Dove l’amore per la vita…

… mi diventa principio, penso secondo il Padre; dove mi diventa Maestro, penso secondo Cristo; dove mi diventa abbandono nel Padre, penso secondo Maometto; dove mi diventa percorso, penso secondo Budda; dove diventa vita, penso oltre me; dove mi diventa vita, penso secondo me, ma, vita, è lo stato di infiniti stati della corrispondenza fra i suoi stati, quindi, non posso non essere, anche stato degli stati, di tutti quelli, che dalla personale via, mi hanno indicato la verità.

afinedue

Mi pare di avervi già  detto che come casalinga non valgo un accidenti!

Così, ho chiesto al “mio” Giandujotto di venir a pulirmi la casa. Inizia. Lo sento trafficare. Continua. Io sono da voi. Percepisco un momento d’affanno. Viene in camera e mi dice: Vitaliano, devo andare perché alle 18 mi aspettano per la preparazione alla Cresima. Lo guardo, e mentre gli dico vai, il cuore mi bisbiglia: ne abbiamo rovinato un altro!

afinedue

Quando l’amore è ancora feudale. Succede in ambito Omo, nondimeno, in quello Etero. In questo, pericolosissimi i risvolti.

Nell’ambito Omosessuale, vi sono donne che per infinite cause vengono dette “regine”.

Se ne rendano conto o no, fondano il loro potere sull’investitura: diritto feudale che consente alla sovrana di nominar cavaliere anche il paggio non qualificato o che tale si teme per vaghezze di vario genere e/o cause.

Il paggio investito dalla “regina” dal titolo di “cavaliere” diventa dipendente (quando non tossicodipendente) dell’opinione della “regina”; vivrà nella paura di perdere il favore, sia della “regina” che della sua corte. Gran parte della gelosia è motivata da questo panico.

Giungono a tanto i due soggetti (regina e paggio) non più perché in ballo c’è una sessualità da confermare, ma perché da confermare vi sono dei reciproci giochi di identificante potere: non meno orgasmici dei giochi sessualmente naturali.

In ambito etero, l’esclusione del “cavaliere” dalla presenza della “regina” e dalla sua corte, può portare il soggetto privato dell’affermante e confortante titolo, a forme di rivolta anche violente. Non per ultima, il femminicidio.

In ambito etero, (come anche in ambito Omo ma con più ristrette conseguenze) ciò che è nelle possibilità della regina, altrettanto è nelle possibilità del maschio sovrano. Anche la Donna, se privata dal cavalierato, può giungere a forme di rivolta. Non è esclusa l’ipotesi più estrema.

Fra la non estrema, ma continuativa, l’erosione della reciproca stima. Può giungere a travolgere (l’implicito dissidio) anche quanti e quanto fanno parte della stessa corte: i figli in primo. 

Come escludere il potere feudale dall’amore? A mio capire, c’è un solo modo: rifiutare ogni alleanza che limiti e/o condizioni la soggettiva sovranità del regno che ognuno di noi, indiscutibilmente, è.

Non per ultimo: smetterla assolutamente di pensare che il regno del vicino abbia l’erba più verde. Succede solamente quando disprezziamo il nostro. Quando disprezziamo il nostro, nondimeno siamo sovrani, ma solo della nostra spirituale barbonaggine.

 

ps. Rimando alla cronaca (giudiziaria e/o no) gli interessati a capire di più quanto sostengo su base indirettamente esperenziale. Per “normale” intendo una sessualità mossa da un desiderio senza se e senza ma. Dal punto di vista della Società, l’omologata fabbrica del desiderio.

afinedue

Lettera completamente rivista e ultimata nel Luglio 2018

Papa: "No, a forme deboli e deviate di amore."

L’amore non concepisce “forme deboli e deviate”, al più, le concepisce quando lo si rende forma debole e deviata. Neanche i “Castrati per il Regno dei Cieli”, concepisce, l’Amore. Eppure, sono come quelli che pur avendo ricevuto in dono una moneta da far fruttare, per paura di perderla, oppure, per non vedere e/o far vedere di non essere capaci di farla fruttare, la nascondono sotto la tonaca.

afinedue

 

Sogni d’oro: "Normali"!

Girovagando in bicicletta, ho ricevuto due rapporti di empatia, con due “diversi” da me. Un Sri Lanka. Un Tunisino. Il primo, in bilico fra il cadere ed il vomitare. Il secondo, un possibile spaccia. Se era sesso, quello che cercavo, non avevo che da fermare i pedali. Mi domando perché una parte dell’Omosessualità gravita il suo senso sessuale (ed è gravitata) in quegli ambienti mentali. Perché, ne è la sedotta – seduttrice?

Ho avuto modo di dire, (l’avevo già detto anche in scritti non pubblicati qui) che vi è Omosessualità, e Omosensibilità. La prima configura una data personalità. La seconda, una data accoglienza verso una data virilità. C’è chi vive le cose. C’è chi le confonde. C’è chi si rovina la vita per aver confuso le cose. I primi, diventano tendenti a… I secondi, dominio di.. terzi come fondo a disposizione nel bidone sociale.

Nel vissuto dei primi, c’è chi ha innestato idee di errore. Il vissuto dei secondi, diventa dominio di chi ha innestato idee di malattia. Nel fondo, c’è chi ha innestato idee di peccato, e/o, idee di diversità dalle norme fissate da Principato e Religione.

Così, abbiamo delle sessualità schizofreniche; dei malati da infelicità; e dei variamente delinquenti per sostenere una “virilità”: vuoi propria, vuoi altrui.

Sogni d’oro, “Normali”!

afinedue

Sei ancora vivo perdama? Io sarei morta stecchita.

Ti racconto un sogno. Strano sogno. Nel dormiveglia. Tempo prima, (mi occupavo di tossicodipendenze, allora ) avevo avuto a che dire con un politico veronese. Anche per questioni inerenti l’Omosessualità, mi par di ricordare. Imbecille, a mio vedere, quell’individuo, vuoi nel senso dato dal Bortocal, che, perdonami la cattiveria, in quello che comunemente diamo.

Mi ritrovo all’interno di una sala. Sembra un teatro. Sono in “piccionaia”. La luce è grigia. Tutto e tutti sono grigi. Per un attimo mi vedo. Anch’io, mi vedo grigio. Non capisco, però, se il grigiore è provocato dall’illuminazione, o se il grigiore è fra me ed il tutto che vedo, o se è in me. Procedo in “piccionaia”, camminando fra persone. Riconosco la faccia di qualche assessore. Dell’imbecille in particolare. Traggo la conclusione di essere nella sala conciliare. Passando, i presenti mi mettono in mano dei pezzi di stoffa. Li guardo. Sono cravatte. Sono annodate. Le riguardo. Si stanno sciogliendo da sole. Le restituisco. Mi sveglio.

Ora, vediamo di mettere ordine. Il collegamento con la frase che hai lasciato, era complicato anche per me. E’ un’esclamazione, infatti, che ha più di un significato. Ho creduto di trovarlo in questo: – Cacchio, perdamasco, con tutto quello che ti è successo, non ti hanno fermato: discorsi, persone o altro che sia. –

Per quel pensiero, il sogno che ti ho raccontato dice che non mi si ferma perché i nodi che mi si porge, si sciolgono da sé. Dici: cosa c’entra questo sogno con la tua esperienza terribile del letto che si muoveva? Non centra niente. Sei tu che stai accostando delle esperienze dette in post diversi. Terribile quella del letto, dici? Sinceramente no! Passata la prima sorpresa, a me veniva da ridere.

Mi dicevo: speremo che quei da basso no i senta sto casin?! Immaginali, quelli di sotto, mentre pensano che di sopra si sta facendo l’amore, tanto da far vibrare il letto! Robe da monta taurina! Invece, c’ero solo io, e chissà chi, o forse, un certo birbantello, ma nella medianità, non c’è possibilità di verifica; ed è meglio non cercarla! Quando il letto si muoveva ero sveglio. Ciao

afinedue

Quando la puttanaggine rende sostanza la forma.

In una foto su la Repubblica vedo un altro esempio di puttanaggine nell’Incontro fra Religioni. Tutte le sedie erano senza braccioli. A parte quella centrale. Lascio indovinare, a chi era riservata! Un altro esempio, e poi finisco! Il precedente papa, incontra il suo feritore. La sedia del papa aveva i braccioli, quella dell’altro, no.

L’ho trovato umiliante, in maniera indecente!

“Beati gli ultimi”, diceva quell’Altro! Dopo duemila anni, ancora predica nel deserto! PoverUomo! L’ho sempre detto: c’è voglia di sovranità, perché c’è voglia di servitù!

Che vadano a cagare!

Porta pasienza se ho messo dello sterco sulla mia classe. Chi ne ha, può!

afinedue

Sulla morte, caro Roberto, non ho molto da dire. Sulla vita, forse posso di più.

Roberto mi chiede: cosa pensi ci sia dopo la morte? E’ tutto qui? Solo questa nostra povera misera vita, così breve?

 

Prima che la morte del mio amato me la facesse conoscere, ne pensavo quello che generalmente pensiamo. E’ successo poi, il mio incontro con la medianità. Da quel momento, la morte è diventata passaggio fra uno stato e l’altro della vita. La prova di quel passaggio me l’ha data una mia corrispondenza con trapassati: il mio amato fra questi. In un primo momento ho accolto quella realtà, come generalmente accolgo ogni vita: a cuore aperto. Un po’ alla volta, però, verifico a chi lo do. Do chilometri di corda, se necessario, e per anni, se necessario, ma prima o poi, impicco! Ed ho impiccato l’attendibilità di quella manifestazione.

Non sai, perché non esistono gli spiriti, (non è quella la voce da verificare, che tanto, ognuno crede quello che vuole, sa, o può) ma perché sono inattendibili. Perché, inattendibili? Semplice, e forse l’avrai già letto da me. Lo spiritismo è inattendibile perché il male sa fingere il bene, molto bene tanto quanto è male. Dal che ne consegue, che il male può essere maggiore, dove maggiore la rivelazione. Al che la collegata domanda: quale attendibilità hanno gli spiriti che hanno principiato le religioni monoteiste? Nessuna! A questa stessa mia conclusione, (l’ inattendibilità degli spiriti) credo sia giunto anche lo stesso Cristo: fu tentato, ma respinse la tentazione. Mosè, invece, c’è cascato in pieno. Anche Maometto!

Ci sono cascati anche tutti i visionari che trovi nella Bibbia. In ultima ma primo per l’importanza che ha presso di noi, c’è cascato Saulo di Tarso. Capisci adesso, perché, per me, la Bibbia è un documento senza alcuna attendibilità a livello divino? Dici che è Parola di Dio! Ammesso un Dio al principio della vita, non può essere che supremo. Per tale stato assoluto. Quale il principio di vita, di una vita che vive il suo assoluto stato? Io l’ho trovato nel Bene. Vi può essere Bene in quella vita, in assenza di altri due principi, e cioè, il Vero ed il Giusto? Chiaramente, no! Allora, di questi tre principi, assoluti perché divini, quanto ne trovi nella Bibbia? Molto pochi, direi, se la lettura di quel libro ha fatto perdere la fede a molti! Tuttavia, la virtù sta in mezzo! O, meglio si potrebbe dire: sta al Centro.

