Cosa possiamo fare, ancora, per chi crede che i fuochi fatui sono per questo meno incendiari?

Doveva essere “la Festa dei fuochi”, la tragedia successa alla sedicenne di Rovigo morta al Lido di Venezia per ingerimento di ecstasy mista ad alcol (mortale beverone, consumato in un party dis – organizzato in modo da sfuggire un qualsiasi controllo e responsabilità) invece, una vita ha bruciato sé stessa. Cosa possiamo fare, ancora, per chi crede che i fuochi fatui sono per questo meno incendiari? Cosa possiamo fare, per chi ci vede una lesione alla libertà personale, nella nostra opera di tutela? Che forse possiamo giungere ad operare contro l’altrui volontà di farsi male, credendo di farsi bene? La Legge, lo può, non noi, variamente contro la tossicodipendenza, ma in alcun modo contro il tossicodipendente.Non esiste Legge, signor Direttore, che abbia le maglie così strette da impedire il passaggio degli affascinanti veleni che circolano fra i giovani ed i non più giovani. Se non c’è l’ha la Legge le sufficienti maglie per fermare tutti i veleni – sirena, tanto meno le abbiamo noi. Non per questo ci arrendiamo noi, e non per questo si arrenderà la Legge, ma ci auguriamo anche, che la giovinezza giunga autonomamente a capire (e a vivere!) la libertà che porta alla vita, non la libertà che porta a morire per vita.

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