Le completezze nella diversità in amore.

Sulla difficoltà d’amare che dico nella storiella fra un Tulipano ed una Farlalla, Luisa, commenta così:

“Eppure ci deve essere una completezza che viene dalla diversità…”

Poco fa è venuto a trovarmi un amico. Mi racconta di essere stato, fortemente desiderato da uno sposato, e che, dopo che questi ha cessato di rincorrerlo, l’ha fatto lui! Per accostamento di storia, mi è venuto in mente, un vecchio, ma importante, film francese. In quel film, la Bardot, era rincorsa da un giovane amante. Ad un certo punto, questi smette. A quel punto ha cominciato la Bardot. Visto che non riusciva a cavar ragno da buco, preda della gelosia, la Bardot uccide l’amante. Al processo, il Pubblico ministero, si rivolge alla Bardot dicendo: questa donna ha ucciso l’amante perché non l’ha mai amato! Al che, la Bardot, replica: Non è vero che non ci siamo amati: non ci siamo amati, contemporaneamente! Quando rivedo la scena, me vien ancora el gropo…

Quale la morale delle due storie, Luisa? Direi questa: la diversità in amare, è il momento che ci permette d’amare, con completezza, solo a momenti. Saremmo, quindi, destinati ad amare sempre incompletamente? Dipende! Se consideriamo un tutto anche le parti, certamente no!

afinedue