Vita, è comunione di stati fra il Bene nella Natura, il Vero nella Cultura, ed il Giusto nello Spirito. Essendo assoluto stato, in Dio, questa trinità di stati è unitaria. Per questo è anche detto, l’Uno! Nello stato divino della vita, vi può essere assoluta comunione di stati, se fra di quelli vi è anche il più infimo non – bene, non – vero, e non – giusto? Chiaramente, no! E, allora, Dio, non può assolutamente conoscere il non – bene, il non – vero, il non – giusto. Se non li può conoscere, come mai si arriva ad accreditare a Dio, tutti gli sfracelli che sono scritti nella Bibbia?

Ad un conoscitore come te, non occorre che li elenchi, vero? E’ comune esperienza: l’ amore è permesso dalla comunione! Dello stato divino della vita, allora, (Immagine della vita) si può dire che è la suprema espressione dell’amore data la comunione fra i suoi stati. In quanto suprema idea dell’amore, in Dio non può essere presente nessuna intenzione divisoria. Autocitandomi: Dio, non è il Divisore. Allora, giusto perché l’ho fatta anche troppo lunga: si può dire che nella Bibbia è presente influsso divino sull’Uomo, tanto quanto guida verso la comunione. E si può dire, che vi è influsso umano, (quando non diabolico) tanto quanto guida verso la divisione. E, adesso, ti dico perché sulla mia strada “per Damasco”, non sono caduto da cavallo! [Cavallo è “veicolo” psicopompo. Vedi la simbologia.]

Per quanto innamorato dell’idea di aver ritrovato in vita il mio amato, non potevo non vederlo con la stessa sincerità verso me stesso, che usavo nel vederlo presso di me, in vita. E, non mi piaceva niente, quello che rivedevo?! Non mi piaciuto al punto, che ho chiuso il rapporto medianico. Il come lo tralascio perché l’è na storia cominciata nel 91, e non ancora finita: solo temperata. Avevo bisogno di continuar ad amare, però! E, dove trovare la meta di quel mio bisogno, se il mio spiritello era rimasto un birbaccione? Così, ho elevato il pensiero! Dall’amare uno spirito, sono passato a cercar l’amore presso lo Spirito. Già, ma, chi è lo Spirito? Per rispondere a questa domanda ho ripercorso la strada, dove Saulo di Tarso è caduto da cavallo!

Ti dici un semplice credente, Roberto, ma dimostri una cultura sulla Bibbia, da parermi un “vescovo” dei Geova. Uno di loro, è persino arrivato a dirmi che conosce la Verità! L’affermazione, commenta, sia se stessa, che quella persona. Affermazioni di questo genere, sono possibili, quando, assumiamo Dio come fosse un antidepressivo! 

afinedue

Caro Roberto: la tua esposizione è talmente dotta, che mi sono fermato pressoché subito. Non ho cultura sufficiente.

Caro Roberto: la tua esposizione è talmente dotta, che mi sono fermato pressoché subito. Non ho cultura sufficiente. In modo sparso, però, ti mando le mie personali convinzioni.

“una cosa però è ormai assodata e cioè che Paolo di Tarso non fu un “fondatore” ma un “diffusore” di un annuncio basato su fatti già noti e che non occorreva raccontare daccapo.”

Che sia stato un “diffusore” non si discute. Di annunci basati su fatti già noti, ne dubito parecchio, come parecchio si dubita “sui fatti già noti”. Credo invece, che, partendo dalla rivelazione spiritica che gli è capitata sulla via di Damasco, abbia interpretato la sua idea di Cristo, secondo e per mezzo, di quella “allucinazione”.

Non credo nella Bibbia. Non la credo rivelata da Dio. Tanto meno scritta da Lui, ovviamente! Credo che la Parola di Dio sia: vita! Non credo che ne abbia dette altre. Non lo può. Non lo può, perché un Ente assolutamente sé stesso, non può dire che il Suo assolutamente sé stesso.

Tutto il resto, delle mistiche (?) esaltazioni, che a guardarle da vicino sono malattia! Ne prova il fatto, che tutte sono state vissute da “sofferenti”. Tanto è vero, che nell’individualità equilibrata nella comunione fra i suoi vari aspetti, non c’è presenza di esaltazione mistica. Che sia per questo che Cristo frequentava i crapuloni, e amava “i semplici di spirito”? O, me la sono inventata io?

afinedue

Sono andato a ballare. Ho bevuto solo un paio di 45°.Ve lo giuro!

Musica decente, questa sera al Romeo! House, ma buona! Sono arrivato presto. Da casa, in bici ci impiego poco! Bevo qualcosa. Già al primo, mi sento quasi subito deragliato! L’alcool è un antidepressivo ed io non sono un depresso. Forse, è per questo che lo reggo poco! Un po’ alla volta entrano le Immagini. Sono poche. La nebbia fa vittime anche quando non uccide! Rimangono aggrappate al banco del bar: sponda sicura per tutte le ombre. Guardano, cercano, scelgono, sperano. Nessuno si muove! Tutti pronti, a dire: no! La paura di dirsi ho fame è troppa. E, l’alcol ancora poco.

Vedo un ragazzo bellissimo! Sta guardandosi attorno. Noto il suo modo di guardare: sta giudicando. Gli faccio cenno di avvicinarsi. Lo esclude, seccato! Volevo solo dirgli di essere meno severo: visto così, nulla sta in piedi. Lo lascio, come l’ho trovato. Giovinezza, non avere paura della vita degli altri! E’ pur sempre, umus per la tua! Qualche volta sterco, è vero! Si può non verificare, e dirsi di capire?

Una checca brasiliana, (un’impazzita), attraversa la pista urtando. Per una volta, passi! Per due, anche! Alla terza, irrigidisco il braccio e gli faccio capire che qui non si attracca! Sono quasi le quattro. Rientro pian pianino. Non ho fretta di raccontarvi questa storia. Può aspettare il vostro risveglio!

Mi sono alzato, più o meno adesso: buon giorno, Blog!

afinedue

Nella mia strada di concupito.

Nella mia strada di concupito da un pedofilo, il mio elaborato su quell’esperienza diverge da quello del B. Il B. parla, “non tanto di trauma fisico, quanto di trauma psichico. [Spero di aver ricordato bene il tuo concetto, Bortocal, ma sono sempre pronto a provvedere sui miei errori.] Ebbene, io non ho subìto, nè l’uno e né l’altro. Se trauma, ho subito, è stato quando mi è stato tolto “quell’amore” da successivi accadimenti. Non ho subito trauma fisico, perché non c’è stato alcun tentativo in quel senso. E non ho subito trauma psichico perché, pur non sapendo cos’è sessualità, (ero ai tempi della terza elementare in collegio) la sentivo benissimo! Dirò di più! Quell’esperienza aveva riempito di tutti i patemi “dell’amore”, la mia vita di senza niente, e di senza nessuno. E’ ben vero che tutto il mio ambaradan sentimentale sino alla passione, era solo la costruzione di un affamato, e non certo quella voluta dal pedofilo: prete, giusto per dire le cose sino in fondo. Sono passati 50 anni. Ne ricordo ancora il nome! Senza nessuna forma d’astio. E’ come se fossi stato “abbandonato” da un amante, ora, a questa mia età: superabile, qundi.

Ben altra paura, me la comunicarono i preti. Confratelli di Giuda, a mio avviso, perché sono stato abbandonato, come un’appestato! A quell’età!!! E, quando hanno saputo della cosa nel colleggio degli Esposti di Padova, da dove provenivo: altro abbandono! Altro esilio! E mia madre adottiva che non capiva. Come cavolo poteva capire, la Cesira! Se gli Esposti ci sono ancora, il Pabloz saprà dov’è via Belzoni! Abbandono ed esilio di un perso fra cose più grandi, questo, è stato, più pedofilo, nel senso più dispregiativo che possiate trovare! L’altro, almeno, mi portava dei regali! Gli altri, solo la loro miseria! Ad un bambino!!! Ve la dico tutta! Sto piangendo che non riesco a fermarmi! E non di certo, a causa di quel pedofilo: che cazzo di parola! Ho scritto la mia distinzione fra Pedofilia positiva e quella negativa, appunto per quell’esperienza. Ma, pensando alla negativa, non riuscivo a vedere i mostri pedofili. Solo quelli non pedofili!!! Con questo, spero di aver buttato fuori tutto il fiele che mi hanno fatto bere!

afinedue

 

Le regole nella vita; educare fa male.

Ho bisogno di parlare col nuovo operaio. Lo chiamo al cell. Risulta occupato per più di mezz’ora: sul lavoro! Gliel’ho detto e ripetuto non si sa quante volte che non voglio un uso privato del cell durante l’orario di lavoro. Risposta: Ci, ci 🙂 ci, ci! I Siri Lanka quando si mettono a parlare fanno più casino delle anare, e i par de le betoneghe! Folclorismi a parte, non voglio commenti dai Condomini sui miei operai! Parto dai pressi della Bra, e piombo al Palladio: 62 anni in bicicletta. Immaginatevi la scena. Arrivo, e gli provo che mi racconta balle quando mi dice che non è vero. Mi hanno sentito urlare sino all’undicesimo piano! In sintesi, sento che non mi posso più fidare! Gli faccio ridurre l’orario di assunzione, da completo a parte time. E se funziona ancora, gli darò altre ore, e se non funziona, saranno cazzi suoi! Sono stanco di essere derubato dei miei sentimenti! Così, dove se ne fregano delle regole dell’amore, (filìa, mi raccomando, non pedofilia) imporrò quelle del timore! Che amarezza, dover educare così! Non credano i figli che il genitoriale dovere di educare sia un piacere. Il più delle volte, fa soffrire gli educatori.

afinedue

Ho deciso di girare il materasso!

Ho già avuto modo di dire che, indipendentemente dal sesso, ognuno di noi possiede il principio accogliente (quello della Donna) e il principio determinante: quello dell’Uomo. Recenti e sconnessi commenti su di un mio scritto mi obbligano a rivedere l’uso di quei miei due punti di volontà.

Sino ad ora ho accolto senza determinare se ciò che accoglievo mi corrispondeva o meno. E’ il rischio che corre la Donna, ed è il rischio che ha sempre corso la mia parte di Donna. Con altre parole, il mio sentimento per la vita.

Ora, causa di quei fatti, determinerò alle mie condizioni cosa meriterà di essere accolto, perché, quei fatti, hanno posto termine alla mia gratuità.

