Ecco il guaio: chi lavora male, lo fa con i più deboli.

Ti racconto un piccolo fatto. Una sera in stazione, avevo un “tossico” seduto accanto a me. Non era un possibile amante. Era una delle persone che avevo seguito quando mi sono occupato di tossicodipendenze. Arriva un poliziotto. Si ferma a qualche metro da noi. Chiama il giovane e gli chiede cosa ci fa lì! Il ragazzo risponde: stavo parlando con questo signore. Il poliziotto replica: non vedo signori! Per quale diritto e/o dovere ha ritenuto di dover manifestare quel suo gratuito disprezzo? E se anziché mandarlo mentalmente a fanculo (quel poliziotto) gli avessi replicato: ed io non vedo un poliziotto degno della sua divisa, vuoi scommetterci che mi sarei beccato una denuncia se non delle botte in caserma? Allora, se la gente generalizza, può anche essere perché i degni della divisa sono molto meno degli indegni, oppure, perché i degni non fanno quanto basta per farci capire che i degni sono ben separati dagli indegni. Dopo di che, tutti i giorni c’é gente che casca dalle impalcature e non ne fa questioni di merito. Chi fa il poliziotto non puo’ non metterlo in conto, come lo mette in conto chi fa il muratore. Molte volte ho sentito dire dai poliziotti e/o dai loro rappresentanti, che non si può morire per uno stipendio! Cosa significa? Che non lo può il poliziotto ma lo può il muratore?

afinedue