La chiesa che non cerca l’egemonia, (dice don Bagnasco) chissà  perché mi ricorda un voto di povertà quando è ipocrita.

matitaEd in effetti, gli stipendi ecclesiastici non è che siano sto’ granché, tuttavia, lussuosi, (a livello immobiliare) gli alloggi dei suoi stipendiati. Quelli dei grossi capi reparto, almeno!  Dove, però, non è vero, che la chiesa non cerca l’egemonia? Non è vero nello spirito dei credenti; forza naturalmente egemone in virtù del fatto di sentirsi bandiere di fondanti concetti! Chi, fabbrica quelle bandiere? L’istituzione ecclesiastica! E, per quale scopo le costruirebbe, se non per garrire? Nulla di male il garrire, ma, garrire sulla propria asta, o garrire più in alto delle aste di altre bandiere?! Questo è il problema! E’ ben vero che la chiesa non ordina a quelle bandiere di garrire sopra le altre. Vero è, però, che in ragione della fede dei credenti, più in alto ci finiscono comunque. Perché? Ovvio! Perché più in alto garriscono le bandiere, e più in “cielo” si sentono i reggitori delle aste! Cosa spinge le aste delle bandiere più in alto delle altre? La volontà della chiesa? No! La volontà di supremazia dei credenti, o con altre parole, la volontà di raggiungere un maggior spazio di cielo! Da cosa è formata la chiesa? Dalla somma dei credenti che reggono le aste delle bandiere! Sono credenti in pace con sé stessi? Se lo fossero, non avrebbero bisogno di manifestare alcuna vanità, e quindi, neanche di bandiere per manifestare il fideistico raggruppamento! Cosa fa la chiesa per temperare se non per ridurre quella volontà di vanità dei suoi adepti? Che mi risulti, nulla! Allora, come cavolo fa a sostenere di non perseguire nessun desiderio di egemonia, dal momento che nulla fa per impedire l’egemonia delle sue bandiere?