Questo non vuol dire che non sono più io, ma che userò i miei principi non più a ragion creduta, (come è sempre stato) ma solo a ragion veduta, cioè, dopo chiara verifica.

afinedue

Tema in salotto: “imbecille” non è un offesa. Si dice di microbo che ha bisogno di un aiuto per camminare.

Bortocal Lascia perdere, Vitaliano, questo è un covo di (bip). Ti consiglio di fare altrettanto, anzichè esortarmi a rimanere. Io me ne vado altrove.

perdamasco
– Visceralmente condivido. Umanamente e culturalmente non me lo concedo. Quando stavo fra i “tossici”, questi erano convinti che lo facevo per loro in quanto si credevano Soggetti del mio desiderio, e che lo facevo per me, perché mi credevano l’Incantato da cotanto. Non hanno mai capito che stavo in mezzo a loro, non perché difendevo degli indifendibili delinquenti, ma perché, anche loro, sono stati degli innocenti. Pensa ti! In quel loro essere uomini, io difendevo il loro essere stati bambini! Questo, già da una ventina d’anni! E questi qui, vengono a farmi le pizze da prefiche dell’amore! A farsi le scandalizzate da dei concetti, non da dei fatti, che allora, avrebbero più che ragione!

Ho detto a M. che non voglio rivedere neanche di striscio, [non mi interessa una stima, se non si capiscono i motivi per cui sono da stimare] “che è legittima la sua intolleranza, ma, a ragion veduta, però, non a ragion creduta.” L’intolleranza a ragion creduta, porta alle forche, porta ai linciaggi. Credi che abbia capito? Macchè! E’ troppo presa da quello che sente, per capire quello che altri dicono! Così, questi e queste qui, hanno promosso il processo, giudicato e sentenziato, facendosela e godendosela! Mi facciano il piacere! Educatori, professori, assistenti dell’infanzia, e quanto di similia e di buone intenzioni, prima, educate voi stessi! Vivete voi stessi!

Se siete in un Blog, vuol dire che alla vostra vita manca qualcosa! E, cioè; che siete preda delle molte facce della solitudine. Non per ultimo il senso di un privato fallimento: questo senso, una vera sabbia mobile! Non ci sono belle parole che la stabilizzano. Ci vuole vita, per farlo. Bisogna farsi un culo così, per farlo! Cosa da me affermata in tempi non sospetti! Almeno io so, che alla mia manca solo un amante periodico! Il resto c’è, dove nel vostro posto non ho trovato nulla. Vi giuro, che ho cercato molto bene!

Già che ci sono: fra i “tossici” ho trovato figli di professori, di medici, di avvocati, di assistenti sociali, e poi ho perso il conto! Possibile che nessuno di questi ben pensanti si siano mai accorti che il figlio/a si faceva le pere, iniziando già sui tredici anni, e che preda della Lupa, già a quell’età si vendevano ai Lupi! E, credetemi, non ci capiva, vedendoli assieme, quale dei due era il lupo più pericoloso! Solo non ho trovato, figli di preti! Ma, essendo orfano, avrei potuto esserlo io! Ho tolto i restanti commenti perché aria fritta. Se questo è dispiaciuto a chi m’ha scritto, non gli resta che starsene a casa sua.

Bortocal – Che cosa ti salta in mente, perdamasco, di mettere un bip al posto della parola “imbecilli”? Non è mica una parolaccia e, non essendo rivolta a nessuno in particolare, neppure un’offesa, ma in questo caso una mera esclamazione! imbecillus, dal latino, è del resto colui che non cammina bene da solo, ma ha bisogno di un bastoncino (bacillus): bastoncino che può essere fornito da altri e che – guarda caso – ha lo stesso nome che si dà in latino a un microbo. il microbo del fanatismo che porta alla caccia alle streghe, dove chi scaglia con più ardore le proprie fascine nel fuoco lo fa per potersi dire di essere il più bravo.

evaporando
– ecco…ogni tanto qualcosa accade nel cortile…è naturale che vada così…ma molto meglio queste prese di cuore e di posizione che il germe dell’indifferenza. Antropoligamente parlando questo cortile sa di vita, quella vera, quella fatta di equivoci, di animosità, di esseri umani fragili e giganti ma ognuno unico prodotto della sua vita. Mi spiace ma so che solo una parentesi di tempo può farci capire razionalmente torti o ragioni… ma so che che ogni causa è seguita da un effetto; l’importante è mediare… l’importante è non soffiare sul fuoco… qualunque esso sia. perchè a volte ci si può incendiare entrambi. Un caro saluto a te e Bortocal perchè so che la vita è fatta anche di ste cose… ma so che poi se si arriva sempre ad un compromesso. Una stretta di mano è sempre meglio del rancore di prendersi uno sputo in faccia. Io penso positivo..almeno su questo cortile. aloha Vitaliano

Bortocal pro Caro alfio, ti ringrazio di questo saluto indiretto e lo ricambio, apprezzando la sensibilità delle tue parole. Colgo l’occasione di un’ultima riflessione sul tema che ha agitato il cortile. Il fatto è che, come ha bene spiegato perdamasco, in italiano “pedofilia” significa “attrazione sessuale per i bambini” e non “violenza sessuale sui bambini” e neppure “attività sessuale con i bambini”. Vitaliano ha detto che non considera in se stessa negativa questa attrazione, purchè non si trasformi in un comportamento, e io ho detto di poter condividere in buona parte questo pensiero sul piano della mia morale personale, purchè la legge punisca senza eccezioni nè distinguo ogni rapporto sessuale con i minori.

Non credo infatti che la legge si debba occupare delle inclinazioni e dei desideri delle persone, ma solo dei loro comportamenti. Ora che la tempesta si sta sedando, credo di poter capire che chi si è indignata tanto per queste affermazioni per me ovvie, o conosce poco l’italiano e ha dato alla parola il significato che le viene attribuito televisivamente, secondo il quale ogni pedofilo, ogni uomo attratto dai bambini, è per ciò stesso un pericoloso criminale, come se io avessi voluto spendere una qualche parola a favore o giustificare in qualche modo comportamenti ripugnanti, oppure davvero pensa che la legge debba punire anche le inclinazioni e dunque promuovere cacce alle streghe.

Sia il primo che il secondo pensiero ci riportano a un antico onorevole Fini che forse oggi si vergognerebbe di quando diceva in televisione che una persona omosessuale non dovrebbe fare l’insegnante. Ma, come un eterosessuale non violenta di necessità le sue alunne, così un omosessuale non violenta per definizione gli alunni nè un pedofilo i bambini. Se succede, ci sono altri problemi, sia per l’eterosessuale sia per l’omosessuale, sia per il pedofilo. Concludo questa divagazione fuori tema ricordando uno dei più grandi capolavori letterari dell’umanità, Alice nel paese delle meraviglie, di Lewis Carroll: genio matematico e pedofilo convinto, per tutta la sua vita espresse la sua irresistibile pedofilia fotografando bambine adorabili e misteriose e scrivendo per quella di loro che amava di più questo libro meraviglioso. Niente altro risulta a carico di Carroll, che quindi merita intera – da pedofilo, nel senso che questa parola ha, e non in quello che vorrebbero dargli i fanatici – stima e ammirazione, e l’umanità intera non può che essergli grata della sua pedofilia.

pabloz70
– Sono stato lontano, per un po’, dal blog, per problemi personali. Al ritorno, ho trovato questo incredibile scontro su un tema delicatissimo come la pedofilia La prima cosa che mi è venuta in mente è una cosa successa ad un mio caro amico, 40 anni, 2 figli. Un sabato mattina al supermercato, trova una bambina di 4 anni che piange e cerca la mamma, la prende per mano per aiutarla, quando trova la mamma questa lo minaccia di denunciarlo, gridandogli “pedofilo” davanti a decine di persone; la seconda, sono quegli innumerevoli casi di coppie che si separano, e la moglie accusa il marito di pedofilia verso i figli per vincere la causa; la terza, un film uscito da poco in cui un pedofilo (Kevin Bacon) cerca di rifarsi una vita ma invano.. in un commento, avevo letto che nei film è lecito – e divertente – compiere qualsiasi genere di reato, tranne questo. La pedofilia è l’unico atteggiamento non ammesso nella nostra società. In carcere, i pedofili vengono tenuti separati per evitare che vengano uccisi secondo il codice d’onore dei reclusi. Selene, nel suo post, parla di principi “assiomatici e trasversali, portatori di valori portatori di valori di per sè evidenti e tali da creare uno spartiacque tra una società più evoluta e strutturata ed una meno” La pederastia nasce in Grecia.. senza andare a scomodare trattati o saggi, su wikipedia leggo: “Nella Grecia antica la pederastia consisteva in un legame tra un uomo e un adolescente (a partire da almeno dodici anni di età). Questo genere di coppia traeva la sua legittimazione da numerosi equivalenti simbolici o mitologici tra figure divine o eroiche (Zeus e Ganimede, Apollo e Giacinto o tra lo stesso Apollo e Ciparisso, come tra Eracle e Iolao ed Ila, o ancora tra Teseo e Piritoo). Alcuni indizi hanno fatto supporre che il fenomeno si sia evoluto a partire dai riti di iniziazione e di passaggio della cultura indoeuropea. Si trattava di un modo riconosciuto di formazione delle elités sociali, che traduceva la relazione maestro-allievo. I vocaboli indicanti l’uomo e il ragazzo potevano variare da una città all’altra: per esempio erastes (“amante”) e eromenos (“amato”) ad Atene, eispnelas (“ispiratore”) e aites (“auditore”) a Sparta. Anche le modalità della relazione differivano a seconda delle città e i rapporti sessuali potevano o meno essere permessi all’interno della relazione.” Durante il primo medioevo, in Europa, i bambini partecipavano all’atto sessuale dei propri genitori. La cosa veniva vista come un gioco. Non ho risposte, sull’argomento, ma solo frasi a vuoto. La prima è: indignarsi contro la pedofilia è come dire che la merda fa schifo. Nessuno dirà che non è vero, e tutti saranno d’accordo. La seconda è: sulla pedofilia non è possibile esprimere alcun parere, se non l’unico ammesso e contemplato da questa società. Già dire questa frase, è – a parere di molti – una evidente ammissione di pedofilia. La terza è: inizia ad essere più grave il problema della fobia del pedofilo (vedi episodio successo al mio amico) della pedofilia in sè. Anche in questo caso, secondo il parere di molti, questa è una evidente ammissione di pedofilia. La quarta è: il sonno della ragione genera mostri. Il tema è delicato. Ho due figli, e ci sono volte in cui ho paura – quella paura profonda che i giornali e la televisione sanno alimentare per vendere, per tenere la gente attaccata al video. Vorrei invece che si riuscisse a parlare della cosa con serenità, con la capacità di distinguere il bene dal male, abbandonando la logica manichea con la quale ora si affronta questo argomento…. Bravo, Vitaliano, che hai saputo tirare fuori un argomento tanto delicato, e bravo Bortocal, che ha saputo seguire – con coraggio ed intelligenza – la tua idea che pochissimi hanno capito.


