Un mio amico ha aperto una gelateria in una strada dietro l’Arena.

L’hanno rifatta molto bene quella strada. L’hanno resa maggiormente pedonabile, eliminando lo scalino fra strada e marciapiede. Si potrebbe dire, pertanto, che è tutta strada, o che è tutta marciapiede. L’amico ne approfitta, e fuori dalla porta ci mette una panchina di un verde orrendo; e’ di plastica, ma fa la sua funzione. Arrivo con sulle spalle una giornata di merda, e mi siedo sulla panchina. Lo spazio del marciapiede che non c’è più, sarà stato una 70ina di c.m. Aggiungetecene una 50ina di gambe piegate, e chiaramente, stavo seduto nella strada che non c’è più perché è diventata tutta un marciapiede. Mi cade l’occhio sull’arrivo di una vecchia signora sugli ottanta. Merito o demerito che si voglia dire, di una borghesia che ancora sopravvive alla berlusconìa. Arriva col bastone: pian pianino. Mi giunge accanto. Non si sa per quale miracolo non inciampa sui miei piedi! La guardo (preoccupato più per lei che per i miei piedi) e gli dico: ma, signora, ha tutta la strada che è un marciapiede, proprio sulle mie gambe vuole passare! Molto inglisc mi ribatte: no, è proprio sul marciapiede che voglio passare! Che sia il caso di lasciare che “i morti seppelliscano i morti”?

afinedue