Brigatisti e briganti: aprire, o chiudere le porte?

Conosco un Sri Lanka. Adulto. Libero. Vaccinato. Non di primo pelo. Cosciente. Non mercenario. Lo porto a casa. Mi dice se può dormire da me, perché, nonostante paghi, ad altri connazionali, 250 euro per il posto letto, nei fine settimana lo sbattono fuori. Perché? Semplice! Perché mentre lui vuole dormire, i suoi amici e coinquilini la pensano diversamente. Dico, va bèh! In sala c’è un letto. In casa non c’è problema! Tuttavia, sarà anche paranoia, non poche campane suonavano allarmi! Così, dopo il bacino della buona notte, dò alla porta una grossa girata di chiavi. Una sera, però, mi dico: cazzo, Vitaliano, non puoi mica essere sempre paranoico! Così, non ho dato la solita girata di chiavi.

Morale della favola, mi sono ritrovato senza ospite, senza portatile, e senza telefonino. Tutti ladri, i Sri Lanka? Indubbiamente no, dal momento che, con altri ospiti di quel paese non ho avuto quel genere di risveglio!  A priori, possiamo distinguere il mendace da chi non lo è E’ chiaro che no! Che fare? Due, le soluzioni nette: aprire le possibilità anche al mendacio, o chiudere ogni possibilità.

E’ indubbio, che la seconda soluzione non ci ritroverà come vittime, ma è anche vero, che la prima renderà vittime della nostra mancata fiducia, non solo i non mendaci, ma anche quelli che cercano di poter diventare veri. Che fare, che fare?! Chiudere le porte in ogni caso, è anche finir di sperare in ogni caso! Chiudere in ogni caso, è anche un morir, ad ogni caso! La sfiducia, infatti, se è vero che da un lato ci difende dai colpi della vita, è anche vero che da un lato ferma la vita, che non porta solamente colpi. Sperare, quindi, è un’investire! Come tale, soggetto a guadagni, o, a perdite. Allora, che facciamo? Chiudiamo bottega perché non possiamo aprioristicamente distinguere il mendace da chi non lo è?

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