Nel titolo di profeta, c’è un senso elitario che non mi piace.

Possono dirsi profeti, tutti i portatori di nuova parola. La parola, è l’emozione della vita che dice sé stessa. Sono profeti, quindi, tutti i portatori di nuove emozioni. Se miriamo la vista solamente verso le grandi parole – emozioni, ovviamente, ne consegue che i profeti non sono mica tanti, ma, siccome, vita è lo stato di infiniti stati di parole – emozioni, non possiamo non ricavarne che infiniti sono i profeti. Giunti al punto, dove è scritto che un “grande” profeta è più utile alla vita di uno “piccolo”?

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