Un mio amico ha aperto una gelateria in una strada dietro l’Arena.

matita L’hanno rifatta molto bene quella strada. L’hanno resa maggiormente pedonabile, eliminando lo scalino fra strada e marciapiede. Si potrebbe dire, pertanto, o che e’ tutta strada, o che e’ tutta marciapiede. L’amico ne approfitta, e fuori dalla porta ci mette una panchina di un verde orrendo; e’ di plastica, ma fa la sua funzione. Arrivo con sulle spalle una giornata di merda, e mi siedo sulla panchina. Aaaaahh! (Di sollievo, non di urlo :)) Lo spazio del marciapiede che non c’è più, sarà stato una 70ina di c.m. Aggiungetecene una 50ina di gambe piegate, e chiaramente, stavo seduto nella strada che non c’è più perché è diventata tutta un marciapiede. Mi cade l’occhio sull’arrivo di una vecchia signora sugli ottanta. Merito o demerito che si voglia dire, di una borghesia che ancora sopravvive alla berlusconìa. Arriva col bastone: pian pianino. Mi giunge accanto. Non si sa per quale miracolo non inciampa sui miei piedi! La guardo (preoccupato più per lei che per i miei piedi) e gli dico: ma, signora, ha tutta la strada che è un marciapiede, proprio sulle mie gambe vuole passare! Molto inglisc mi ribatte: no, è proprio sul marciapiede che voglio passare! Che sia il caso di lasciare che “i morti seppelliscano i morti”?

Vado al discount dove prendo il mio arabo da biscottare. Mi riferisco al pane, ovviamente.

matita All’ ingresso, vengo accolto da un sorriso di vera marca senegal. E’ di un bocconcino, niiiro, niiiro. 🙂 Sara’ intorno ai 30. E’ sempre lì, con il suo negozietto delle cianfrusaglie che vendono tutti. Parla benissimo l’italiano. Gayosamente parlando, nudo devv’essere una statuina stupenda, ma di statuine stupende ne ho pieni gli occhi. Per non dire le palle!Questa qui, pero’, è speciale! Anche se lo meriterebbe in pieno, nulla che riguardi il sesso; è speciale perché è limpido! Ognuno intenda come vuole perché non saprei descrivere per tutti, la limpidezza di quello sguardo. Vi dico solo, che è dei bambini, prima che diventino grandi, o dei grandi, che, miracolo vuole, non hanno ancora decerebrato il bambino. Sta leggendo. Gli chiedo cosa. E’ un libro, mi dice. Avevo intuito che era il Corano. Vuoi dalla grafica (molto elaborata in oro su cartoncino rosso intenso) vuoi per la calligrafia araba: molto bella a mio vedere. Faccio come chi sta ancora sul figaro, e gli chiedo: è il Corano? Me lo conferma guardando per terra. Che c’è da vergognarsi a leggere il Corano, vi chiederete? Sono certo che ha distolto lo sguardo dal mio perché temeva di vedervi dell’irrisione: o verso di lui, o verso il Libro. Al che, avrebbe dovuto vergognarsi di conoscere me. L’importante, gli dico, mentre entro nel discount, è esser presi solamente dalla Prima idea! Non guardo se mi ha capito o no; entro. Non mi aveva capito, infatti; e non per limiti suoi. Quando sparo le mie convinzioni, il più delle volte le capisco dopo anch’io.
Non ha capito, però non ha taciuto. Ve l’ho detto che è bambino! 🙂 Cosa intendevi dire, mi chiede; e lo fa, puntando sui miei occhi la sua limpidezza. La punta, come il minore che si rivolge al maggiore ma mica mi illudo. 🙂 Lo fa, perche’ sara’ sul metro e 65 ( + o – ) mentre io sono sull’1 e 90. :>> Perché, gli dico, solo la Prima idea è divina! Divina in Cristo, proseguo, è l’idea di Padre; divina nel Profeta, è il concetto di Islam: abbandono nella volontà del Padre. Tutto il resto e’ umano, aggiungo, mentre gli offro un pezzo della confezione di cioccolata che avevo appena aperto. No, grazie, mi dice, è Ramadam. Gli batto sui fianchi: credi veramente che a Dio interessi qualcosa se tu mangi o non mangi ad orario? Sono regole, queste, che i Pastori hanno emesso per dare dei concreti obiettivi al bisogno di fede delle pecore! La botta non lo scuote. Chissà quanti babbi natale ha visto morire, dal Senegal sino a qui.

Dalle mie rogne di web master del cucù sono emerso, Triaury, giusto per cogliere un tuo commento su un aspetto caratteriale del Pabloz.

matita Non so quanto giusto o quanto sbagliato, ma chiaramente favorevole! Lo dici, il Pabloz, di una sensibilità quasi femminile. Cito a memoria. Passami il fatto che ne sto perdendo a chili. Cosa, ha fermato la mia attenzione, al punto che nonostante i miei casini continua a girarmi per la testa come una domanda che vuole subito una risposta? Direi, il femminilizzazione. Dati gli schemi che girano (certamente non tuoi, certamente non miei, e certamente, non di molti blogger di queste parti) femminilizzazione, in qualche modo ombra una mascolinità di antichi ma mai morti concetti sulla presunta debolezza (psichica e/o sessuale) della femmina. Può giungere, quella ombra, ad ombrare (passami la ripetizione che non trovo di meglio) non tanto le certezze che una identità maschile ha di sé, quanto l’opinione che altri possono avere sul maschio così definito. Sono più che convinto che il Pabloz se ne sbatte le palle di tali ombretti. :>> Metti, allora, che in tua compagnia, stia facendo del mero passeggio su filosofici colli. Metti, ancora, che, passeggiando, ti stia prendendo sotto braccio, e guardandoti un po’ ridendo ti dica: cara Triaury, a me piace pensare al Pabloz (come penso di me) di sensibilità uterina. Lo preferisco, perché il principio della Donna non è la femminilità, bensì, l’Accoglienza; e non è nella femminilità che la donna accoglie la vita; è nell’utero che l’accoglie! Prova ne sia il fatto che ho conosciuto donne che di femminilità stavano alla pari con me , :)) non molto, cioè, eppure, circondate da prole, quindi, un maschio sedotto da cotanto devono pur averlo avuto. E’ chiaro che la femminilità :>> aiuta il prolatore. [Chissà se esiste – prolatore -. Mah! Ne ho dette di peggio!] Concludendo, preferisco pensare al Pabloz e a me (ma, avanti che il posto non manca!) di carattere uterinato anziché femminilizzato, perché l’utero che accoglie il piacere, accoglie anche il vero: almeno idealmente. Di un utero, allora, si può anche dire che è un luogo di giustizia; e del carattere uterino si può aggiungere, che è di chi cerca il piacere, della e nella giustizia; e qui comincio a riconoscere meglio, (e a far conoscere meglio, spero) il prevalente carattere del Pabloz. Mi si dirà: ma facci sto’ piacere, Vitaliano! Gli uomini, mica hanno l’utero! In mezzo alle gambe certamente no, ma sopra le spalle, la dove dovrebbero avere la testa, certamente sì! In genere gli uomini non sanno di avere un utero, perché hanno preferito chiamarlo cervello. Il che, potrebbe dirla anche lunga, sulla loro paura di essere ombrati di femminilizzazione.