Le teste del piacere su le teste del sapere.

Finisco il lavoro. Inizio il giro delle solite cappelle: giornalaio, tabaccaio, birretta da un amico, tramezzini e birra scura al supermercato. Indi, all’ombra di non so che albero, mangio e leggo il giornale, poi, a casa. Sono quasi le cinque. Non ho voglia di niente. Vado a letto. Sogno. I miei strani sogni. Sono sul lavoro. C’è un giro di gioventù che corre lungo i porticati e staziona sul verde. Faccio un giro di controllo. Giocano buttandosi dietro della terra. Il pavimento del porticato è in gomma: un bullonato nero. C’è terra da per tutto. La ragazzaglia mi vede arrivare e mi capisce al volo. Scappa. Sul prato centrale, però, seduti sull’erba, ne rimangono alcuni fra un canaio di carte e cartoni sparsi in giro. Non ci vedo più!!! Dite ai vostri amici, urlo, che questa è una proprietà privata, e che loro sono delle emerite teste di cazzo!!!! C’è chi mi guarda ridendo. C’è chi mi guarda incazzato. C’è chi non mi fila per niente. Come non esistessi. Sappiamo cosa significa emerito, ma, quanti sanno cosa significa testa di cazzo?

Provvedo per quelli che non lo sanno. Essere delle teste di cazzo, significa sottomettere il principio del sapere (il vero) al principio del piacere (il bene) senza curarsi del giusto: principio della vita. Non è vero che non esistono più i valori. E’ vero, invece, che esistono le teste di cazzo, e che stanno imperando!

afinedue