Spicciolo corso di aggiornamento per donne simil Finocchio.

matita Sono al bar. Il caffè è un sabba, ed il crafen un gommone. Lo affermo con obiettività: non mi sono alzato male. 🙂
Ho deciso da tempo di non leggere più i giornali, ma su di uno aperto vedo: donna imprenditrice, sgozzata da un senegalese. Non ho letto il resto, per cui non saprei dirvi se il delitto è stato casuale, oppure, il sipario su di una storia mal recitata. Prendo spunto lo stesso da questo fatto perché le donne di ora (o è meglio dire le femmine di ora?) sanno quello che vogliono, ma il come, non sempre in modo felice. Come i Finocchi, d’altra parte. Le donne che desiderano l’uomo l’hanno sempre cercato. Illuso, l’uomo, che pensa di essere il solo decisore. Tuttavia lo facevano di “schinchetto”, si potrebbe dire in padano, cioè, mettendo l’uomo nella condizione di scegliere. Con altro termine, in contropiede. 🙂 Ora, invece, mettono l’uomo nella più o meno manifesta condizione di essere scelto. Con altre parole, assumono il secolare ruolo maschile. Il che, puo’ andare anche più che bene con uomini che amano essere cacciati, ma per niente bene con quelli che amano cacciare. Guaio è, che le donne stanno amando (o nuovamente amando) questa particolare categoria di uomini. Come i Finocchi, d’altra parte. Questa scelta è molto appettitosa, tuttavia, non per questo non e’ un delirio nel personale vissuto sessuale. 😦 Se è gia’ parecchio difficile distinguere questi due aspetti della forza sessuale nel maschio occidentale, figuriamoci se lo è di meno nel maschio tribale. Per tribale, intendo il maschio che basa la sua identità sessuale sul piacere dato dal suo sentire, più che sul piacere dato dal suo sapere. Tralascio di commentare l’identita’ culturale ed esistenziale di quella tipologia di maschio perché implicita nel discorso. Si puo’ dire attivo, il piacere del maschio uso a prendere. Si può dire passivo, il piacere del maschio uso a farsi prendere. E che altro non ti fa sta benedetta donna con tratti di decisionismo maschile (o sto benedetto Finocchio con tratti dello stesso decisionismo) se non far sentire passivo anche il maschio attivo? Questa possibilita’ non esiste >:-[ nel maschio tribale! Ci sono maschi, che in virtu’ di un fine, (il farsi prendere per prendere) decidono di giocare il ruolo passivo. Non fatevi illusioni! Lo fanno sino al raggiungimento di quel fine. Dopo di che, cominciano a mettere i puntini sulle ‘i’; e allora son dolori! Riconoscerete in questo capovolgersi di situazione, quello che è stato il millenario gioco delle parti praticato dalla donna. Vuoi per necessita’, vuoi per comodo, vuoi per un insieme di fattori. Riconoscerete in questo capovolgersi di situazioni, le basi non dette di molti delitti (per non dire in quasi tutti) verso il Finocchio oltre che verso la donna. A parità di condizioni morali, legali e di diritto, non c’è differenza fra Uomo e Donna, o mascolinità e femminilità. Tuttavia, connaturata differenza c’è; ed è nella forza fisica che rinforza la ragione psichica dell’uomo: generalmente prevalente, anche perché supportata dalla sua millenaria cultura (personale e/o sociale) di vincitore sulla donna, e/o sull’uomo: normale o alterno che sia. Quel senegalese ha ucciso la donna sgozzandola. A suo modo, lo sgozzamento è il rito che esorcizza l’invasione di una forza disorientante nella mente dello sgozzatore. Lo sgozzamento può arrivare sino al totale decollamento. In quel caso, il decollamento è il rito che scaccia la ‘voce’ del potere di un ‘capo’ (quella della femmina che dopo aver preso il comando sessuale e culturale lo vuol mantenere) su di un altro ‘capo’: quello di chi, dopo essersi fatto ‘prendere’, intende liberarsi, sia per riprendere il dominio su di sé e sulla donna, sia per togliersi dalla mente, la presa che condiziona la sua sovranità di maschio. Come uscire in modo indolore da queste situazioni? In primo, evitando di entrarci. La dove la donna o il Finocchio ci entrano, adottando la politica di Gandhi: la resistenza passiva. Adottandola, lentamente e con molta calma, però! Facciano, la donna ed il Finocchio, come se dovessero togliere un osso dalla bocca di una fiera. I tempi della resistenza passiva, ovviamente, dipendono dalla qualità dell’osso, e dalla fame della fiera! Se può darvi di che pensare, e/o di che confortare: ho usato la stessa politica per liberarmi da influssi presi durante la mia esperienza nella medianità.