perdamasco
– Grazie, Pabloz! Il tuo equilibrio è sempre un balsamo! Fra gli esempi dei pericolosissimi equivoci che sono successi fra Adulto e Bambino, ricordo solo un Padre accusato di aver sodomizzato la Figlia di due anni. Barbarizzato da ogni consesso, ha fatto una vita d’inferno sino a che un’ulteriore accertamente clinico ha dimostrato la bambina aveva un non mi ricordo più quale anomalia al retto! Ora, a quell’uomo, chi gliela restituisce la vita che ha perso? Chi gliela restituisce la fiducia nella vita che ha perso? Come potrà vivere quell’uomo, pensando che vi saranno di quelli che dubiteranno della verità di quell’accertamento clinico, e, che, pertanto, continueranno a pensarlo, quando non a ri – dirlo: Mostro!!!


evaporando
– Comprendo e intuisco … mi spiace solamente il precipitarsi di queste diatribe… senza schieramenti so che entrambi siete entrati in labirinto di parole che vi ha intrappolati: io sento che in fin dei conti siete incappati in questa ragnatela… e so che l’indignazione di catullo è giustificata dal senso non della parola in sè ( pedofilia ) ma dalla violenza di chi può nuocere al più debole, ovvero al bambino. Lì NON ESISTONO RAGIONI… Spero che nel cortile ritorni il buon veneto. Buona giornata e ritorna. Ma conosco l’indignazione verso ogni forma di ingiustizia…e così mi indigno pure io..e scrivo nel mio blog….


perdamasco
– Neanche da me, bambino, non avrebbero dovuto esistere ragioni! Te ne allego di bianche e di nere. Ti spaventeranno di più le bianche. Nel tuo commento, Evaporando, c’è verità e sentimento, e per questo l’accolgo con immutata stima. Devo dirti, però, che quando questa scade verso chi è scaduta, non c’è mediazione che tenga: sarebbe ipocrita. Al che, lascio l’ultima parola a Verdone! Lo so che è viscerale più che razionale, ma, quando c’è vò, c’è vò! (Non l’avevo mai visto meglio, prima di così, Verdone!)

Bortocal – Grazie, alfio, il blog che sparpaglia i commenti, gioca con le nostre voci come foiglie secche sul selciato e alla fine le ammucchia in qualcosa che sembra un mucchio di spazzatura, ma se lo guardi meglio, ti accorgi che è un quadro senza autore. Ho respirato fondo e ho ricominciato a esporre al pubblico il mio dire: sai per chi ama scirvere, come me e te, l’essenziale non è pubblicare, e per fare questo ultimo gesto, occorre ritrovare la fiducia negli altri.

evaporando
– Caro Bortocal…scrivi e scrivi e strada facendo si è meno soli se possiamo condividere pensieri e ricordi… i quadri d’autore si fanno così, così come dici meravigliosamente te …da foglie secche e spazzatura. Sono contento che sei tornato.. in effetti il cortile è abbastanza grande per tutti : strada facendo s’impara sempre tutto da tutti ma mai niente da nessuno. Ben tornato

IoBalloDaSola – So di non fare parte delle persone da te stimate culturalmente ma ci tenevo a farti sapere che il mio silenzio con fa rima con assenzo! Io sento di non condividere parte delle cose dette … credo di aver diritto a pensarla diversamente … ma so che quelle parole non erano di certo un inno alla pedofilia! Mi auguro solamente che questa caccia alle streghe…anzi agli stregoni…abbia fine al più presto… Un bacio…Elisa!

perdamasco
– Hai creduto male! Il tuo stesso commento dimostra che sei stimabile: vuoi perché è indipendente, vuoi perché è equilibrato. Un abbraccio. Vitaliano. Pensierino della notte! Intelligenza, per me, è la capacità di elaborare informazioni, non accumulo di informazioni come può essere intesa una Cultura. Da ciò ne consegue, che anche un incolto può essere intelligente! Dipende dalla sua capacità…


IoBalloDaSola
– Per me intelligenza è il mio vicino di casa che con la sua terza elementare sa molte più cose di me che sono arrivata alle Belle Arti! Un database di informazioni non serve a nulla se non sei capace di applicarlo! Ma in tutta coscienza so di non emanare cultura di questo blog…. forse un po’ di vitalità, un po’ di simpatia …a volte un po’ di sconforto …e tanta tanta amicizia con qualche blogger! Le mie giornate sono spesso noiose, pesanti, stancanti, chiusa tra quattro mura, in solitudine, a lavorare! Questo è il mio momento di svago… Un giro di parole per dire semplicemente che hai ragione! Va bè …un bacio… Elisa!


perdamasco
– “so di non emanare cultura di questo blog… Io emano. Tu emani. Egli emana. Noi emaniamo. Voi emanate. Essi emanano. E’ un po’ come dire: io sono, tu sei, egli è, noi siamo, voi siete, essi sono. Capita l’antifona?

afinedue

Il lupo che stava a monte, disse all’agnello che stava a valle: perché inquini la mia acqua?

Ti ricordo l’inizio di questa favoletta, Gigio, solo per dirti che il tuo dai, Vitaliano! a un mio commento lo devi indirizzare ad un certo Fedro, non a me, che presso di te ho riportato solo due immagini: la ferocia, rappresentata dal Pedofilo – Lupo, e l’innocenza del Bambino detta dall’Agnello.

Vedo che sei un Educatore. Nell’ambito, conoscerai qualche psicologo. Ebbene, fagli leggere i miei scritti, quelli di … , le vostre risposte di tutti da … Forse con tua sorpresa, potrebbe anche dirti, che quando difendiamo le nostre idee, sovrapponendo la passione sulla ragione, riveliamo che la difesa delle proprie idee è mescolata alla difesa di noi stessi; qualunque e comunque sia, l’identità che diciamo: noi!

In particolare modo, questo vale per identità che sentono di possedere emozioni di pedofilia negativa! Vale, addirittura di più, anche per quelli che solamente lo temono, a causa di una indistinta coscienza sulla propria sessualità! A tanto può portare il non conoscerci. Chiedi anche questo a quello psicologo. Vedrai che non avrò sbagliato più di tanto.

Prima che il tuo “cavallo intemperante” ti prenda le redini, voglio precisare che sto parlando di casi, non di te, o di … o di altri intervenuti presso di me, o presso … La Pedofilia che chiamo positiva per distinguerla dalla negativa che è la perversione di quell’amore, è presente in tutti! Non ci sarebbe paternità, e ne maternità, e né bene e né giustizia sociale verso i bambini, se non ci fosse. Prima della presa di coscienza di quell’amore, quando erano in eccesso, li buttavamo nei cessi! E’ storia, Gigio, non un mio “fantasioso avvitamento”. Se non credi a me, (e lo direi, più che logico!) chiedi a quello psicologo, se è o non è vero!

Ho l’impressione che il totale rifiuto dei miei discorsi e di quelli del Bortocal, più che dallo sviluppo degli argomenti sia stato provocato da questa inaspettata rivelazione: cioè, che l’atomo può far vivere, o può far morire! Dipende dall’uso! Così, per tutte le forme dell’amore! Forma, che nel caso della Pedofilia positiva, non è di certo il “dialogo amoroso che non vedo proprio”. Non mi ricordo più chi l’ha detto, e neanche con le parole precise. Spero solo, non in malafede! Pedofilia positiva, è amare la vita del bambino! Non il bambino in quanto fonte di tensione sessuale! Quella sì, che è perversione! Possibile che non capisci la differenza fra amare e recare dolore!

Ho visto da … che continui a batter chiodo sul pedofilo perverso. Non sarò certo io a farti cambiare idea! Ognuno a suo modo, il Bortocal ed io abbiamo solamente posto delle distinzioni culturali, non, non , non, legali o morali, o qualsiasi voglia legittimazione sul genere dei fuori di testa in Belgio. E, se pensi che queste distinzioni le hanno poste due vittime di pedofilia, a mio avviso vuol dire, che il discernere senza paure su noi stessi, prima o poi, porta all’equilibrio. Ed, ora, se lo credi, cambiamo discorso. Parliamo di Donne?

Vedi dove porta la chiarezza nella sessualità? A fare in modo che un sereno Omosessuale, si scopra Eterocultuale a livello psicologico, così, che possa serenamente parlare anche di Donne. Li conosce, questi scherzi della vita, lo psicologo che ti ho chiesto di far intervenire? Ho già cominciato io, nel momento stesso che ho scritto Donna con la maiuscola. L’ho fatto, non solo perché amo la Donna, (per i motivi soppradetti) ma anche perché non tutte le donne sono puttane, come usualmente si dice fra uomini delusi! E, a me, la Donna non ha mai deluso. Al più, neanche la puttana mi ha mai deluso, perché non è ipocrita! Al più, sirena per gli Ulisse, e/o i marinai del caso. Sarò, tuttavia, più che lieto di cederti il passo, visto, che per ovvia pratica, biblica e sponsale, le conosci meglio di me!

afinedue

Tema in salotto: san Bortocal aiutami Tu!

Adesso ti racconto! Pedofilia (pe-do-fi-lì-a) s.f. ~ Perversione sessuale caratterizzata da attrazione erotica verso i fanciulli, indipendentemente dal loro sesso. [Comp. del gr. paîs paidós ‘fanciullo’ e -filia]. Devo dirti la verità. Istruiti questi due uomini, e celebri. Nonostante questo, sento che non me la raccontano giusta. Chi sono? Certi Devoto – Oli. Filia ~ Secondo elemento di composti, derivati dal greco, o formati modernamente, col significato di amore, simpatia, affinità. [Dal gr. philía amore]. Allora, perché la radice amore, di punto in bianco, nella Pedofilia, (amore verso il fanciullo) è diventata perversione? Se è amore, non può essere perversione! Se è perversione, è errato il significato di Pedofilia perché ha radice in amore. O, no?!

Mi dirai, perché c’è di mezzo l’eros, Perdama!!! E’ vero, come è vero che senza Eros, saremmo tutti delle foglie secche! Stracciatori di vesti, compresi! Ora, siccome dai significati si ricavano anche i giudizi a priori, (legali, morali, religiosi e quanto d’altro) anche ogni giudizio a priori sulla Pedofilia, è errato! O, no?! Morale della favola: sai perché è possibile la perversione sessuale verso i fanciulli? Perché esistono bigotti che fermano la conoscenza sulla loro sessualità!!! Questo, è pervertire!!! O, se non lo è, aiuta l’attuazione della perversione!!! Se raccontassimo agli Agnelli come sono fatti i Lupi, infatti, difenderemmo meglio i Bambini, ed i Lupi, starebbero più in campana!!! O, no?! p.s. Scusami l’epidemia dei punti esclamativi, ma sono ancora surriscaldato!

