C’è del razzismo in questo post? Non lo so, ma non l’escludo.

Venerdì. Come al solito colazione al giardino, ma in ritardo più del solito. Di fronte a me un’altra panchina. Tre pensionati tubano sotto una torrida penombra. Sulla panchina alla mia destra, in piena ombra, stanziali, due extracomunitari. Non hanno l’aria di essere gravati dalle preoccupazioni conseguenti la precarietà nel vivere. Lo paiono di più i tre colombi seduti di fronte. Sotto l’aspetto umano non mi considero diverso dai due extracomunitari. Generosità di cuore, questa, che non credo ricambiata se solo sapessero il genere di umanità che gliela concede. Ma non è questo il punto. Il punto è, che mi hanno irritato. Perché? Perché, livello umano a parte, nulla hanno fatto o dato, per guadagnarsi il diritto di sedere all’ombra, lasciando i tre vecchi colombi al caldo. E già che ci sono, neanche per lasciare me, al sole. Potevo cambiare panchina, mi direte? Vero, ma è bastato un’occhiata, per capire che di libere, c’erano solo quelle al sole! Potevo andar mangiare a casa, mi direte? Vero, ma perché devo rinunciare all’usufrutto di quello che ho pagato con le tasse sul mio stipendio?! Se la panchina in ombra fosse stata occupata da italiani, la penserei allo stesso modo?! Certamente no! Anche loro, hanno il diritto di sedere all’ombra, perché l’hanno pagato come me. Se fossero stati due stranieri, chiaramente lavoratori, avrei pensato la stessa cosa? No, perché anche loro si stanno pagando il diritto di stare all’ombra. Se avessero lasciato il loro posto ai tre colombi, mi sarei irritato perché non l’hanno lasciato a me? Ci si può incazzare di fronte alla generosità? Certamente no. Quindi, comunque sarei rimasto al sole, ma almeno non irritato. C’è del razzismo in questo post? Non lo so, ma non l’escludo. Non basta conoscere i tumori per essere esclusi dai tumori.

afinedue