"… in ogni uomo c’é l’mpulso di buttarsi per sempre ai piedi di una donna"

matita Nel mio mondo sessuale (gay) in genere é ben per altri motivi! :>> Battutaccia a parte, credo che tale impulso ci sia in ogni genere di mascolinità. Non tanto per adorare la donna o l’uomo, quanto per adorare la fonte della vita che, donne e uomini, tutti abbiamo in mezzo alle gambe. In quanto fonte della vita, è anche fonte di potere, sia di dare vita, che sulla vita che quel potere origina. Si potrebbe dire, quindi, che l’impulso in questione rivela una voglia di idolatria; idolatria, perché in quei casi adoriamo sia la potenza umana, che la divina originante l’umana. La seconda ipotesi detta in ultima, compete chi ci crede, ovviamente.

Cosa non si deve scrivere per vivere!

matita Cara Francesca: mi vedo costretto a ri,ri,ri, segnalarti la questione in oggetto perche’ sta diventando stressante, e a dirla tutta, disgustante. Ho tenuto T. per anni, per un unico e principale motivo: non sempre lavoratore nuovo funziona più di quella vecchio. Oltre a questo, nonostante mi fossi reso da tempo che il suo impegno sul lavoro non andava oltre l’abitudinario, pur avendogli dato ( e tu pagato ) mezzora in piu’ di quanto effettivamente necessario per compierlo. L’ho tenuta, anche se non potevo contare su di lei in casi di emergenza. In cinque anni, credo sia venuta solamente una volta, e l’ha fatto perche’ la mia richiesta e’ stata molto ferma! Ho 330 unità da seguire, e se la prima preoccupazione di un operaio non c’entra col lavoro e con la Ditta che l’ha assunto e collocato, allora, quell’operaio/a non e’ adatto/a al Palladio: punto! Per tentar di renderlo adatto, con gli operai devo fare come una volta facevano i carrettieri; battevano sulle stanghe del carro ogni qualvolta l’asino rallentava. Con T. ho dovuto farlo piu’ volte. L’ho fatto, anche sino a minacciarla di licenziamento: la minaccia faceva parte delle terapia di recupero, ma T. l’ha presa sul serio. A causa di una confidenza fra operaio e Condomino (confidenza che deve rimanere esterna al lavoro e non influire sul lavorare e neanche lavoratore) per fermare la minaccia, la T. si e’ lamentata con la signora B. ed altri condomini. La B. è venuta a dirmi, con rilevanti e a me sgradevoli toni di voce, che T. ha una figlia da crescere ed il mutuo da pagare? E, allora? L’hai obbligata tu ad avere una figlia? L’hai obbligata tu a farsi un mutuo che non poteva più affrontare? Di casi del genere ne è piena Verona. Che fai, li assumi tu perché alla B. fanno pena i veronesi in crisi da mutuo? E come mai, la B. ed altri, non hanno mai detto niente a difesa di tutti gli operai che pur avendo famiglia ed affitti non meno cari di mutui, comunque, ho dovuto farli licenziare perché non adatti al Palladio? E, poi, che c’entra la B. con la gestione della tua Ditta? Per quale titolo interviene? Per quale titolo, il Condominio tutto dovrebbe accettare quello che fa pena alla B. pur senza essere adatto alla tua come alla mia gestione, e quindi, neanche ai colletivi interessi condominiali? Fatto sta, che da allora, la B. e’ diventata un lamento sulle pulizie. Lamenti, mai ricevuti nei quasi vent’anni che il Condominio mi conosce. La poverta’ nei casi di dipendenza (vuoi sul lavoro, vuoi per altri motivi) non può far sorridere come si sorride ad un libero sentimento. E quando si é responsabili di un potere (la gestione del lavoro nel mio caso, e l’approvazione di chi indirettamente te lo da nel caso dei Condomini) non si puo’ confondere il sorriso di cortesia con il sorriso che si riserva al sentimento, a meno che, non si viva quella cortesia, come il servile dovuto che “deve” dare il dipendente verso chi gestisce i poteri in oggetto. A me, non me ne frega niente dei servili dovuti da dipendenza! A me frega, che un lavoratore funzioni: uomo o donna che sia! Punto! Alla B. è capitato di lamentarsi anche con gli operai che trova al lavoro, pur avendo l’Amministrazione e la Portineria come unici e legittimi referenti, ed al caso me, tuo referente. Ora, dimmi?! Come non cogliere il sospetto che lo stia facendo perche’ nel caso T. non ha ottenuto quanto non poteva ottenere? Come non cogliere il sospetto, che la continua lamentela, sia più che altro motivata dal fatto che le nostre ragioni possedevano più ragione della sua? Come non cogliere il sospetto, che il suo attuale agire, altro non sia che la spiacevole conseguenza, dell’aver dovuto prendere atto di aver mancato un soccorso (e, quindi, un potere) che, evidentemente, aveva calcolato di poter attuare? Un aiuto ed un potere equilibrato e libero, oltre che sinceramente solidaristico verso T, la B. e pietosi Condomini, avrebbero potuto darglielo assumendola a loro servizio! Non l’hanno fatto. Non possono? Capisco. Quello che continuo a non capire, però, è perché avresti dovuto tu! Quello che non capisco, é perché, tuo tramite, (e su manifesta imposizione della B.) avrebbe dovuto tollerarlo il Condominio! Ciao, Vitaliano.

