Maggiordomi, Girapiatti e Commenti.

Ai tempi del crollo della diga del Vaiont, (nel 68, se ricordo bene) ero a Padova. Fatti i conti, avevo 24 anni. Lavoravo come cameriere privato in casa Morassuti – Bergolo. I Bergolo, sono imparentati con Casa Savoia. Giusto per dirvi l’ambiente. Fra i miei compiti, quello di servire a tavola. Quando si serve a tavola, già saprete che si toglie da destra il piatto precedente, e nel contempo si porge da sinistra quello che segue. Il tutto, come se i piatti scivolassero su cuscini d’aria! Il cambio doveva essere di movimento nobile, come, aristocratici, erano quelli che servivo.

Dato il periodo festivo, un ricordo collegato. La sera di Natale in Casa Morassuti – Bergolo, una cameriera ed io abbiamo servito una trentina di ospiti: senza un errore nel porgere e togliere non mi ricordo più quanti servizi, ci confermò soddisfatta, la Padrona di casa. Quindi, per essere dei buoni camerieri da tavola, oltre che capaci, occorreva essere di armonico movimento. La stessa armonica capacità di movimenti (musicali) non può non averla chi si reputa un ottimo Girapiatti da Discoteca. Infatti, se fra il togliere ed il mettere, un Girapiatti è di scelte e movenze disarmoniche, come minimo vuota la pista e non si sa i vaffanculo che si prende! Stessa armonia fra il togliere ed il mettere, (in questo caso argomenti, o riflessioni) dovrebbe avere anche chi commenta i Post. Se non c’è l’ha, o non impara, non si meravigli se viene rifiutato. Chi ha orecchie, intenda!

Bortocal
Guarda che la diga del Vajont è del 1963 – me lo ricordo perchè ci scrissi una “poesia” (orrenda) e avevo 15 anni. Di conseguenza facevi il cameriere in quella casa molto prima di quanto tu pensassi e molto più giovane. Peccato che non ti ricordi le reazioni alla notizia.


perdamasco
[Membro] Mi pareva di averti già detto che la mia cronologia è un groviera, e questo lo conferma. Quindi, avevo 19 anni! Sì, hai ragione. Non è che ero al massimo della vita culturale a 19 anni. Anzi, (ma non lo dire in giro!) molto più in basso. Pensa che una volta la Contessa mi dice di portare del riso in soffitta, però, non mi dice dove metterlo. Vado. Salgo. Un giro de bauli e de scatole che no te digo! Vicino a me, una. Ci metto dentro il riso! Tempo dopo la Contessa mi chiede che cazzo ho fatto! Non quella la domanda, ma quello il tono. Donna dinamica, la Contessa – figlia! Una di quelle “coi maroni” Mi porta in soffitta e mi fa vedere che l’avevo messo dove c’era della naftalina! Che cacchio ne sapevo di naftalina! A casa mia non c’erano tarme! Se non per altro perché c’era ben poco da mangiare! Se non altro perché arrivavo prima io al quel poco che c’era nella credenza! Fatto sta, che cotto il riso, manco l’ombra dell’odore di nafatalina! Grandi sorrisi della Figlia, sia a me che hai 20 chili di “figliol prodigo”.

Tempesta in casa, un giorno! A pezzi ed a sprazzi sento che è caduta una diga in un posto chiamato Vaiont. C’era tutto quel che occorreva per sapere in quella casa, ma, non nella cameretta nei pressi della soffitta! Partono per sto’ Vaiont. In casa cera anche una bambinaia. Giovane. Graziosissima. Austriaca. Bionda. Parlava benissimo l’italiano. Se ci penso la vedo ancora. Si chiamava Doroty. Casa libera, nessun controllo sul nostro stile. Allegria! Passiamo la serata nel salotto padronale davanti la Tv; ed è venuta fuori tutta la nostra giovinezza. La nostra voglia di ridere. Non altro. Solo na’ serata de puro boresso! Non sapevo neanche cos’era, “altro”. Verso l’una, sentiamo passi di rientro. Dall’ingresso, la contessa chiede: siete qui?! Sai cosa gli ho risposto? Cucu!!! Rientravano da dopo aver girato non si sa quanti cadaveri! Dio! Che ne sapevo di cadaveri! Di morte! Di disperazione! Non sapevo niente! Se mi volto indietro e guardo, mi vedo all’interno di una bolla, o forse meglio, all’interno di uno scafandro perché nessuna acqua mi toccava.

afinedue