L’amore: alleanza fra Parola e parole, mica banane!

Piano Silvia, le parole che sono prevalentemente suoni, diventano sirene, e dunque, prevalentemente puttane per chi scrive. Le parole, per essere amanti, devono passarti e passare della ragionevole vita. Questo, se non fai della poesia, ovviamente. Nella poesia, ognuno è materia, fabbro, e opera di sé, indipendentemente, da altro da sé. Il che vuol dire, che in poesia, c’è le diciamo e c’è le raccontiamo. Non mi pare il caso del tuo post! Ci sono delle indubbie ragioni, nella ragione di M. ma, c’è un ma. M. cita: ama, e fai quello che vuoi. Piano! Chi ama non fa quello che vuole. Chi ama, fa, reciprocamente, quello che sente per l’altro/a.

Chi ama, non può far diversamente. Facendo diversamente, è come se non amasse sé stesso. Secondo la mia ragione, amore è comunione. In ragione dello stato della comunione abbiamo lo stato dell’amore. C’è comunione, e quindi amore verso il nostro mondo, verso quello altro da noi, e verso il Mondo. Amare, pertanto, direi necessariamente, è fare quello che necessita per la vita nostra, per quella altrui, per quella del Mondo.

L’amore, è una reciproca alleanza. Per chi ci crede, il maggior contraente di questa alleanza fra la nostra vita e la vita. L’amore, però, mica deve diventare una condanna! Con ciò, voglio dire, che l’unica cosa che liberamente ci permette l’amore, è di non amare, ma, cosa occupa lo spazio che non occupa l’amore? Ad ognuno la sua risposta. Come noterai, Silvia, non sono male come Zoccola nel tuo regno, dal momento che non definisco non per incapacità di definizione, (potrei anche essere così presuntuoso!) ma perché ognuno deve giungere alla Sua definizione! E’ vero! Do qualche spintarella! Che Zoccola sarei, se non lo facessi?!

p.s. Misericordia! Mi sono perso qui da te, ed i rigatoni che ho messo a cuocere, mi sono diventati i piloni del ponte di Messina! Chissà come saranno! Blaaaa!!

afinedue