Dalle mie rogne sono emerso da te giusto per cogliere un commento su un aspetto caratteriale del Pabloz.

Non so quanto giusto o quanto sbagliato, ma chiaramente favorevole! Lo dici, il Pabloz, di una sensibilità quasi femminile. Cito a memoria. Passami il fatto che ne sto perdendo a chili. Cosa, ha fermato la mia attenzione, al punto che nonostante i miei casini continua a girarmi per la testa come una domanda che vuole subito una risposta? Direi, “femminilizzazione”. Dati gli schemi che girano (certamente non tuoi, certamente non miei, e certamente, non di molti blogger di queste parti) femminilizzazione, in qualche modo ombra una mascolinità di antichi ma mai morti concetti sulla presunta debolezza (psichica e/o sessuale) della femmina. Può giungere, quell’ombra, ad ombrare (passami la ripetizione che non trovo di meglio) non tanto le certezze che una identità maschile ha di sé, quanto l’’opinione che altri possono avere sul maschio così definito. Sono più che convinto che il Pabloz se ne sbatte le palle di tali ombretti. Metti, allora, che in tua compagnia, stia facendo del mero passeggio su filosofici colli. Metti, ancora, che, passeggiando, ti stia prendendo sotto braccio, e guardandoti un po’ ridendo ti dica: cara, a me piace pensare al Pabloz (come penso di me) di sensibilità uterina. Lo preferisco, perché il principio della Donna non è la femminilità, bensì, l’’Accoglienza; e non è nella femminilità che la donna accoglie la vita; è nell’’utero che l’’accoglie! Prova ne sia il fatto che ho conosciuto donne che di femminilità stavano alla pari con me, non molto, cioè, eppure, circondate da prole, quindi, un maschio sedotto da cotanto devono pur averlo avuto. Concludendo, preferisco pensare al Pabloz e a me (ma, avanti che il posto non manca!) di carattere uterinato anziché femminilizzato, perché l’’utero che accoglie il piacere, accoglie anche il vero: almeno idealmente. Di un utero, allora, si può anche dire che è un luogo di giustizia; e del carattere uterino si può aggiungere, che è di chi cerca il piacere, della e nella giustizia; e qui comincio a riconoscere meglio, (e a far conoscere meglio, spero) il prevalente carattere del Pabloz. Mi si dirà: ma fammi il’ piacere, Vitaliano! Gli uomini, mica hanno l’’utero! In mezzo alle gambe certamente no, ma sopra le spalle, la dove dovrebbero avere la testa, certamente sì! In genere gli uomini non sanno di avere un utero, perché hanno preferito chiamarlo cervello. Il che, potrebbe dirla anche lunga, sulla loro paura di essere ombrati di femminilizzazione.

afinedue