Caro mio: se per te è vero che col concordare con un opinione si diventa avvocati della persona con cui si concorda…

vorrà dire che quando concorderò con te non te lo farò sapere, giusto per non dare ad altri l’impressione di farti da avvocato. E’ questo che vuoi? E, se è questo che vuoi, perché mai mi hai accusato di defilarmi dal tuo blog? Allora, deciditi, o intervengo da te, avvocato di chicchessia, oppure, non mi resta che defilarmi. Dopo di questo, vediamo di chiarire un punto che è molto importante se vogliamo parlare; che se invece vogliamo urlare, è anche vero che non conta un cazzo! Un discorso, è come una casa. Questa casa deve avere un tetto, ed è la tesi. Deve avere, inoltre, ciò che prova quella tesi; e chiamiamole mura portanti. Nella generalità dei tuoi post, vedo tetti ma non mura. Semplificando, vedo tesi ma non probanti argomenti.

Dei tuoi tetti, si può ben dire che stanno come sospesi per aria, con per aria intendendo la mancanza di una obiettiva base. Vedo, inoltre, che tendi a sostituire la ragione probante con affermazioni che del probante hanno solo la forza delle tue personali convinzioni. Su queste, è chiaro che non vi è proprio nulla da dire! Ma le personali convinzioni, non accompagnate dalle mura che le reggono, più che a razionali discorsi sono degli atti di fede. Nessuno intende mettere in discussione i tuoi atti di fede: vuoi religiosa, vuoi politica. Permettimi di dirti, però, che non puoi aspettari che altri seguano dei ragionamenti così basati. Vuoi perché possono avere altra fede, vuoi perché contrari ad ogni fede, o perché, magari non gliene frega niente di qualsiasi fede. Ciò che frega a tutti, invece, è concordare, almeno per quanto è possibile, con altri pensieri.

Per giungere a questo non ci resta che il razionale discernere sulle cose. Non ti sfugga, caro Gigio, una lezione della vita della Natura. La vita della Natura non ha messo le palle né a Destra, né a Sinistra: le ha messe al Centro. Ed eccoti spiegato perché, pur essendo di Sinistra, sono un centro sinistra. Non so se ci va il trattino, ma se non me ne frega a me, a maggior ragione, penso, non te ne freghi a te.

Ho detto che la Natura ha messo le palle al Centro, ovviamente, mica per fare mercato per quella posizione politica, ma solamente, per dirti, che la vita, a mio avviso, concepisce sé stessa in quel luogo; luogo, che indubbiamente può essere interpretato come il ricongiungimento fattuale del prodotto dei lombi: simboli di floridezza per quanto concerne il naturale protrarsi della vitalità, e non di meno, della vita.

Non vedo in M. nessun ghigno. Vedo, piuttosto, che sei tu, ad aver bisogno che lo si interpreti come ghignante. In M, invece, (come vedo in chi la pensa come lui) una risposta ad un lacerante dilemma: e preferibile non far nascere, o far nascere quello che è destinato a non vivere? M, che non crede in una vita ulteriore, logicamente, dal suo punto di vista dice: è meglio non far nascere. Ma, lo dice, perché è contrario all’inutile dolore, non perché è un cinico!

Tu, invece, che credi in una vita ulteriore, dici: la vita deve fare il suo corso; ed io la penso esattamente come te, ma, mi dico anche, per quale diritto dovrei sovrapporre la mia verità a quella di altri? Quindi, ad ognuno la sua via, ad ognuno la sua verità, ad ognuno la sua vita. Ed è per tale regola che posso fare da avvocato a M. quando concordo con lui, come lo posso fare a te quando concordo con i tuoi pensieri. Ci vedi contraddizione? A mio avviso, no. A mio avviso, mi vedrei contraddittorio, (ma con la vita, non con voi due) se per quanto so e posso non cercassi il peso netto in ogni peso lordo.

La ricerca del peso netto, mi ha portato a queste conclusioni: il prodotto di un concepimento ha gli stesso diritti di ogni altro prodotto di qualsiasi forma di concepimento, ma, c’è un ma. Il ma che ho trovato consiste in questo: il concepito ha coscienza del suo corpo e del suo spirito, ma non ha ancora coscienza della sua mente. Il che significa, che è un essere vivente, ma non è ancora un essere umano dal momento che è la nostra proprietà della mente, ciò che distingue un concepito da noi, da un qualsiasi concepito dal regno animale.

E per via dell’innocenza, poi, ci possiamo dire innocenti solamente in presenza del senso di ciò che non lo è! Ti pare che un concepito abbia il possesso di questo senso? A mio avviso, no. Questo non vuol dire che non è innocente. Vuol dire, però, che non è consapevole della sua innocenza, ed in questo e per questo, non può ancora dirsi Persona! Al più, siamo noi, che possiamo considerarlo Persona, ma questa considerazione, è una gratuità del Diritto alla vita, che comunque non muta le cose: quell’identità, è speranza della vita e del nostro vivere, non Uomo, o Donna: al più, è Natura maschile, o Natura femminile.

Infine, i tuoi rispettabilissimi punti di vista non saranno mai sufficientemente chiari se non ti decidi a renderli sufficientemente chiari, in quanto atti di un percorso intellettivo, non di un persorso sbrigativamente fideistico, generalmente motivato dalla formula: io credo, dunque, so! Questo ragionamento, è proprio dei fanatici, mio caro! Consapevoli di esserlo, o non consapevoli di esserelo che sia. E se non lo possiamo dire (quel fanatismo) aderente alle cose di Dio, figurati se può essere aderente, all’immagine a Sua somiglianza! Nel solo pensarlo possibile, c’è di che far crepare dalle risate, non solo i polli.

Fine della requisitoria! Vado a farmi una birra! Ciao, Vitaliano.

afinedue