I pericoli del Blog.

Un Blogger mi contatta per Post. Guardo il suo Blog. Tematiche ed espressioni da giovane. Mi contatta poi, per Messenger. Dopo qualche ciaccola, mi viene in mente di chiedergli l’età. Mi dice 16. Nelle sue pagine, leggo 15. La mia Omosessualità è nota. Il miei amanti, adulti. Quel ragazzo non ha nulla da temere da me. Tuttavia, continuando a relazionare con lui, posso non tener conto dell’opinione degli spaventati dall’omosessualità, che per ogni dove vedono lupi mannari, a maggior ragione, poi, se in loro c’è del mannaro?

Dopo aver visto il mio ultimo amore, ventinovenne, spegnersi come candela consumata, non riesco più a separare la giovinezza e la sua bellezza da quella pena: dolore, che solo il mio istinto pater maternale riesce in qualche modo a contenere, e a permettermi quindi, di non essere di pesante giudizio nei confronti di quell’età. Per questo istinto, da un lato vorrei essere voce amicale ed ausiliare per i bisogni di quel ragazzo, ma per l’istinto alla facile accusa che impregna i cosiddetti per bene, (sia i buonafede che i malafede), sento che non posso esserlo.

Mi chiedo: possibile che l’idea di una paura possa condizionarti così tanto? In genere non soffro di queste paure, ma conosco anche la storia di quel padre, accusato da un giudice di aver violentato la figlia di due anni. Una vita rovinata da erronee interpretazioni! Chiederò a quel ragazzo di contattarmi solo per Blog! 

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