Cardini e Cardinali.

Non mi ricordo più per quale sviluppo di pensiero, ma con un condomino (non particolarmente brillante) oggi ho parlato della minaccia a don Bagnasco. Diceva, il condomino: pensa, Vitaliano, sti schifosi, i ga mandà na’ pallottola al cardinale! Mentre parlava, vedevo uscire la C di cardinale, sempre più grande da quella bocca. La grandezza della C diceva il genere di sudditanza al titolo di Cardinale, di quell’uomo. Non da oggi, più è grande un titolo, più orgogliosi i servi! A dirla fra di noi, mi era anche venuta la tentazione di domandargli se sapeva cosa significava Cardinale, ma non ho osato: far fare la figura del fesso a chi ti paga lo stipendio, quasi mai è buona politica.  

Cardinale deriva da cardine: base, sostegno, fondamento, per lo più di una concezione o di un organismo di notevole importanza. [ Devoto – Oli ]

Nelle porte, vi è un cardine in alto ed uno in basso. Simbolicamente parlando, di un Cardinale, quindi, lo si può dire, fondamento di due ragioni: quelle del cielo e quelle della terra. Quale la Ragione fra Cielo e Terra? I cardini sostengono l’uscio. Sempre simbolicamente parlando, possiamo dire che sostengono la porta (chiamiamola verità) che apre o chiude il passaggio fra i due Regni.

Una porta si può aprire per spinta, o usando la maniglia. Possiamo dire, pertanto, che anche la porta della Verità si può aprire allo stesso modo: per spinta, o per impugnatura. Vedo l’apertura per spinta, come una forzatura della porta, (e, quindi, della Verità) sia che la si spinga posando la mano in alto, (cioè, a favore del Cielo) come posandola in basso, cioè, a favore della Terra. Lo vedo, perché spingendola in alto si forza il cardine in basso. Lo vedo, perché spingendola in basso, si forza il cardine in alto. Allora, dove è più giusto posare la mano sulla porta fra i due Regni? Direi, dove, in genere, i Cardinali non mettono la mano, cioè, in medio.

afinedue