In quanto Finocchio, godo delle molte forme della paternità culturale che attuo, e di quella adottiva che vedo attuare e che mi corrisponde, ma non godo di quella naturale.

Figli sì o figli no, allora, non è domanda che coinvolge il mio presente; coinvolge, però, il senso che conosco della vita. Per quel senso, quindi, dico sì, nonostante un tutto che tutto par fare fuorché saperla colorar di rosa.   Contraddittoria incoscienza, mi si dirà. Vero, ma, solo se smetto di pensar sparito quel colore. E ciò che me lo fa pensar sparito, è, appunto, la fatica di vivere. Quanto, un esistenzialmente affaticato può essere di sereno giudizio verso il futuro? Per quanto mi riguarda, riconosco di poterlo con difficoltà. Rimuovere spazzatura per anni, non è che renda molto ottimisti! Pure, non tutto è spazzatura: è il mucchio più alto; è il puzzolente.  Fare figli, è volgere lo sguardo dal mucchio? E’ tapparsi il naso? No. A mio avviso, è fare, chi ne produrrà meno; è fare quello e/o quelli, che contribuiranno a far calare il mucchio, ad attenuarne la puzza. Altro senso non vedo, al nostro ed al futuro vivere. Altro fato, neanche. Fato e senso da ergastolati già dalla nascita, mi direte. Vero, se li pensiamo (senso e fato) come compito contingente il dato operatore. Non vero, se oltre al nostro orticello pensiamo a quello della vita. Altro senso non vedo, che sollevi la fatica di vivere. Altro fato, neanche.

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Si, in certi casi, vietare di amare è anche quello un amare, ma…

E’ il caso del maggiore, che deve vietare ciò che a sua opinione, (e/o a quella sociale) non corrisponde all’idea che intende far crescere come figlio, e/o come persona, e/o come cittadino. E’ un amore che tronca, però. E’ un amore, che per non far deviare, comunque devia. Difficile, sfuggire a questo nostro essere “lupo”, “agnello” o “capro” in un unico fato. Difficile rispondersi alla domanda: a chi dei tre, sto mettendo il mio protettivo guinzaglio?

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Libertà, libertà: quanti delitti si compiono in tuo nome? Secondo me, bisognerebbe sentire un avvocato: libero, possibilmente.

Costituiscono il Partito della Libertà.  Partito: associazione volontaria di cittadini che aderiscono a una determinata concezione politica e sociale e cercano di attuarla attraverso la partecipazione alla vita pubblica e alla direzione dello stato.  Non vedo cosa ci sia di rugante nella costituzione di un nuovo partito, ma, pur ammettendo possibilità d’errore, di rugante (almeno per me) ci vedo un’indebita appropriazione del concetto. 

Libertà: (li-ber-tà) (arc. libertate o libertade) s.f. ~ Stato di autonomia essenzialmente sentito come diritto, e come tale garantito da una precisa volontà e coscienza di ordine morale, sociale, politico. [Devoto – Oli]    Se, libertà, (intesa nel senno appena detto) è, appunto, precisa volontà e coscienza di ordine morale, sociale, politico, e se tale concetto, è la vita principe di ogni stato di autonomia essenzialmente sentito come diritto, può essere incamerato da un Partito, se non suddividendo quel concetto in uno di serie A, (quello della Liberta) da altri di serie B, con ciò intendendo quelli fuori da quel sequestrato concetto?  

La costituzione del Partito della Libertà, è risposta politica al costituendo Partito Democratico. Notate la differenza, prego: Partito Democratico, non, Partito della Democrazia. Se lo avessero nominato Partito della Democrazia, starei scrivendo, su di questo, le stesse perplessità che rilevo in quello della Libertà. I concetti primi hanno senso universale, e quindi, devono restare al di sopra e al di fuori di ogni indebita appropriazione.

Non vedo genialità, in chi rende di parte, ciò che è proprietà universale.    Ci vedo, piuttosto, una voglia di possesso, che non dovremmo permettere, dal momento che se è vero che dei piccoli sonni della ragione, generano pur sempre dei piccoli mostri, è anche vero, che, lasciati liberi, i mostri, crescono molto di più dei piccoli sonni che li hanno generati.

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Prima o poi, cresceranno anche i carusi.

Anni 40. Manolete uccide il toro che lo uccide. Il proprietario del toro, evidentemente annebbiato dal dolore per la morte del torero, prende un fucile e uccide la fattrice. Che colpa ne aveva sta’ povera vacca?! E poi, dal momento che per le nascite di qualsiasi genere occorrono due contributi, perché non ha ucciso anche il toro? E se, meticaso, il toro fosse già stato ucciso in arena, perché non si è ucciso l’allevatore, dal momento, che avendo allevato la vacca che ha allevato quel toro, lo si potrebbe considerare concausa della morte di Manolete, non di meno dello stesso toro? Morale della favola: si fucila l’ultima causa, solo quando abbiamo la mente annebbiata. Capita l’antifona, caro Caruso?

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Omosessualità: variazioni sul tema.

