“Se non entri in Discoteca ubriaco sei out” dice il Dottor Serpelloni, Direttore de L’Osservatorio alle Dipendenze di Verona.

No, signor Direttore. Nelle Discoteche i giovani entrano a livello “bollicine” (vuoi per aspettative, o forse, vuoi per droga) ma non ubriachi, anche se questo non esclude il fatto che possano aver bevuto. Sostenere che entrano ubriachi, è come sostenere che all’ingresso della Discoteca non c’è nessun filtro. Il che, se non è vero per l’abbigliamento, figuriamoci per una qualsiasi altra, inestetica forma.

Un ubriaco all’inizio serata è un pessimo biglietto da visita per ogni Discoteca, da quanto gli è squalificante immagine. Questo può essere certamente vero durante il proseguo della serata, ma non per questo è vero che tutti sono ubriachi, ed il dottor Serpelloni lo sa quanto me. Sa inoltre bene, il dottor Serpelloni, che il continuar a gridare al lupo, al lupo, invalida l’informazione per assuefazione.

Il problema, è ben più a monte, se i giovani cominciano a bere a 12 anni come dice il Dottore. La constatazione, inoltre, dice che il fallimento del magistero educativo (vuoi il sociale, vuoi il religioso, vuoi il famigliare) ha profonde e lontane radici. Con questo non intendo trasferire la croce dalle Discoteche ad altre spalle. Intendo dire, che è troppo facile lasciarle sulle spalle delle sole Discoteche, o quanto meno, far in modo che ne sopportino il peso di una maggiorata colpa.

Non è cos’ì che si informa. Così, si spaventa, ma solo inizialmente. A tutto si fa il callo, signor Direttore: anche al destino, se par non avere convincenti “bollicine”. Ed è sul destino dei giovanili atti, e sulla mancanza di bollicine nel loro destino, che l’insieme sociale deve riflettere e provvedere, se vuol toglierli dall’alcolismo già a 12 anni, ma l’unica cosa che ho visto sinora, è la proibizione! Come all’asilo! A mio vedere, la proibizione è la forza degli impotenti. Nell’insegnamento, è anche la forza degli spaventati dal futuro, ma questo è un altro discorso! O forse, no.

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