Specchi e specchietti nella sessualità

Ho deciso da tempo di non leggere più i giornali, ma su di uno aperto vedo: donna imprenditrice, sgozzata da un senegalese. Non ho letto il resto, per cui non saprei dirvi se il delitto è stato casuale, oppure, il sipario su di una storia mal recitata. Prendo spunto lo stesso da questo fatto perché le donne di ora (o è meglio dire le femmine di ora?) sanno quello che vogliono, ma il come, non sempre in modo felice. Le donne che desiderano l’’uomo l’’hanno sempre cercato. Illuso, l’’uomo, che pensa di essere il solo decisore. Tuttavia lo facevano di “schinchetto”, si potrebbe dire in padano, cioè, mettendo il cacciato nella condizione di scegliere. Con altro termine, in contropiede. Ora, invece, mettono l’’uomo nella più o meno manifesta condizione di essere scelto. Con altre parole, assumono il secolare ruolo maschile. Il che, può andare anche più che bene con uomini che amano essere cacciati, ma per niente bene con quelli che amano cacciare. Guaio è, che le donne stanno amando (o nuovamente amando) questa particolare categoria di uomini. Questa scelta è molto appettitosa, tuttavia, non per questo non e’ un delirio nel personale vissuto sessuale. Se è già parecchio difficile distinguere questi due aspetti della forza sessuale nel maschio occidentale, figuriamoci se lo è di meno nel maschio tribale. Per tribale, intendo il maschio che basa la sua identità sessuale sul piacere dato dal suo sentire, più che sul piacere dato dal suo sapere. Tralascio di commentare l’identità culturale ed esistenziale di quella tipologia di maschio perché implicita nel discorso. Si può dire attivo, il piacere del maschio uso a prendere. Si può dire passivo, il piacere del maschio uso a farsi prendere. E che altro non ti fa questa benedetta donna con tratti di decisionismo maschile se non far sentire passivo anche il maschio attivo? Questa possibilità non esiste nel maschio tribale!

Ci sono maschi, che in virtù di un fine decidono di giocare il ruolo passivo. Non si facciano illusioni le donne! Lo fanno sino al raggiungimento di quel fine. Dopo di che, cominciano a mettere i puntini sulle ‘i’; e allora son dolori! Riconoscerete in questo capovolgersi di situazione, quello che è stato il millenario gioco delle parti praticato dalla donna. Vuoi per necessità, vuoi per comodo, vuoi per un insieme di fattori. Riconoscerete in questo capovolgersi di situazioni, le basi non dette di molti delitti (per non dire in quasi tutti) verso l’Omosessuale oltre che verso la donna. A parità di condizioni morali, legali e di diritto, non c’è differenza fra Uomo e Donna, o mascolinità e femminilità. Tuttavia, connaturata differenza c’’è; ed è nella forza fisica che rinforza la ragione psichica dell’’uomo: generalmente prevalente, anche perché supportata dalla sua millenaria cultura (personale e/o sociale) di vincitore sulla donna, e/o sull’uomo: normale o alterno che sia.

Quel senegalese ha ucciso la donna sgozzandola. A suo modo, lo sgozzamento è il rito che esorcizza l’’invasione di una forza disorientante nella mente dello sgozzatore. Lo sgozzamento può arrivare sino al totale decollamento. In quel caso, il decollamento è il rito che scaccia la “voce” del potere di un “capo” (quella della femmina che dopo aver preso il comando sessuale e culturale lo vuol mantenere) su di un altro “capo”: quello di chi, dopo essersi fatto “prendere”, intende liberarsi, sia per riprendere il dominio su di sé e sulla donna, sia per togliersi dalla mente, la presa che condiziona la sua sovranità di maschio.

Come uscire in modo indolore da queste situazioni? In primo, evitando di entrarci. La dove la donna o l’Omosessuale ci entrano, adottando la politica di Gandhi: la resistenza passiva. Adottandola, lentamente e con molta calma, però! Facciano, la donna e l’Omosessuale come se dovessero togliere un osso dalla bocca di una fiera. I tempi della resistenza passiva, ovviamente, dipendono dalla qualità dell’’osso e dalle sue sostanze, e dalla fame di motivi della fiera! Se può darvi di che pensare, e/o di che confortare: ho usato la stessa politica per liberarmi da influssi presi durante la mia esperienza nella medianità.

afinedue