p.s. Francesca e’ la titolare della Ditta per cui lavoro. T. un’operaia che ho fatto spostare ad altro cantiere, ma che ha preferito licenziarsi nonostante il mutuo da pagare.

Verità, verità, opinione.

matita La Verità divina è atto della fede: conoscenza data dalla speranza di essere presso il Bene, il Vero, il Giusto. La verità umana, è la conoscenza che consegue dalla convenzione fra opinioni. Le opinioni, sono conoscenze in attesa di verifica. Le opinioni in attesa di verifica, sia della verità umana che di quella divina, sono il limbo della conoscenza delle nostre verità, e l’inferno della nostra conoscenza sulla conoscenza della Verità. Sono l’inferno, perché non c’è errore più grande che il dire di sapere la Verità.  

Qualcosa non quadra nella mente delle medicina.

matita Dopo mangiato, da qualche tempo mi capitava di sentire una sorta di cintura di contenimento sulla pancia e attorno ai fianchi. Pareva di ferro. Gliene parlo al medico di base. Il medico mi manda dallo specialista. Lo specialista dice che è meteorismo, e lo riscontra severo. Torno dal mio medico. Mi dice, Vitaliano, devi prendere del carbone: non c’è altro; e vado a prendere sto’ carbone in una erboristeria! Scopro, che per essere efficace, deve costare più o meno come il caviale! Alternative? Zero. Quindi, lo compero. La faccenda, però, mica mi va giù! La settimana scorsa vado in uno di quei magazzini, che, a sentir loro, ti tirano tutto sulla testa. Sulla scansia del pane, vedo una confezione di quello che conosciamo come arabo. Diversamente da quello che spacciano i fornai (che pare una torta margherita) era sottile. Al tatto, però, lo si sentiva ancora pieno d’acqua; ed è la rilevante percentuale d’acqua che lasciano nel pane, che continua a farlo lievitare, col risultato che ti si fa un macigno nello stomaco. Naturalmente, succede perchè lo cuociono solo in superficie. E’ vero che così facendo ha un bel colore, ma è anche vero che dentro è una fregatura. Non occorre aggiungere, ovviamente, che un pane poco cotto pesa di più! Non occorre aggiungere, ovviamente, che un pane poco cotto lo possono riscaldare, e venderlo il giorno dopo, come croccante di giornata. Si sa bene che non è vero, ma, tanto, se vai da un’altra parte è la stessa zuppa! Cosa faccio, mi dico, per togliere quell’accidenti di acqua? Pensa e che ti ripensa, prendo una padella di quelle antiaderenti, la scaldo molto bene, e ci metto dentro l’arabo: il pane, non l’amico! :>> Dopo qualche minuto lo tiro