Gigio25 – E continuo a non capirti!! E su questo tema mi incazzo proprio tanto! Primo perchè bigotto non sono!! Secondo perchè ci si può contorcere quanto vuoi, ma su un argomento del genere a un padre di famiglia e per giunta educatore non si può cercare di far passare proprio nulla!! Terzo perchè la teoria del lupo e degli agnelli…. Per favore Vitaliano….

perdamasco
– Io ho parlato di bigotti, non ho detto che tu sei un bigotto. Ed in ogni caso mi riferivo chiaramente, scusami se solo per me, a quelli che sono in grado di gestire l’educazione: cioè, a rappresentanti, politici, religiosi, e quanto in campo, che antepongono i loro credo all’educazione alla sessualità anche presso i bambini.

“ma su un argomento del genere a un padre di famiglia e per giunta educatore non si può cercare di far passare proprio nulla!!”

Su questo tono e su queste certezze, rifletti! Le accolgo solo per cortesia. Non sono un argomento. Sono una presunzione. Per il resto dele mie contorsioni, pasienza. Mi dispiace solo di aver ricevuto negazioni sui miei discorsi, ma nessun accettabile discorso sui miei discorsi. A parte dal Bortocal. Ti ricordo: padre pure lui. Dimenticavo: nelle Tossicodipendenze ho avuto modo di seguire “tossici” con problemi anche di sessualità, che pure erano figli di educatori: professori e quanto d’altro nel ramo.

Bortocal
– “Quanto all’amore di amicizia (philia), esso viene ripreso e approfondito nel Vangelo di Giovanni per esprimere il rapporto tra Gesù e i suoi discepoli”. Joseph Ratzinger, Deus caritas est, Lettera enciclica Ma forse è meglio lasciare perdere la storia delle parole, perchè non ci sono più vesti da stracciare.


perdamasco
– Ti ringrazio per aver risposto nonostante i tuoi propositi di chiusura per tutti. Mi dispiace per l’amarezza che provi in questi momenti. Ciao

afinedue

Cosa costa indignarsi?

Cosa costa indignarsi? Nulla! Anzi, si scrivono post molto lunghi! Cosa costa sentirsi belli, bravi e buoni? Nulla! Anzi, si mandano avanti i Mercati! Cosa costa sentirsi normali? Nulla! Anzi, ci sentiamo protetti! Ma, se volete percorrere la strada della conoscenza, della vostra conoscenza, dovete uscire dal Gregge!

Ci vuole coraggio. Solo coraggio. Molto coraggio, qualche volta. Non sia la disperazione, il vostro pastore per quella strada! L’ho conosciuto. E’ una brutta compagnia!

afinedue

Pedofilia: è necessario mettere distinzione fra quello che io ho detto, e quello che, voi, avete capito!

Io non ho giustificato un accidenti, … e altri scandalizzati, quando non inconsciamente ipocriti! Ho solo tentato di distinguere tra sentimenti pedofili, ed azioni pedofili! Tutto il resto, è “roba”, solamente vostra! Comunque sia, se è vero che si può “odiare” ciò che si ama, allora, si può anche dire che il rifiuto dei mie discorsi può essere provocato da latenti e represse pedofilie!

Ho già detto da me, che non solo la ragione è carsica, ma anche la sessualità. Abbiate paura dell’incoscienza, non, delle parole; a meno che, non siano scoperchianti, e non vi piaccia quello che vedete nella vostra pentola!

Sappiate infine, che per le vostre morali “indignazioni”, e per la paura che ho, di genitori resi isterici da confuse quando non fumose informazioni sulla differenza fra Omosessualità e Pedofilia negativa, sono ridotto a non poter sorridere ad un bambino che, naturalmente, sorride al mondo. Così, che per la paura di veder equivocata una spontanea affettuosità, devo subire anche il dolore di averlo dovuto ferire nei suoi sentimenti.

A questo, riducono le vostre sacre indignazioni! Ad aver paura anche della pulizia dei propri sentimenti! Vergognatevi! Da te, … hanno scritto: cosa vuoi aspettarti da Blog.it?! Allora, se da un frequentato non mi aspetto niente, a che pro lo frequento?! Se non trovo pro, ma lo frequento lo stesso, allora, prostituisco me stesso. Libero ognuno di fare quello che vuole, ma, non si sputa nel piatto dove si trova di che riempire i propri vuoti! Già che ci siamo, indignatevi anche di questo!

Chiudo l’argomento, ma, con un’ulteriore precisazione: per Pedofilia positiva intendo il sentimento d’amore verso un bambino, non, l’attuato sentimento sessuale verso il bambino, che è della Pedofilia negativa. Su questa, mi indigno con voi!

Se volete parlarne ancora lo potete fare al mio indirizzo e_mail. Se invece volete indignarvi ancora, passate da … : sarà lieta di ospitarvi, penso.

Almeno dalla sua foto, pare che il vino non manchi!

afinedue

[dal gr. hypokrisía ‘simulazione’ – Devoto – Oli].

Anche dell’educazione, si può dire che è una recita quando non è effettiva corrispondenza di civiltà e di sentimenti. Tuttavia, è quell’ammortizzatore, senza il quale, vi sarebbero in molti casi dei rigidi urti: caratteriali, psicologici, culturali. Metteteci pure, quello che credete vero. Per questo fine, la vedo come una falsità positiva. Non è il massimo della vita, ma comunque, ne consente un più ammorbidito passo. Dove la vedo negativa, invece, è quando consente il passaggio di una multiforme offesa, incartata da civili maniere, cultura, sorriso, bontà, e via esemplificando. In quei casi, la recita formale dell’educazione, assume la parte di un arma bianca.

afinedue

"Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione lo amava molto."

Siamo così sicuri che sia una storia Gay? Come hai potuto constatare fra gli Indiani, ed io, nel mio poco, fra gli Arabi, la sessualità gay non centra niente col loro amarsi fra simili. E, perché, escludere che quel sentimento, altro non sia che una comunione fra spiriti? Un, quel platonico amare, che chissà perché, da noi pare diventato solamente la cuccia per cani sperduti nelle incoscienze nel sesso?

E, se invece fosse, un altro ramo, dell’Albero?

afinedue

 

Dio ci liberi da chi ha la tendenza a strapparsi le vesti!

Se un giornalista pensasse che il suo raccontare la cronaca di un omicidio (tanto per citare un caso) diventasse di per sé induzione a delinquere, quale Media si potrebbe salvare da tale denuncia, (o potrebbe pubblicare ancora), dal momento che tutte le notizie, di per sé, sono in_formative? Cosa significa tacere su certi argomenti, quali la Pedofilia, ad esempio! Io ne parlo perché non ho paura delle parole! E neanche delle mie emozioni: so gestirle con chiarezza! Al più, mi fa paura chi, in buona o mala fede che sia, le malinterpreta, quando non le distorce a suo uso e consumo! Dio ci liberi, da chi ha la tendenza a strapparsi le vesti!

afinedue

Maternità  e ombre in Edipo.

Nel protrarre nel tempo, (e nel non saper o voler recidere il cordone culturale col figlio ) l’amore per la sua creatura, può passare, nella Donna, da filiale a sessuale. Tale tabù, è stato incanalato da ben precise regole: scritte e non scritte. Tuttavia, non solo la Ragione è carsica, ma anche le espressioni della sessualità. Così protrando, la Madre, “inchiavarda” il sentimento del figlio a delle necessità, che appartengono alla Femmina, e che nella maternità, la Donna rinuncia a chiedere. In tale contesto, il Crescente, può giungere ad avere, della Madre, anche delle visioni di Donna. Se non distingue ciò che è della Madre, da ciò che è della Femmina, quel Crescente, cercherà la Madre in ogni Femmina. Per giungere alla piena maturità di sé, il Crescente, allora, con il Padre, deve “uccidere” anche la Madre. Fatti di psicologia, (quando non di psichiatria) raccontano, di Crescenti, incapaci di fare questo superamento culturale – sentimentale; incapaci, tanto quanto l’amore della Madre – femmina, li ha “castrati” dell’amore verso la Donna. Fatti di cronaca raccontano, di “castrati”, letteralmente omicidi, pur di superare le mura dell’amore materno, quando diventa un ergastolo.

afinedue

L’amore è il principio che permette alla vita di essere in comunione con sé stessa e con il corcostante Mondo.

Dal comunicare questa forza, non si può escludere nessun essere: neanche se bambino. Ben diversamente, si deve escludere ogni improprio uso di quella forza. Ad esempio, ogni abuso in amare, come nei casi di Pedofilia attuata. Si può dire, dunque, che esiste una Pedofilia positiva, ed una Pedofila negativa. La positiva, è quella di chi comunica il proprio sentimento di vita, indipendentemente, dall’età di chi ama e dall’età di chi è amato. La negativa, è quella di chi attua il suo sentimento d’amore, non tenendo assolutamente conto della Minore identità sessuale dell'”amato/a”. E, con questo, spero di aver chiarito sufficientemente le cose anche per Nadia_b. Difficoltata a capirle, (a mio avviso) perché antepone sul mio ragionamento i suoi viscerali principi. Principi, che, “visceralmente” condivido, ma che nulla hanno a che vedere con i miei discorsi sulla Pedofilia in quanto tale. Cosa ben diversa, [lo ripeto che aiuta], dalla Pedofilia in quanto atto di un illegittimo uso della sessualità, del, o della, Maggiore.

afinedue

L’amore è un diritto naturale. L’amare, a ragion veduta!

Il Bortocal ed io parlavamo di angurie, cioè, delle possibilità dell’amore. Tu, sei intervenuta parlando di mele, cioè, della possibilità dell’amare. Il primo argomento riguarda la ragione. Non mi riferisco al mio pretendere di aver ragione. Il secondo tocca le viscere! Mi riferisco anche alle mie. Ti è chiaro adesso perché non hai capito? In quanto all’omosessualità, non si sceglie di esserlo. Si sceglie di viverla, o di non viverla. Se non hai capito neanche questo, cosa hai capito dai, e dei tuoi amici gay?

afinedue

 

Naturalmente, non mi poteva mancare che questa! Alla cortese attenzione del Maresciallo CC.

 C/0 SERVIZIO DI POLIZIA GIUDIZIARIA TRIBUNALE DI VERONA. IN OGGETTO: MIA RELAZIONE PER L’AGGRESSIONE ACCADUTAMI IN PORTA VESCOVO, IN DATA 25.

PREMESSA: SONO L’AUTORE DEL SITO WWW.PERDAMASCO.IT E DEL BLOG PERDAMASCO.BLOGS.IT [QUESTO PER UNA MIA VISIONE CULTURALE E MORALE] MI SONO OCCUPATO DI TOSSICODIPENDENZE (DI QUELLE DURE) PER ALMENO UNA 15° D’ANNI. IN QUELL’AMBITO SONO PERSONALMENTE CONOSCIUTO DAL DOTTOR… DIRIGENTE E/O COMUNQUE RESPONSABILE DI VARIE ALTRE COSE SEMPRE NEL SETTORE. SONO PERSONALMENTE CONOSCIUTO DALLA EX RESPONSABILE DELLA COMUNITA? LA GENOVESA: SIGNORA M. SE NECESSARIO PER CONOSCERMI, POSSO CITARE LA MADRE DELL’ULTIMO AMATO. VENTICINQUENNE QUANDO L’HO CONOSCIUTO. VENTINOVENNE QUANDO MI E’ MANCATO. INFINE, COME DICONO A PADOVA, “SO’ COME LA MUSSA DEL STRASSARO”, CIOE’, GENERALMENTE CONOSCIUTO PER QUELLO CHE SONO: SIA UMANAMENTE CHE SESSUALMENTE.

