Perchè ridi, Socrate?

Nella questione copie di fatto, per il teologo della casa pontificia c’è un altro aspetto da considerare. Quale, gli chiede Marco Politi, nella Repubblica del 9 Febbraio? Il rischio dell’efebofilia, dice il teologo. Ci sono tanti giovani, ( dice il teologo ) appena usciti dalla minore età, che non sono omosessuali, ma di fronte alle difficoltà della vita affettiva lo diventano a causa della propaganda gay. Notate la finezza del teologo: appena usciti dalla minore età. Molti fra gli appena usciti dalla minore età che preoccupano il teologo, (dice la cronaca) tutto fanno fuorché interessarsi della propaganda gay, da tanto (Cronaca docet!) sono occupati da una indominante voglia di uccidere, di violentare, di variamente delinquere! E quando si occupano del rischio denunciato dal teologo, (non si può mica sempre uccidere, violentare, o variamente delinquere, vero?) usano l’efebofilia, per il solo scopo di passare all’eurofilia: al caso, anche passando sull’omosessuale! E, se è cadavere, pazienza! Non volevano mica farlo! Ma, il teologo, si preoccupa dell’efebofilia.

Piaccia o meno al teologo, la sua affermazione ha un inevitabile implicito: l’efebo diventa omosessuale, (quando, e se lo diventa, ovviamente, perché non basta prenderselo nel didietro per dirsi Finocchi) perché la propaganda etero, pur con il possesso della Parola e delle parole, ha meno presa di quella gay! Se questo non dice un fallimento, ditemi voi che cos’è fallimento! Sono pronto ad ammettere che la mia devianza (?) sessuale sia stata provocata dalle difficoltà in questione. Due padri, tre madri e una guerra in corso non sono mica bagattelle! Ai miei tempi, però, non c’era la propaganda gay: c’era solamente quella etero, appena uscita dall’età fascista.

Dica il teologo, se di efebica vita, quell’età. Nella stessa intervista, il teologo afferma la necessità di porre limiti ai diritti, perché la libertà umana non è assoluta. C’è una legge morale che guida le persone e la società e le indirizza verso il Bene. Nulla da dire sulla legge morale e sul fine di quella legge. Al più, c’è da dire sulle guide, che in virtù del possesso di arbitrio religioso su ciò che è morale, pretendono di limitare il possesso del giudizio sociale su ciò che è morale. Su ciò che è morale per il Cielo e per la Terra, il gay è uso ragionare in proprio. Ci sono anche i gay intruppati in vari generi di chiese, ovviamente, ma quelli non preoccupano nessuno. Solo le menti autonome, sono preoccupanti. Come farle tacere? Accusarle di pederastia è controproducente. Si è rivelata negli accusatori più che negli accusati. Farle tacere col fuoco? Troppo fumo! Imporre il silenzio? Troppo chiasso! Non rimane che l’antico veleno: propagano un cattivo influsso sui giovani!

Perché ridi, Socrate?

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