Aveva sedici anni. Pare il titolo di una canzone, invece, è il titolo di una tragedia.

Ragazzo a livello biologico, ma donna a livello emozionale, si suicida in una comunità di soli uomini. Si chiama Alice quel paese delle meraviglie! Prevalentemente abitato da ospiti nord africani. Lo preciso, mica per questioni di razza, ma per il pensiero maschile di quella razza. Molto meno accogliente del nostro, anche se sessualmente disponibile verso la transessualità femminile, perlomeno tanto quanto il nostro, e perlomeno tanto quanto il nostro, purché non si sappia, purché non si veda. Non la voleva nessuno, dice l’assistente sociale. Lei era difficile! Mi domando come possa essere facile crescere da transessuale, ad Agrigento! Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, dice l’assistente. La sento sincera. L’Arci gay, da noi interpellato, non ha fatto niente! Un Arci gay ad Agrigento, già fa tutto per il solo fatto di esistere, penso! In quella Comunità, Paolo&Loredana, era in provaâ. Che prova? Prova di recupero?! Recupero di che?! Recupero di cosa?! Alla virilità di origine? MA, SIAMO IMPAZZITI?! Naturalmente, adesso si indaga per capire come sia stato possibile mettere una figura del genere in una comunità del genere, e chi l’abbia consentito! Si, auguri e figli maschi!

Ti sia leggera la terra, Loredana.

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