 Vengo al fatto: Il parcheggio di Porta Vescovo, oltre per il suo ruolo, è conosciuto anche come zona d’incontri. Ci girano, o ci giravano coppie in cerca di singoli o di accoppiati. Ci girano Finocchi. Fermo restando che la ricerca dell’accoppiamento, direi che muore con chi cerca, anch’io ricerco. Senza spasimi, senza patemi, senza frette. Il più delle volte, ci vado per passare il tempo. Anche per pensare a me stesso. La zona mi è più consona di qualsiasi bar. Mi richiama molti ricordi.

In coincidenza col deposito dei banche del Mercato della Frutta, nel vallo è stata posta una roulotte. La abita, un tossicodipendente. Con quello, due cani di grossa taglia: rot e qualcosa. Ci tengo a sottolineare, e lo denuncio come esposto, che quell’individuo circola con i cani, generalmente senza guinzaglio, e ne museruola! Ma, anche se fossero a guinzaglio, non vedo possibilità di dominio sui cani, dal momento che quella persona, non sarà più alta di uno e 65, e non più pesante, 50/60 chili: sia da “fatto”, che no!

I Vigili hanno detto che i cani erano a posto. Ai Vigili, deve essere sfuggito, che i cani non possono essere a posto, se il loro proprietario, o assegnatario, non lo è! Ero assieme ad un pensionato che a suo dire cerca coppie. Personalmente non lo conosco, se non, per un buona sera che tempo che fa! Io amo il silenzio! A dirla tutta, quella persona disturbava sia il mio silenzio che l’eventuale ricerca. Fa lo stesso! Stava ciacolando con me dei cavoli suoi, il pensionato, quando ad un certo punto, gridando Culatoni via de qua, (e non mi ricordo più che altro) quell’individuo ci è venuto addosso con i due cani. Come non bastasse, armato di un coltello che gli ho strappato di mano e gettato per terra. Ha tentato di strapparmi un medaglione che porto al collo e di togliermi dalla tasca della camicia i soldi che vi avevo messo. A essere fiscali, questa è una tentata rapina a mano armata. Successivamente ho ritrovato il coltello e l’ho consegnato alla Pattuglia che è intervenuta su mia chiamata. Il soggetto gridava contro di noi che volevamo violentarlo, che lui odiava i culattoni perché era stato violentato, che stavamo facendo sesso nel parcheggio, e, troppa grazia S. Antonio, che stavamo coinvolgendo un minorenne! Non c’era traccia di questo fantasmatico minorenne, però, disse che se lo sarebbe procurato.

Ora, immaginarsi che due sessantenni e passa, si rotolino presi da libidine in un parcheggio di duro asfalto e illuminato a giorno, con o senza minorenni, fa decisamente piangere dal ridere! Ammessa e non concessa la presenza di questo fantasma, un minorenne, in compagnia, a mezzanotte, di un tossico non può che essere un altro tossico! Da questi, ci si può aspettare che dicano di tutto ed il contrario di tutto! Un mio seguìto nelle Tossicodipendenze, ebbe a dirmi che non è necessario picchiare un tossico per farlo parlare; è necessario per farlo tacere! Il che, è tutto un dire!

Intervenuta la polizia, il pensionato ed io raccontiamo l’accaduto. Nei pressi del parcheggio, quella sera, giravano tossici che non avevo visto in altre occasioni. Avevo notato anche una Panda rossa targata Mantova. Evidentemente, almeno per me, non volendolo, il pensionato ed io, disturbavamo un giro. Non ci vuol molta fantasia per capire di chi. Sospetto tutto sto can can a causa di quello. Alla Pattuglia ho fatto notare che alla fine di tutto il suo blaterare, quell’individuo ha dato evidente segni di calo. Non credo sia necessario dirle cosa significa, tanto meno cosa dimostra nel fatto avvenuto. Ora, passata l’incazzatura, non espongo formale denuncia se ciò significa mandare quella persona in galera. La espongo, invece, se serve per l’avvio in Comunità.

Non ho altro da aggiungere.

afinedue

Hai presente l’Albero della vita?

Innanzi tutto, ti tolgo un sospetto: non ho rilevato alcuna acrimonia nel tuo scritto. Al più, un continuar a volermi rinchiuso nella stessa tomba del Padre (la Chiesa cattolica) che ho ucciso per legittima sopravvivenza, a mio avviso. Ho la sensazione, ripeto, sensazione, che ti stai comportando, sui miei pensieri, come il giornalista, che, fatta una tesi, costruisce su quella le sue convinzioni, e taglia ciò che potrebbe ombrarle. Questo a parte, vedo la vita, (il tutto, dal Principio che ognuno è in grado, o sceglie di concepire) come un grande albero. Di questo Albero, io sono un ramo. Tutti lo siamo, ovviamente, ma sto parlando di me. Essendo io, parte di un Tutto, perché dovrebbe sorprenderti il fatto che in me si trovano pensieri biblici, evangelici, cattolici, (ed altri ancora, credimi!) se sono parte della comune sostanza dell’Albero? Dove starebbe, la mia contraddizione spirituale? Probabilmente, la puoi trovare nella mia cultura, ma, anche questo, non dovrebbe mica sorprenderti, essendo io un diverso, mica solo perché amo l’uomo, vero?! 

Per l’insieme di questo foglie, ho deciso che ha commentare la tua lettera sia chi la legge. Torno un attimo sul sospetto che ho annullato. Io non affermo di conoscere la verità. Già nella mia vado a tentoni più di quello che mi piace ammettere! In riferimento alla sola conoscenza, suppongo la stessa cosa anche per te. Quindi, il confronto fra i nostri pensieri potrebbe dilungarsi sino all’esaurimento fisico di entrambi. Dio non voglia!

Quando giungo a questi limiti, però, metto il punto!

afinedue

Un nuovo operaio inizia il lavoro. E’ del Sri Lanka. Un orsettino color caffè.

Come tutti i miei amori (in potenza quando non di fatto!) suscita la mia mater – paternalità. Donne, lo direste un gianduiotto! Vi piacerebbe! Ha ventanni! Lo mando a pulire le scale. Non mi capisce. Fa più del dovuto. In breve, si punge con una siringa usata. Mi incazzo come una jena. Compero un gessetto da muratori: rosso Ferrari! Che si veda bene! Salgo all’ultimo piano delle scale, abitualmente usato da tossici di merda, e sul muro scrivo: Io mi sono punto quattro volte! Oggi, si è punto un mio operaio! Siete degli assassini!!! Con tutta la forza del mio spirito vi auguro di crepare!!! Occhio!!! Da oggi siete a rischio!!! Non so cosa pagherò il mio gesto, ma, che cazzo! Non si può mica digerir di tutto!

Anni dopo ho saputo che era sieropositivo già da prima. 

afinedue

 

Cosa darei, per credere! Lettera a Pablito.

Tua madre è davanti una soglia. Non è detto che la supererà. Dall’ultimo tuo post, capisco, però, che ad averla superata sono i tuoi sentimenti; per questo, ti scrivo questa lettera. Perché aperta? Perché tutti, abbiamo accompagnato davanti la Soglia chi abbiamo amato. E lì, il più delle volte ci siamo ritrovati senza parole. Il più delle volte, senza Parola. Non mi ricordo più per quale tua lettera o commento, ma qualche tempo fa ti ho fatto avere questo: Non chiedere alla foglia sull’acqua perché quella mattina è caduta. E’ parte del sistema che mi hanno detto vita. Il mio nome sulla via è una memoria, che si va’ sbiadendo. Qui si narra un’altra storia. La si narra sorridendo.

Mi par di ricordare, che avevi parlato del dolore nella separazione. Ti dissi che il mio commento era un po’ sullo stile di Spoon River. Mi dicesti che ti sembrava un’addio. Lo era. Era l’addio di chi , dopo aver fatto tutto quello che gli avevano detto che doveva fare, ha lasciato questo piano di vita. Ora, però, soffermati su l’ultima parte di quello scritto: “Qui si narra un’altra storia. La si narra sorridendo.” Per quali fantasie o credo ho potuto concepire che oltre noi vi sia il sorriso, prima o poi andrò a verificarlo. Al momento, persevererò, nonostante sia diabolico ciò che immagino sui motivi per cui, di là, giungeremo a sorridere del di qua! Innanzi tutto, lo penso per fede. Fede in un Dio? Dio: enorme parola Pablito. Non dovremmo “nominarla invano”: è vano! Talmente enorme, quella Parola, che la mia mente ne sa un assoluto zero! Al più, ne sa di quello che sinora ci hanno detto, ma, non è su parole di vicari, che ho riposto la mia fede nella vita!

Teresa d’Avila ebbe a dire: è maledetto chi crede nell’uomo! Non maledetto da Dio, sai! Per la sua capacità di errore, è, da sé stesso, il maledicente maledetto. Non per questo non và ascoltato, ma, per questo, non è nell’Uomo che dobbiamo porre la nostra fede.

Credendo nelle infinite possibilità della vita, ovviamente, credo nel Suo autore. Può anche essere una formula chimica, per quello che ne so io, ma è il Principio delle cose sino dal principio, quindi, è il Padre! La fede, Pablito, non è conoscenza della ragione: è conoscenza della speranza! Ma, la conoscenza della speranza c’è l’hanno solo i bambini, quindi, è necessario tornare bambini, per credere nel Padre. Nel contesto del discorso, tornare bambini, certamente non significa tornare infanti. Per tornare Bambini, non c’è ricetta valida per tutti. Così come non c’è, per diventare Adulti. Ognuno di noi deve trovare la sua via. Questo scritto, pertanto, è come la tabella che ti dice che per andare dal Padre bisogna dirigersi di là, però, la tabella nulla sa, oltre questo, se non il fatto, che di là, narreremo la nostra storia sorridendo. Lo credo, vuoi perché ritroveremo il Padre, vuoi perché ritroveremo la verità della nostra vita, se è quella, che chiamiamo Padre: qualunque sia verità, sia ben chiaro!

E, se oltrepassata la soglia ci fosse il Nulla? Indirettamente, a questa domanda mi aiuta a risponderti il Bortocal. Il Bortocal mi ha fatto scoprire, il Nulla, come senso della possibilità! Anche questa possibilità di vita è un senso oltre ragione! Quindi, anche di questo senso si può dire che sta in piedi, solo per fede in un Padre, che il Bortocal chiama Nulla, ma che, essendo possibilità, come possibilità, E’!

