianica. C’era anche la sua ragazza. Ad un certo punto della seduta, vi è un groviglio di situazioni nel rapporto fra presenze e noi. Il rapporto avveniva per mezzo della scrittura che è detta automatica. Non ricordo più come e/o di che genere, ma quel ragazzo prende una decisione che risolve l’inghippo. Rivolto alla sua ragazza commenta la sua bravura dicendo: hai visto? Basta buttare del grano che corrono i piccioni! Dalle indagini emerse e pubblicate, quel ragazzo è stato ucciso perché aveva buttato del grano a dei piccioni, credeva, invece erano lupi!

Cosa centra questo fatto con quello del Capranica, mi dirai! A mio avviso centra perché dimostra che nell’identità di ognuno di noi c’è di che alimentare il nostro destino. In quella del mio amico, una qualche sopravvalutazione di sé, e/o delle proprie effettive capacità d’azione e/o di analisi? Nel Capranica, forse la stessa storia. Un soggetto dai nervi saldi, forse non avrebbe scritto quella storia, ne per sé, ne per il Giuliani.

Cosa fatta capo ha, per quanto riguarda loro e quel giovane poliziotto, ma, per quanto riguarda noi?

Noi abbiamo preso la somma di errori conosciuti e/o solo ipotizzati (personali e non) e ne abbiamo fatto due eroi, ma secondo un partigiano punto di vista. La divisione di idee, dato il diverso intendere i soggetti in discorso, è ulteriore divisione, sia politica, sia fra politici sia fra cittadini! In questa divisione non può non essere diviso lo Stato. Allora, cosa facciamo, Gigio? Andiamo avanti così? Certo! Tutto si può, ma in virtù di che? Della giustizia ti verrà spontaneo rispondere! Non lo escludo, ma secondo me, dove vi è dolore non può esservi via della vita, e quindi, neanche verità, e quindi, neanche giustizia. Al più, ci può essere voglia di giustizia, ma con impresso la la nostra faccia!

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