su. Mi è diventato una croccantissima sfoglia. Buonissima. Pare cotta col forno a legna. Morale della favola, fine del meteorismo e fine della cintura che vi dicevo! Ora, una considerazioni: i medici sono di base, nel senso di primi scalini verso la guarigione, o sono di base perché possiedono una conoscenza di base? La mia età, mi consente la memoria dello ieri, e questo mi consente una maggior possibilità di paragone. Un medico dello ieri, mi avrebbe detto: cazzo, mangia di tutto ma molto meno, Vitaliano. Sei ingolfato! Costi del consiglio? Zero per me, e zero per il Ministero della Salute. Un medico di oggi, invece, se gli dici che ti fanno male i piedi, mica perde tempo a chiederti se hai calli! No! Ti manda dallo specialista di chirurgia plastica! I medici potrebbero obiettarmi: caro Vitaliano, non possiamo più seguire i pazienti come una volta perchè ne abbiamo troppi! Vero, ma, cosa impedisce di averne meno? Un minor stipendio?

Cosa non puo’ la parola!

matita In data odierna, ho appena visto quanti sono i visitatori dei video che ho collocato su Libero.it. 1,1,1,4 ( però, che lusso! ) e, non ci posso credere, in “Gayenna sulla strada ” per Damasco”, ben 997!!! E che cacchio! Cosa sara’ mai successo?! E’ successo che il Libero me l’ha messo nella categoria “sexy”! Gesu’, come mi dispiace per i delusi! :-/ Giuro che non l’ho fatto apposta! :>>

Le Grandi Soppresse mi perdonino.

matita Ho aperto questo blog.it nel lontano Maggio del 2006. Retifico: non un blog.it, un Firmamento.it. Ed era bello, passare di stella in stella. Fra raggio e raggio. Fra luce e luce. Allora, non scrivevo che per me. Non si sa quanto l’ho fatto. Se ci penso, prendo paura, pensando ai tanti che ho martirizzato con i miei testi, con le mie… scoperte. Ora, fine Agosto 2008, scrivo ancora e, spero, martirizzo meno. Tutto bene, dunque? No. Ora, mi ritrovo come l’operaio che a pausa pranzo si appresta a mangiare il suo panino.La soppressa è sempre stupenda, però, non la gusta più perché ha la testa sul lavoro che l’aspetta subito dopo un caffe’ che non sentirebbe piu’, neanche quello, se non per il fatto che forse e’ caldo, forse e’ tiepido, forse fa schifo. Pare sia, una delle conseguenze del crescere, dell’impegnarsi, dell’eternarsi si potrebbe anche dire, se l’età rimane quella di chi ha l’animo ancora tutto da scrivere, e la vita, ancora tutta da capire. Mi perdonino le Grandi Soppresse se ho solamente il tempo di cincischiare il loro cibo: devo andar a lavorare.

