C’è un caldo boia. Sono distrutto. Il solito giornalaio è chiuso. Vado da uno che è dietro l’Arena.

Arrivo sotto il residuo che chiamano ala. Sono in bici. La velocità è quella di chi sta retto per motivi che non ho mai capito. Una maestra che guida un gruppo molto sparso di ragazzini mi veda arrivare. Devo essergli sembrato un camion e rimorchio perché si mette ad urlare: state uniiiitiiii! Ci sooono leee bicicletteeee!

Le bicicletteeee? NOOOOOO, gli ribatte una voce dal gruppo.

Signur! Perché non c’è più niente come una volta!

afinedue