Ci sono pulsioni, determinanti al punto, da conformare e confermare una chiara identità sessuale. Se completamente dirette verso la figura maschile, si può dire che l’insieme di quelle pulsioni (sessuali ma non di meno esitenziali ) conformano e confermano la figura Omosessuale.

Ci sono anche, però, delle pulsioni sessuali non determinanti sino a quel punto. Per questo, il portatore di quella pulsione non è un (o una) Omosessuale, pur avendo sentimenti e/o gusti omosessuali. Darei il nome di Omofilia, a quel amoroso sentimento verso la figura naturalmente simile.

E’ un sentimento, (l’omofilia che sostengo) che può attuare anche il piacere sessuale, ma, altro non coinvolge se quel sentimento è conosciuto. Dove non é conosciuto, invece, l’identità procede con paura, come con paura si procede quando, in un dato terreno, non sappiamo distinguere la parte ferma dalla parte mobile.

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Affinità fra Tossicodipendenze e Castigamatti.

Più di un castigamatti dell’altrui morale sessuale è stato trovato poi con le zampe sul… lardo. Ho riscontrato questa contraddizione anche nelle Tossicodipendenze. Ci sono Tossici, infatti, che per liberarsi da quella gogna, osteggiano la tossicodipendenza, osteggiando il Tossicodipendente.

Perché osteggiano la Tossicodipendenza, anziché osteggiare il tossicodipendente? Direi, perché è molto più semplice (in quanto meno coinvolgente) elaborare il dissidio esteriore, anziché quello interiore. Chi usa questa “terapia di recupero”, direi, quasi inevitabilmente, è destinato alla ricaduta. Non volere quello che si desidera fortemente, infatti, è più facile a dirsi che a farsi.

Alla stregua, si può affermare che, chi ha problemi di irrisolta Omsessualità, tende a scaricarli sulla figura dell’Omosessuale. Per gli stessi velleitari motivi adoperati dai Tossici, anche chi usa questa “terapia di recupero” è destinato a ricadute. Per la ricerca di conferme su quanto sostengo, non occorre disturbare la psicologia: basta la cronaca.

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Tossicodipendenze: dove non si può provare sarebbe meglio tacere?

Don Gelmini, fondatore delle Comunità  Incontro, è stato accusato di abusi sessuali, da due ex ospiti. Non entro in merito alla questione. Non sono il Magistrato di nessuno. Solo di me stesso. All’epoca, ci fu uno psichiatra imbecille senza virgolette, che ebbe a dire che mi occupavo di Tossicodipendenti perché cercavo amanti. E, d’altro canto, ci sono stati anche Tossicodipendenti disposti ad offrirmi le loro grazie. Capirai che estetiche grazie, dal momento che, in particolare modo mi occupavo di gente non tanto messa benino! E’ vero, ci sono stati anche dei messi meglio che si sono stupiti del fatto che lasciassi perdere le ghiotte occasioni: non avevano mai conosciuto un così strano finocchio, penso! Sapevo, della possibilità  di essere ricattato a causa della mia sessualità . Non occorre essere dei geni, per capirlo. Basta non essere degli sciocchi. Così, già  il primo giorno che sono andato in mezzo a loro, ho detto con estrema chiarezza, sia come uso il mio attributo, che i miei orifizi. Naturalmente, ho aggiunto anche la storia che mi ha portato fra di loro. Meraviglia, zero. Ricatti, zero. Scandali, zero.

Oltre al ricorrere alla sincerità come difesa, però, ho badato bene di aver sempre qualcuno con me, e dove impossibile per tante ragioni, i miei dialoghi con i ragazzacci avvenivano sempre sotto gli occhi degli altri. E’ un grosso errore, il pensare che si possa essere esenti da sospetto in virtù di tonaca. D’altra parte, non è mica detto che siccome l’accusatore è un ragazzaccio, necessariamente, afferma il falso.

Accusa del genere, a suo tempo è stata rivolta anche contro il Muccioli padre. Ricordo certi articoli del Male, non poco pesanti. Ho conosciuto non pochi “tossici”: tutti “imbecilli”, ma nessun imbecille. E, poi, fra di loro parlano, parlano, e parlano. Un ragazzaccio ebbe a dirmi: il problema non è far parlare un tossico: il problema è farlo tacere! Con la Pula, ovviamente,  ma capitava anche con me!

Cacchio, non ci mettevano un attimo a dirmi cosa avevano combinato, o stavano per combinare. Il tutto, senza porsi il problema, che non solo potevo essere un rischio per loro, ma anche loro lo potevano essere per me! Per tale loquacità, sento di potermi dire certo che fra di loro ne hanno parlato. Sono anche certo, che si sono posti il problema delle loro poca credibilità , rispetto a quella di un Don: cosa detta, allora, un capo lo deve pur avere. Quale, ripeto, si vedrà . Intanto, vedo, che al Don, sono giunte parecchie difese.

Nessuna di queste m’infastidisce. Mi infastidisce, piuttosto, ciò che è implicito in quelle difese, e cioè, che i denunciatori, vengono giudicati falsi, già  per il fatto che sono “tossici”. Insomma! Un attimo! O dobbiamo trarre la conclusione che anche l’attività  giudiziaria può essere delegata ai referendum!

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