Lunedì sarò al Circolo Pink di Verona. Devo proprio riordinare le idee.

Centri culturali come questo, hanno contribuito allo sviluppo della coscienza sessuale di una data personalità  sessuale. E quella personalità è andata Fuori, è cresciuta. Si è vissuta ed ha vissuto sé stessa, quella personalità. Come generalmente succede, è invecchiata ma, restando fuori, ovviamente. Ora, immaginatela bisognosa di assistenza: vuoi domiciliare, vuoi in ambiti più complessi. Immaginatela, quindi, mentre si vede costretta a rientrare dentro un abito culturale e sociale, certamente ancora proprio come cittadino, ma, per la gran parte estraneo vuoi come genere di umanità , vuoi come genere di storia.

Che può dire, quella personalità , a chi ha percorso altre vie, se non, com’è il tempo oggi, o l’artrosi non mi da pace? E, a chi gli chiederà: non vedo mai i suoi figli, che risponderà, quella personalità? Inventerà  storie? Ancora?

Immaginatela, assistita, da qualche ente religioso, e/o persona religiosa. Certamente l’amerà in Cristo, ma, quanto, per quello che è, se quello che è quella data Personalità, all’assistente rappresenta l’intrinsecamente cattivo, quando non, l’intrinsecamente estraneo, sul quale, magari, poter scaricare, impunito, l’intrinsecamente cattivo che appartiene all’assistente?

Potrebbe trovarsi ad aver a che fare, anche con assistenti, in dissidio, fra l’assistere l’anziano, e l’assistere el culaton anziano. Non che l’abbiamo scritto sulla fronte, ovviamente! Certo è, però, che l’abbiamo scritto nella personalità; ed è certo che la sanno ben leggere, gli altri. Soprattutto quelli che hanno negato la propria! Soprattutto quelli che si sono sacrificati sull’altare della norma!

Non mi dite che tuttora non vi capita di subire la stilettata, il veder il sorrisino, il colpetto nei fianchi, di sentir la battutina. Certamente siamo in grado di difenderci, noi, non ancora deboli; e non è certo la lingua che ci manca. Tuttavia, nonostante questo, qualche rospo ci capita di doverlo ingoiare ancora. Immaginate quindi, quel debole per età, con davanti il suo piatto di rospi giornalieri; ancora! Immaginatelo, mentre è stato intuito, e per questo, costretto a farsi complice dell’umorismo sui Finocchi. Immaginatelo, mentre lo paga, sulla sua pelle, ovviamente, perché gli altri sono più forti. Sono comuni, gli altri! Non sono diversi, gli altri! Non sono unici, gli altri! Immaginatelo, allora, mentre con le sue forze, vede calare anche la considerazione di sé; mentre vede calare anche la sua dignità .

E’ chiaro che non sempre è così, come non lo è in tutti i casi, ma c’è¨ da non preoccuparsi quando è così? E se c’è di che preoccuparsi, che facciamo? Ce ne sbattiamo perchè il vecchio è fuori moda, oppure, ci decidiamo ad assistere chi non possiamo lasciare solo/a, dentro, dopo aver contribuito a metterlo/a fuori?

L’idea di una assistenza rivolta alla specificità  sessuale in questione, è tentativo di risposta a questa domanda. Naturalmente non propongo nessun progetto. Non ho mai saputo farli. Neanche quando mi occupavo di Tossicodipendenze: per più di un decennio. Al proposito vi racconto un fatterello. Un giovane mi dice: sto preparandomi per andare in Comunità . Ho detto della mia omosessualità. Lo ritrovo qualche tempo dopo. Come mai, ancora in giro, gli dico. Per forza, Vitaliano! Quando la Comunità  ha saputo che ero omosessuale mi ha rifiutato. Salto su come na jena! Come, rifiutato?! Beh! Ti avranno offerto delle altre possibilità , spero! Certo, mi dice, in un centro per malati terminali! Sepolto vivo ancora da giovane, quel ragazzo. Naturalmente, è tornato a fare quello che può: le pere! Anche qui c’è da fare qualcosa! Mica grandi fabbriche! Solo qualche piccola officina, che forse è meglio.

afinedue