E’ amore, Vitaliano? Mah! Non so. Bisognerebbe chiederlo ai Nas!

Lui quarantenne. In attesa di divorzio è tornato da mammà. Altro non ha, a parte l’allenare una squadra di calcio maschile. Maschile? Peste ti colga, Vitaliano, se solo osi pensare ad una qualche sensibilizzazione, verso (e/o in basso) a chi si fa la doccia dopo l’allenamento. 

Lei, transessuale. Ragionando da maschio, la dico Figa dalla punta dei capelli a quella delle scarpe. Si incontrano. Ed è tutto un falò! Per una quindicina di giorni, poi, “ho qualche problema, mia moglie ha preso un’investigatore, vuole addossarmi la causa di divorzio, sono costretto a non vederti con la frequenza di prima, ti amo; poi, telefonatine e messaggini enigmatico _ romantici. Questo, via, via distanziando, e stringi_stringi, tacendo.

Ci resta male, lei, ma reagisce con classe: siamo grandi, que serà, serà, mandami tante rose ma non spinose, e chiude la linea.

Che ne pensi, Vitaliano? Mah, tesoro. I casi sono due, o lui si sta distanziando perché passata la scuffia erotica sta riacquistando la sua vista (e tu, sei un’altra vista) oppure sta provando se la sua semina ha messo radici.

Se gli fai capire che ha messo radici, prima o poi non mancherà di chiederti acqua. E, se non mi chiedesse acqua, ma neanche si facesse rivedere? Mah! Direi, allora, che sta togliendo le sue radici dal tuo vaso.

Ma dai, Vitaliano! Quarantanni, con non ancora il coraggio di sé stessi! Capita mia cara, a quelli che, molto probabilmente, non hanno mai lasciato mammà.

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