Le apparizioni della madonna.

matita Gira dalle mie parti una ex professionista del piacere. Slava. Sui 50. Più larga che alta. Temperamento maschile. Una kapò. Deve averne fatte di cotte e di crude. Su Cronaca Vera, questa donna (secondo quanto gli ha detto la Madonna) sostiene che salverà il mondo. Naturalmente, la Madonna non si è presa la briga di precisargli che mondo. Il micro, cioè, la vita del suo personale sè? Il Macro, cioè, la vita e/o il sé del mondo? In assenza di dettaglio, ogni benedetto dal Cielo sul genere di quella donna, finisce col pensare quello che gli fa più comodo, quando è in malafede, oppure, quanto crede vero quando è in buona fede. Siccome questa qui è più che un tantinello megalomane già da prima (oltre che affamata di un potere che giustifichi la sua esistenza) tutto può pensare che salvare un pollaio! Il che, non sarebbe proprio da buttar via! Sempre nel giro delle mie conoscenze c’era un “imbecille” (faccio fatica a non togliere le virgolette, credetemi!) che ha scoperto Dio dopo esser andato a uomini nella maniera che più aborro, cioè, facendosi sadico con i supini, e lasciamo stare il resto. Come supponevo, ha lasciato il convento e la tonaca: avrà trovato frati più donne di lui, penso. :>> Ma, è mai possibile che questi benedetti un tanto al kilo non si rendano conto che bisogna trovare Dio, volendolo, ovviamente, prima, di diventare dei soggetti che non trovano amanti neanche a pagarli. Macché! Devo proprio rassegnarmi al fatto che c’è gente che non è in grado di capire che Dio non è una marchetta! A proposito di madonne (ma forse ve l’ho già raccontata) l’amico medium punta la penna su di un foglio. A velocità veramente stupefacente disegna una donna con un bambino in braccio. Ovviamente, il pensiero corre dove l’immagine indica. Mentre “scriveva” ero seduto vicino al medium. A fine scrittura si vede quella donna e quel bambino che mi guardano. Bello, mi direte! Bello un accidenti! Avevano due facce, ma due facce così irose, così incazzate! Mi sa che lassù avrò qualche guaio. O sarà laggiù?! Mah! Staremo a vedere.

C’è il profeta comune, e c’è il profeta divino.

matita C’è il profeta comune, e c’è il profeta divino. Divino, non nel senso di ispirato da Dio come usualmente si intende, ma divino perché portatore di emozioni universali. Lo fu il Cristo evangelico, quando concepì l’idea di Padre. Lo fu Maometto quando concepì l’abbandono nella volontà del Padre. In quanto idee universali, (Padre e Islam) non sono soggettive, nel senso di appartenenti ad una data vita, ma sono soggettive, perché appartenenti alla vita. Con altre parole, il soggetto delle profezie è la vita, non, una vita.

Riprendendo un mio discorso sull’origine di ogni manifestazione artistica.

matita Riprendendo un mio discorso sull’origine di ogni manifestazione artistica, direi che il Busi di ora gode del valore della perla, che è ciò che è conseguito dall’elaborazione di una “infelicità”: intendila nel senso più ampio del termine. Guaio vuole, però, che mano a mano si gode della perla, si perde i sensi del dolore che l’ha originata, e questo porta a non produrre più perle. Con altre parole, comporta la cessazione della manifestazione d’arte.

