In un suo post, C. denuncia una svendita di poesie.

Trovo presuntuose ed opinabili le sue conclusioni, e glielo dico: il tuo discorso fila, in teoria, ma in pratica è anche una critica – accusa, a quelli che, secondo te, svendono le proprie emozioni. A questi, stai dando dei disonesti. Non in senso legale/o morale, ovviamente, ma, comunque, ombrando le loro scelte della tua riprovazione. Ne avrai anche il diritto, )?( ma è una offensiva presunzione. Offensiva perché generalizzata, e presunzione perché presumi di sapere cosa è più giusto che faccia un autore. Lascia fare! Se il metter giù due o tre robe al giorno, in qualsiasi modo “cura” una data personalità, che te frega! Nessuno sta concorrendo al Nobel!

Dal C. ricevo una lettera che non vedo pubblicata sulle sue pagine, pertanto, l’accodo al precedente commento. Dice il C: beato te che sai scrivere poesie di serie. Peccato che le emozioni di serie non siano vere emozioni. A riprova, cita questo mio scritto:

Eri mio? Solo a metà! Eri tuo? Solo a metà! Così, fra la metà di te, e di me, si è inserito, un tre. Si amava da sé!

Di questo, il C. dice: è questa la poesia per cui ti ha fatto i complimenti? (intende il Montale) Gli rispondo: vedo che la tua presunzione continua ad esserti di danno. Montale è mancato da mo’, quindi, non è questo che ha letto, e che, evidentemente, trovi schifosetta.

Questa schifosetta, sta narrando che chi è preda dell’eroina non è ne suo e ne mio, (stavo “parlando” del mio amato) e che l’eroina in una coppia di amanti, è il terzo che si ama da sé perché di null’altro ha bisogno, una sostanza così identificante, da diventare essa stessa “persona”.

Allora, è ancora schifosetto lo scritto, o lo è il tuo voler giudicare anche quando non sai quanto basta per capire?!

Conclusione aggiunta ad ulteriore riflessione. Da quello che leggo in alcuni tuoi post, a mio avviso, hai bisogno di tutta la tua attenzione. Vedi di non sprecarla occupandoti di quello che gli altri credono meglio per sè!

nord