Ma, siamo fuori di testa?! Qui, c’è da rivedere il concetto di libertà ! Lettera a Michele, e a questo .It

Il Michele posta un discorso di critica per chi ha preso la mania (a suo dire) di collocare nelle proprie pagine, un collegamento con il Tube; mania, sempre a suo avviso, più grave se con il collegamento, il dato Blogger non ha messo “niente di suo”. E’ un’infezione, questa mania che ho chiamato Evaporandite: sono felice di averla beccata. Altresì, sono stato felice nelliindicare liagente patogeno, Evaporando, a pubblica gogna. Sono altresì lieto di constatare, di non essere il solo infetto! Al Michele faccio notare che mi ha dato l’idea di essere la maestrina da scolaretti sfaticati e paraculetti, e che non ha voce in capitolo per sindacare le scelte di nessuno, e che, quindi, lasci fare! A maggior ragione perché, a mio vedere ed esperienza, c’è sempre, in quel genere di scelte, un pensiero a priori che li fa post taciuti, ma non per questo, non scritti. Lo prova un banalissimo ricordo, se solo ci pensate un attimo. Quante non sono le canzoni che ci hanno postato nell’anima, i sentimenti e le parole che non sapevamo dire, ma che poi abbiamo riconosciuto, detto, e scritto?!

Chi posta la sola canzone, a mio avviso sta postando un discorso per interposta persona. Sarà anche niente di suo, però, è un discorso che ha fatto suo, e che sta dicendo a noi! Quindi, possiede piena legittimità espressiva e di scrittura. Quanto meno, a casa sua! Punto.

Risponde il Michele: Hai ragione sul fatto che io non ho voce in capitolo per sindacare, ma proprio per questo motivo DESIDERO sindacare e mi arrogo il diritto di farlo…. ebbene si, voglio esprimere il mio parere: non mi piace chi fa il copia-incolla di qualcosa trovato in giro senza aggiungerci almeno un perche’ lo ha fatto… trovo che sia una inutile occupazione di spazio web con ridondante replicazione di materiale che già c’è!

Sottolineo il rimprovero di inutile occupazione di spazio, non tanto perché mi sto rassegnando al fatto che il Michele si arroghi anche ciò che compete alla proprietà di Blog.it, ma solo per dire che anche i suoi commenti possono essere detti una inutile occupazione di suolo, dal momento che, di prevalenza, mi risultano infimi rispetto alla generalità dei suoi post.

In quanto ai copia – incolla senza citazione di fonte, è vero, può infastidire l’amor proprio. Tale umanissimo fastidio, però, da me viene compensato con il constatare, che se che sono stato “derubato” di un qualcosa, evidentemente, quel “ladro” aveva fame di quel qualcosa. Credo non ci sia niente di più cristiano che diventare cibo per la vita altra. E, allora, lasciamo che ci mangino! Non è oro e ne mestiere quello che stanno portandoci via!

Tornando a te, Michele: riconoscere di non aver diritti di sindacatura è farne motivo di sindacatura, alla mia sensibilità risulta arrogante sino alla follia! Non della follia patologica, ovviamente, ma della follia che distorce un torto, al punto di farne una ragione. Per questa tua folle affermazione, si può anche giungere a riconoscere, che pur non avendo nessun diritto di sindacare la tua persona, appunto per questo, mi arrogo il diritto di dirti che non vale un cazzo?! Ma, siamo matti?! Non ancora, forse, ma certamente lo diventeremo, se continueremo a divellere paletti!

Il concetto di libertà che va per la maggiore, dice che finisce dove si limita l’altrui. Il mio concetto di libertà, invece, dice che la mia libertà finisce dove inizia la mia offesa di altri da me. Specularmene, vi è legittima offesa all’altrui libertà, quando un dolore d’altri, offende la nostra. Definire chiaramente ed universalmente il concetto di offesa, credo sia, concettualmente parlando, pressoché impossibile. Tuttavia, quello che non sempre sappiamo dire, sempre sappiamo sentire. Per questo, a mio avviso, insindacabile arbitro di giudizio, è il dolore. Quindi, dove rechiamo dolore, stiamo divellendo la libertà altrui.

Per offesa alla mia libertà, mi riferisco, non tanto alla libertà del Fare, (ampiamente fissata dalle leggi sia in offesa che per la difesa) quanto alla libertà dell’Essere. L’Essere è intangibile! Non per questo non lo si può educare, e/o dirigere, e/o quanto al caso, ma per questo non può essere toccato da denigrazione. E, se da quella umoristica e/o satirica, il tema di questo genere di critica dovrebbe limitarsi al pensiero di chi si critica, non alla Persona in critica. I duelli ad armi impari, lasciamoli ai vigliacchi! Mi disorienta leggere della satira offensiva nei termini appena esposti, scritta da chi dovrebbe ben conoscere che cos’è il dolore dell’Essere in essere. Rispondere con altro dolore, è l’indubbia risposta del violentato che ha ben appreso la lezione! Un plauso ai Maestri! Grazie! No! Io smonto da questo modo di ragionare! Sono stato un violentato da infiniti principi a me non normali, al punto, da non sapere più se sono un Finocchio o un puntaspilli! Non per questo, però, mi arrogo il diritto di restituire dolore per dolore. Questa è la legge del Taglione: occhio per occhio. Non dovremmo essere la civiltà superiore di quelli che ancora praticano il giudizio tribale?! In ultimo ma non per ultimo, può essermi Amico senza virgolette, solo chi si riconosce in questa mia sensibilità. Per tale sensibilità, Luisa, non posso che ritirare la mia adesione alla tua idea di ironica rivista su di noi. Non perché non si possa ironizzare su di me o su altri, ma perché non mi consento il rischio di recare dolore, per un pugno di sorrisi!
nord