Alla fine de sto po, po’ de discorso, caro Pablito, come rispondere alla tua domanda: cosa darei, per credere? Per come la vedo io, il problema non è, cosa dare per credere, ma, cosa cedere, per credere.

Un abbraccio: fortissimo!

afinedue

"per Damasco", o i fanatici in religione, o contro la religione.

Non so quanto in buonafede, o quanto per proprie storie, ma in alcuni casi sono stato collocato nei gironi dei fanatici in religione. Nulla, è più distante da me! Ho patito troppi fanatismi sulla mia pelle di “diverso”, per stare, in alcun modo o misura, vicino a quella gravissima infezione culturale e spirituale che è la fanatizzazione di una qualsiasi ideologia. Si potrà convenire o non convenire sui pensieri religiosi. Si potrà convenire, o non convenire, sull’esistenza di un Idea che chiamiamo “Dio”. Comunque si metta la questione, è fra i bisogni del vivere! Di quei bisogni, condivido i soli principi universali della Vita, e accetto i particolari, perché locali vie di un sapere, che nasce dalla necessità di un più elevato sentire sé stessi. A livello religione, o bisogni religiosi o quant’altro di ideologico o di contro ideologico, sia come Perdamasco, che come Vitaliano, tutto mi sta bene, purché quel tutto non diventi potere di vita su vita. In quel caso, non ci sto, ma, senza fanatismo, neanche lì.

afinedue

Lettera aperta a Cristo.

Caro Amico: fratello non oso, anche se, biologicamente, siamo della stessa pasta. Recenti ricerche, stanno dicendo, che, storicamente, sei come un profilo in un Blog: tutti, possono dire e pensare di tutto. Come non bastasse, la Barca che hai dato a Pietro, pare un vecchio diesel, da tanto spande fumi! Il tutto, perché gli altri fanno miracoli, e Tu, fatti quelli, nisba! Certamente l’hai fatto, perché non dipendessero da Te ma dal Padre, ma, Mio Caro, non hai tenuto conto che nella nostra povertà di fede nel Padre, siamo nudi, come quel tale trovato lungo la strada da un certo Samaritano. In quella situazione, anche un solo Tuo miracoloso straccetto potrebbe coprire i nostri fede – li inverni! D’altra parte, forse neanche Tu potevi immaginare che dei Figli del Padre, come Ci hai nominato, col tempo, potessero diventare un popolo di straccioni! Sempreche, non lo siano sempre stati. Quello che non hai capito Tu, l’ha ben capito il tuo vicariato! Così, non potendo contare più sui Tuoi straccetti, ha aperto il Mercato dei miracoli per fedeli bisognosi, ad altre botteghe: sante, per carità, ma, botteghe!!! Che te devo dì! Al posto Tuo, forse batterei un colpo! Al posto tuo, forse userei la frusta! So bene, che non Lo rifaresti! Ti è costato troppo capire, che quelli che hai frustrato, “non sanno quello che fanno”.

afinedue

Ho ricevuto questa lettera da Nat84 (Valentina) La lettera è lunga. Anche la risposta. Anche la vita.

CARO VITALIANO: Ricordi il messaggio che mi lasciasti sul blog del faro dell´adozione? Era la “lettera aperta” a cui non riuscii a risponderti avendo perso la connessione da casa. E´ passata molta acqua sotto i ponti da allora, molte cose mi sono capitate, ma alla tua lettera ci ho pensato spesso. Eccomi qua, a dedicare queste mie “riflessioni” al tuo cuore. Ricordo che mi hai scritto di aver cercato tua madre, che lei ti ha scritto di essere discreto, e poi ti ha detto di sistemarti… Cose assolutamente ingiuste dal mio punto di vista, in quanto non è stata decisa da te la tua nascita né l´evoluzione del vostro rapporto culminato nell´abbandono, per cui “sii discreto” sembra una presa in giro che non sta né in cielo né in terra; sono consapevole del fatto che una madre che lascia il suo bambino o la sua bambina, se giovane e in grado di proseguire autonomamente la sua vita, costruisca una nuova esistenza dopo l´abbandono, non lo trovo neanche sbagliato. Ciò che trovo inammissibile è nascondersi dietro la nuova immagine ripulita di sé e cancellare la vecchia anche nella mente degli altri, se non addirittura celarla per sempre, o almeno, finché non arriviamo noi (forse sarebbe meglio dire ritorniamo).

Come può una madre naturale condividere il letto e la vita con un uomo (o una donna perché se c´è una madre c´è anche un padre naturale, anche se a volte non lo sanno nemmeno di aver messo incinte delle donne, ma questo è ancora un altro caso), sapendo che una creatura sangue del suo sangue si aggira per il mondo portandosi addosso ciò che lei stessa le ha dato? E soprattutto come può nasconderlo, se mette al mondo altri figli? Non le capiterà mai, crescendo questi ultimi da buona e brava genitrice, di pensare a quel figlio mai conosciuto? Posso capire che nell´incontro con i propri parenti biologici ci sia una sorta di imbarazzo, autodifesa, istinto di preservazione di ciò che si ha ecc, perché nonostante si abbia lo stesso gruppo sanguigno, alla fine si è estranei, e per questa ragione non condivido affatto ciò che tua madre biologica ti disse in un secondo momento, ovvero “devi sistemarti”. Non aveva “l´autorità”, in un certo senso, per fare una simile riflessione in quanto era appunto un´intrusione come hai scritto tu, ma ciò riconferma quello che ho scritto io sopra (intrusione = intrusa).

La mamma è colei che si cura della tua crescita e tutela il tuo percorso nel mondo quando da solo non ce la puoi fare, perciò per te la mamma è stata la Cesira, come per me è l´Annamaria (la mia mamma adottiva). Trovo comunque giusto cercare la madre naturale perché è quel pezzo mancante al quale si rinuncia solo per paura. Perdona la mai durezza, onestamente riconosco di essere troppo giovane per trarre conclusioni definitive su questioni così delicate, dopotutto io non sono ancora riuscita a trovare la mia famiglia d´origine ma ci sto provando da molto tempo, per cui non so come mi comporterei una volta di fronte a chi mi ha dato la vita. Le cose le capisci davvero solo quando ti succedono, prima di allora puoi però tentare di entrare in empatia con l´altro e chiederti perché fino a trovare una risposta. Spero comunque di averti dato spunti utili per ulteriori riflessioni, mentre se ho peccato in qualche punto ti prego di farmelo notare e di dirmi ciò che ne pensi. Ti abbraccio e ti chiedo nuovamente scusa, mi è costato molto perdere il contatto giornaliero con te e gli altri amici del blog. Un saluto da Valentina (o Nat84, scegli tu)

CARA VALENTINA:
La tua lettera è sentita, ma, stranamente, non la sento. Non che non sento te, Valentina, ma le tematiche in oggetto. Mi sono distanti, 62 anni fa. Non sono neanche più un ricordo. Un certificato anagrafico, forse! Però, sono ancora vicine a te. Non ho cercato il passato per una qualche paura. Se ce l’avevo, era molto, ma molto recondita. Ho cercato il passato, perché il presente, (al momento della ricerca) mi era sparito con la morte della Cesira. E’ stata una ricerca di radici, più che ricerca di madre. Se paura avevo, era quella del futuro. Tutto da fare. Paura, non tanto del fuori. Paura di quello che avevo dentro: un marasma d’emozioni. Adesso risolte. Sia pure, non dette e pensate bene come te, ma anch’io, all’epoca, ho tratto le tue stesse conclusioni. Battevo miseria, a quell’epoca. Non di certo come quella di quella donna: all’epoca, non ancora mia prima culla. La sua, era ben peggiore. Erano tempi di guerra, vero, mica banane! Ebbene, è stato il pensare alla sua misera, che mi ha impedito il giudizio! Che altro poteva fare sta’ donna? Poteva fare anche di peggio, volendolo. Ad esempio: darmi ai maiali. O buttarmi su un campo! Allora, vittima più, o vittima meno, che importanza poteva avere! Invece, ha scelto l’Istituzione degli Esposti. Allora si chiamavano così, quegli orfanotrofi.

Non credo gli sia stato facile, a quei tempi, essere una donna non sposata, ma col grembo pieno! Poi, si è sistemata! Immagina, cosa non deve aver negato a sé stessa, per sistemarsi! Si può aggiungere condanna a condanna? L’ha già fatto Maramaldo: tanto mi basta per non seguirne l’esempio. Capisco anche la sua ritrosia nel ritrovarsi sto’ po po’ di figlio fra dimenticati piedi: non siamo tutti poeti, e neanche santi! All’epoca, non mi aveva offeso la sua cautela; e, neanche all’epoca ero fra gli errori che all’improvviso si mettono a gridare mamma ad una sconosciuta, conosciuta solo per via della “voce del sangue”?

Che sarà mai sta voce del sangue? Di tale voce ai miei anni di allora, ne parlavano i giornali di cronaca: tipo Novella 2000, o simili. Mi sa, che mi sono perso parecchie annate di quegli articoli! Leggo che stai cercando le tue origini. In qualche modo mi auguro che non lo sappia la tua AnnaMaria, ma, se lo sa, sono certo che ti capisce. Mi direi anche certo, che quel capire la ferisce! Stammi bene, Valentina. Guarda avanti! Ciao.

CARO VITALIANO
AnnaMaria lo sa, lo sa da sempre, lei stessa mi ha detto di farlo… suo padre, il mio “mentore”, era figlio di un “n.r.”, abbandonato in periodo di guerra e di fame. Questo mio bis-nonno ha sofferto tutta la vita la mancanza di radici, ha messo al mondo sette figli per poter dire di avere una famiglia; mio nonno e i suoi fratelli hanno vissuto da vicino questo dolore, mia madre anche avendolo conosciuto. La mia Annamaria mi dice sempre che non siamo così diverse, ma lo so che ne soffre, comunque é un dolore inevitabile da entrambe le parti; molti cercano di nascosto, altri cercano dopo la morte dei genitori adottivi, altri decidono di non cercare affatto. Io ho scelto la mia strada per motivi che non starò qui a spiegare, ma so di non essere l’unica. Ti dirò però che proprio per la sofferenza dei miei adottivi e in particolare della mia Annamaria avevo addirittura deciso di rinunciare. Ho aspettato 16 anni prima di dire “vado a cercare chi sono”, perché mia madre un bel giorno é venuta da me e mi ha detto “andiamo”.

