I Pompieri non sono solo a Viggiù

Questa mattina devo essermi alzato un po’ rincitrullito, così, ho perso le chiavi di casa. Me ne accorgo nel tardo pomeriggio. E’ sabato! Vallo a trovare il fabbro! Ne chiamo due, e trovo due segreterie, infatti. Non sapendo da che parte girarmi, chiamo i Pompieri. Assuefatto al generale distacco umano che si trova andando per uffici e/o servizi, (pubblici e/o privati che sia) non mi aspettavo niente di diverso. Ben diversamente, ho trovato premura capacità, e cortesia. Prova ne sia il fatto, che nel giro di quanto è stato possibile per precedenti impegni, mi sono ritrovato sotto casa una equipe di operatori che, più che giustamente, stava pensando di aver finito il turno di lavoro.

Per fargliela breve, sono stati più veloci a provvedere, loro, che io a trovar le chiavi di riserva una volta entrato nell’abitazione. Ovviamente, ho chiesto al Capo squadra quanto dovevo. Mi ha risposto: nulla, grazie, buon Natale. Non è facile lasciarmi senza parole. Loro ci sono riusciti. Risulterà meglio a lei che a me, che l’Italia sta affondando in un mare di grigiume. Il trovare, invece, delle aree di servizio sociale ancora felici, (come questo gruppo di lavoro) è sprazzo di speranza che andrebbe testimoniato pubblicamente.

Nel salutarla, (e nel ringraziarla per quanto le sarà  possibile fare ) rinnovo la mia riconoscenza a quella Squadra. Non conosco i nomi dei componenti, ma pare che non importi perché il centralinista della Caserma m’ha confermato che il grazie diretto ad una, è  diretto a tutte le Squadre.

Si sentono un unico Corpo, loro.

afinedue