Sulla visione di Goethe, concordo. Il male non coopera che con sé stesso.

matita Sulla visione di Goethe, concordo. Il male non coopera che con sé stesso. Lo direi invece, la necessaria cartina di tornasole che ci fa capire, dove, nel bene, vi è dell’errore. Male, per me, è dolore naturale e spirituale da errore culturale. Leopardi aveva delle ottime ragioni per essere pessimista sulla sua vita, ma, tra il dire “a me la vita é male” e dire che la vita è male, c’è ne corre! Può anche essere, e lo credo, che l’errore non è stato di Leopardi, ma dei suoi “esecutori testamentari” a livello di critica letteraria. Il Leopardi, infatti, precisa “a me”; precisa, cioè, che la sua conclusione è personale, non, universale.
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avatarQuesto porta piuttosto a dire con Schopenhauer e Buddha che il male è solo l’individualizzazione.
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Se per individualizzazione intendiamo un egocentrismo pscicotico è certamente vero, ma l’individualizzazione (nel senso di strutturazione di personali esigenze) è pur sempre necessario alla formazione dell’individualità. Il dolore fisico è l’unico male vero perché veramente accertabile da chi lo prova perché lo sente. Dopo di che, quanto lo senta, o quanto lo immagina e via ipotizzando, è tutto un altro discorso e lo avevamo già fatto prima. Si, direi che le tue domande, sono il frutto di una non separazione concettuale fra dolore fisico, e dolore mentale, morale, esistenziale, spirituale, ecc. ecc. Il dolore fisico, e questa volta ci aggiungo anche gli altri dolori, è sempre vero, di per sé, e se comunque permette alla vita di perpetuare il suo principio (la vita) non è frutto del male, ma il frutto del nostro discernimento fra ciò che è bene o male. Come ti ho appena detto, il male è la cartina di tornasole che prova quanto un dato ragionamento è vero, e quindi, giusto.

Gestalt, è la sintetica azione data da tre forme.

matitaLa forma chiave. La forma serratura. La forma vita. Forma chiave, è della mente che inserisce una data informazione nella forma serratura. Forma serratura, è della mente di chi elabora la data informazione. La forma vita, è della mente che apre la porta. E’ mente in sclerosi, quella che si fissa (e/o fissa) in un solo ruolo. Vita, infatti, è corrispondenza di stati, in tutti e fra tutti i suoi stati.

Facce di Sinistra e facce di Destra nel demofascismo.

matitaLa necessità di delegare gli atti di governo a gruppi di potere, ha nolentemente trasformato la democrazia in una subdola oligarchia. In quanto gruppo di potere, ogni oligarchia trasforma il carattere politico della democrazia, in un demofascismo di fatto. In un demofascismo di fatto, non esiste distinzione fra politica di Destra e politica di Sinistra; esistono, bensì, due facce demofasciste. E’ faccia demofascista di Sinistra, quella che rifiuta l’errore dell’imposizione di forza su alterna volontà, in quanto lo vede come un male; è faccia demo fascista di Destra, quella che vede l’imposizione di forza su alterna volontà, come un bene, in quanto errore necessario.

Intelligenza: quanti misteri in tuo nome!

matitaEro ad una cinquantina di metri dal Ponte Navi.
Vedo due pattuglie dei vigili urbani in mezzo all’incrocio.
Speriamo non si sia fatto male nessuno, penso.
Nessun incidente.
Un vento molto forte aveva buttato a terra delle leggere transenne, messe ad indicare un lavoro di scavo.
Vigili e vigilesse non avevano nulla per sistemare quelle transenne con una qualche efficacia, però, erano molto occupati a darla ad intendere.
Ad un certo punto, il colonnello del battaglione allarga le braccia ed esclama: facciamo una cosa intelligente!

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e ti viene giù un diluvio della madonna!!!

L’Articolo 32 violato.

matita “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Il “rispetto della persona (umana dovrebbe essere un chiaro implicito) mi ricorda la faccenda del “comune senso del pudore”.
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Tutti intendiamo difendere quel concetto, ma tutti abbiamo delle personali idee, sia su quello che si intende per pudore, che su quello che si deve fare per difenderlo. Solo una modifica di quanto riporto fra virgolette potrebbe porre definitiva chiarezza, e cioè,
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avatar La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dalla personale volontà; comunque espressi!
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La qual cosa non sarà mai, evidentemente, perché, per lo Stato e per la chiesa, ciò significherebbe, il rendere proprio Stato, sia l’Uomo che il Cittadino.