Prima di quel suo “si”, ho elaborato nel silenzio i miei pensieri, le mie delusioni e sopra ogni cosa la violenza… quando é successo avevo dieci anni, e la convinzione che nonostante fossi stata adottata ero pur sempre una bambina. Pur sempre un essere umano. Purtroppo non é andata così. Devo sapere chi sono per sapere se c’era un’alternativa peggiore a questo, se c’é miseria voglio affondarci lo sguardo dentro finché posso, se c’è abbondanza e ipocrisia melensa invece vorrà dire che sono destinata a sopravvivere a qualsiasi cosa, anche a questo… e forse allora apprezzerò un po’ di più me stessa e le cose che ho fatto. Amare significa anche soffrire, sebbene a volte “la sofferenza” ti viene inflitta e in lei, ti assicuro, non c’é ombra d’amore.

So che alcuni non condividono ciò che faccio, ma non posso fermarmi perché rifiutata o contestata. Sono ciò che sono, e i “no” non mi hanno mai spaventata. Finché sarò in grado di battermi per ciò in cui credo, continuerò ad andare avanti; finché potrò aiutare chi amo e chi ne ha bisogno lo farò. Faccio il possibile per essere una persona “utile”, poiché sono viva, perciò responsabile di me stessa e di coloro che amo. E poiché amo, automaticamente sono responsabile di coloro che mi chiedono una mano o che decidono d’ intraprendere un tratto del cammino con me. Sarei un’ipocrita se vivessi indifferente la mia vita e curassi soltanto i miei propri interessi senza dare uno sguardo agli altri. Io vengo dal nulla, conosco l’angoscia che deriva dal non avere mezzi a sufficienza per realizzare desideri e aspirazioni, vivo in una realtà difficile, ho conosciuto un certo aspetto della vita quando non ero ancora pronta ad incontrarlo (questo se vuoi te lo chiarirò privatamente), perciò ho il dovere di rendermi disponibile a quanti hanno vissuto le stesse cose per fare qualcosa – qualsiasi cosa. Non sono nessuno, ma posso dare voce a chi non riesce a parlare, perché persone così ci sono purtroppo, lo sono stata io stessa per anni, ma é tempo di cambiare. Qualcuno deve pur iniziare. Che cambia se lo faccio io? Dopotutto non ho nulla da perdere. Grazie per avermi risposto, la tua opinione mi sta a cuore e spero questo mio commento non ti annoierà, mi sono un po’ dilungata. Saluti cari.

CARA VALENTINA
Dilungata?! Proprio per niente! Ti ho letto in un attimo, e sentito in ogni riga! La tua lettera ha solo bisogno di silenzio, non di commenti. Per cui, pesantissima faticaccia, tacerò! Ti chiedo solo la licenza per un unico rilievo. Dove dici: “Amare significa anche soffrire”. No, mia cara. Amare non significa soffrire. Al più, tollerare per amore! Ti stringo! Non aggiungo al cuore per non far la rima! Ciao! 


ondaperfetta –
 …”tollerare per amore”, è molto vero. Il tema adozione lo sento molto. Ho appreso tanto da questo scambio di lettere, e soprattutto di “sentimenti” in merito al vostro vissuto. Ho spesso pensato ai link che scattano in certe situazioni, la visione delle cose era solo in bozza, dopo aver letto qui, la bozza ha preso forma. Sei una bella persona. Ti ringrazio. Ciao, Onda


perdamasco
– Felice di esserti stato, da riva.


brujita
– Salve, anche io sto cercando le mie origini biologiche e so cosa voglia dire. In Italia bisogna cambiare la legge che impedisce di accedere ai nostri dati se non siamo stati riconosciuti alla nascita. Per cui oltre la sofferenza inconscia che ci si porta dietro tutta la vita dentro al cuore per l’esperienza traumatica vissuta in tenera età (ricordiamocelo questo, dietro ogni adozione c’è prima un abbandono!) si aggiunge pure il senso di ingiustizia per l’ostracismo burocratico di uno stato che ci nega le risposte che fanno parte della nostra vita, della nostra persona. Ci impone un vuoto eterno ed è un grave affronto ai diritti umani e alla dignità dell’individuo.

Mi sono informata tanto sulla giurisprudenza, sulla psicologia, sulla storia sociale e ho capito molte cose. Se volete, venite a visitare il mio blog. E’ UN BLOG in cui tra il serio e il faceto, affronto questo tema ed è giusto parlarne, uscire dai nostri gusci, perché la società tutta deve sapere cosa provano gli adottati adulti e come sia naturale ricercare ad un certo punto della vita, la sua origine. Ciò non entra in conflitto con la famiglia (adottiva), non è un affronto, non è assolutamente un gesto di “irriconoscenza” come qualche ottuso si ostina a pensare, senza nemmeno immaginare di cosa si tratti. E’ un istinto disperato e primordiale che grida per mettere a posto quel tassello e ripartire più’ consapevoli dalla propria identità completa, meglio una brutta verità che una vita di mistero e domande irrisolte su qualcosa che intimamente ci appartiene e che nessun pezzo di carta può cambiare: il nostro dna. IO SONO NATA A ROMA IL 9 SETTEMBRE DEL 1974… Ciao

perdamasco – Carissima dall’impronunciabile nome: bello il tuo blog. Se è vero che la ricerca delle bellezza è ricerca della verità, direi che un genitore l’hai già trovato! Come sai, ho 62 anni, e molto sta restando indietro. Fra questi, la mia orfanità e relativi traumi, che ha dirla tutta, non ho mai sentito più di tanto, se non quando mi è mancata la madre adottiva. Ero a militare, all’epoca. Prima della sua mancanza non avevo mai sentito un grosso bisogno di cercare le mie origini, se non una volta, per mera curiosità. Andai al Comune di Padova, ricordo. Chiesi l’atto di nascita originale. In quello mi si diceva che era immigrato da Palermo: evidentemente, fatto accaduto in età da pre memoria, dal momento che non mi risultava nulla del genere. Lo dissi all’impiegato. Fortemente imbarazzato, a brani e pressoché bofonchiando, l’impiegato mi disse che era la formula usata dall’anagrafe di Padova per identificare gli N.N. senza far capire di esserlo all’eventuale N.N. Fatto sta che cancellò tutto quanto, ed io non ci pensai più. Risalii alle mie origini, perché, con la morte di mia madre, mi sentii orfano del passato: del mio passato. Fui motivato, dunque, non tanto da una ricerca di madre ma da una ricerca di storia. Conosciuta la quale, non mi interessò più, neanche chi, biologicamente, l’originò. Fine del problema. Capisco, che non sia finito per te. Essendo finito per me, però, non vedo dove potrei esserti ulteriormente utile, tuttavia, sai dove trovarmi. Ciao.

brujita09
– Ciao, grazie mille per la risposta che vedo solo ora, mannaggia. Per scrivere nel mio blog basta che crei un profilo su Libero, non necessariamente un blog pure là. Io ti aspetto e vorrei che commentassi. Sei molto più grande di me e hai passato questa esperienza, sai cosa voglia dire, ma a prescindere dalle storie personali, mia, tua e di altri, per me il punto è un altro, la ricerca interiore che sfocia nella necessità di conoscere le proprie radici si interseca inevitabilmente con i diritti umani e con la burocrazia italiana e si ferma davanti all’ostracismo di impiegati bofonchianti, balle, cancellature. E’ questo che bisogna combattere. Io non cerco l’affetto di una madre, io cerco risposte alla mia origine sul pianeta terra, nessuno deve essere figlio di nessuno, nessuno deve vivere con dei fantasmi e non conoscere i nomi e i volti dei fratelli, dei genitori, la sua origine geografica, i motivi per cui è stato adottato e prima lasciato. Non sei d’accordo? Ti aspetto e ti riscrivo meglio al più presto, ora è davvero tardissimo e devo andare a dormire, anche se per poco! CIAO! ps. BRUJITA vuol dire STREGHETTA in spagnolo, chiamami pure PAOLA

perdamasco – Cara Paola: per via del più alto, è possibile, ma per via del più grande di te, è tutto da vedesi. Ammesso che il problema, (o i problemi) inerenti la crescita dell’adottato sia un lutto, ( lo è anche la morte di un’idea ) l’ho superato da un bel pezzo. Tuttavia, capisco il senso della tua ricerca, ma per quanto detto prima, non le sento più. Non sentendole più, non mi sento neanche mosso dalle motivazioni (pur condividendole) che agiscono te. Mi trovi, pertanto, come un soldato, che pur capendo il senso della guerra, non sente il senso della tua battaglia. O, per altra immagine, come il soldato, che, avendo terminato la sua guerra, ora, vuole la sua pace. Il mio pensiero potrà anche sembrarti egoistico. Da qualche parte forse lo è, ma, direi, nel senso di ego confermato. E’ ben vero che altri non lo sono, ma per quelli, ci sei tu. La mia odierna strada, mi porta a provvedere (naturalmente, per quanto so e posso) per quelli che sono orfani di principi, se non di vita propria. Mi porta, quindi, a farli ritrovare un padre culturale e/ spirituale, vuoi interno, o vuoi esterno a loro. Sempre di orfani si tratta, è vero! Allora, io commenterò da te, e tu commenterai da me. Qualcosa ne verrà. Ciao, Vitaliano.

afinedue

Mentre mi occupavo di Tossicodipendenze ho avuto a che fare con minorenni…

A proposito del mio post – “I pericoli del Blog” – Michele mi manda un commento. Data l’importanza del problema, ne faccio un post. Michele mi dice: “in effetti, ora che ci penso, in questa comunità’ di blogger ci sono numerosi e numerose minorenni, e spesso ci dimentichiamo che – pur in nostra buona fede, e con tutte le buone intenzioni di non nuocere a nessuno – il nostro dialogare con loro e’ fonte di legittima preoccupazione per i loro tutori. Non ci siamo mai dati un codice etico comportamentale fin’ora solo perché abbiamo la presunzione di apparire (oltre che essere) innocui ed inoffensivi. Una cosa tutt’altro che scontata, per chi non ci conosce di persona. Come ci dobbiamo comportare?

.

Mentre mi occupavo direttamente di Tossicodipendenze ho avuto a che fare con minorenni, e già che c’ero, con maggiorenni minorenni. Indipendentemente dalla categoria in rapporto con me, sono sempre andato giù molto piatto! Non c’era aspetto della mia identità e della mia vita che quelle persone non conoscessero. Ulteriormente, badavo bene di non rapportarmi da solo con minorenni. Non che a loro gliene fregasse alcunché, (avevano ben altro per la testa che il sesso), ma, siccome potevo essere in più modi o valenze ricattato: la cautela era d’obbligo! Come hai letto, anche con quel ragazzo sono andato “so’ de brenton” come dicono qua a Verona, cioè, patti chiari e amicizia lunga! Hai letto anche che per il proseguimento del rapporto via Blog, la condizione era che avvisasse i famigliari! Ho agito così, anche perché, per quello che sono in grado di verificare) il ragazzo, poteva essere di tutto fuorché quello che diceva di essere. Poteva anche essere una vecchia carampana, come anche un civetta per pedofili! Sintetizzando: la luce allontana i lupi, e dai lupi, vuoi gli agnelli incauti, vuoi quegli agnelli, con denti non per erbivori!

Altri sistemi non vedo.

afinedue