Quanto possono dirsi in vendita, le proprietà americane della Barca di Pietro?

Onde pagare i danni procurati alle vittime dei sacerdoti pedofili, la chiesa americana vende le sue proprietà. Un momento! Quanto è legittima quella vendita? A mio avviso, anche se certamente per quel poco che conosco, trovo che quel sistema per trovar capitali sia perlomeno, moolto opinabile! Americana o no che sia, ci sono proprietà che la chiesa riceve per scopi di varia beneficenza, ed indubbiamente, proprietà che ha comperato. Ma, con quali soldi, le ha comperate? Almeno come fatto originante, sempre con quelli donati dai fedeli, immagino, dal momento che è (o almeno si dice) costituzionalmente povera. Stante il fatto, se l’origine dei pagamenti deriva da un dono a destinato a beneficio pubblico, quanto, la chiesa americana può appropriarsene, anche per destinarlo a faccende private? Se, in virtù di liberali intenzioni dei fedeli può dirottare i doni ricevuti anche per faccende private, quanto può dirsi solamente gestrice, o quanto proprietaria dei capitali che gestisce, dal momento, che si può anche affermare che non avrebbe ricevuto il becco di un quattrino, se solo i donatori avessero saputo il destino di parte dei loro doni? E se può dirsi proprietaria dei capitali che gestisce anche per uso privato, si può, o non si può, trarre la conclusione che “c’è del marcio in Danimarca”. L’unico dono, della quale la chiesa può dirsi indiscutibilmente proprietaria e libera gestrice è il cosiddetto Obolo di s. Pietro. Non mi risulta, però, che l’Obolo di s. Pietro sia stato messo a disposizione della chiesa americana!

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