Oracolo della Sibilla

Prima o poi dovremo considerare sul fatto che in amore vi sono infiniti concorsi, e che il non aver il pieno possesso della nostra identità (possesso data dalla maggiorata conoscenza, intendo) porta anche a quelli di colpa, vuoi per aver scelto, vuoi per non aver scelto, vuoi per averlo fatto bene, vuoi per averlo fatto male, ecc. Al che mi dirai: è la vita, signora Marchesa. Al che ti dirò: è certamente vero, cara Contessa ma non è questo il punto. Il punto è, che se non abbiamo voluto il male dell’altro, e/o l’errore nell’altro, nulla dobbiamo a nessuno, se non il dovere (che non sia obbligo, però) di curare le “ferite” proseguendo con l’affettività, la dove è possibile e/o ce lo rendono possibile. La dove non c’è questa possibilità, il medico pietoso non guarisce l’ammalato. Quindi, amputare necesse est, credo si dica. Dovremo considerare inoltre, che vi sono personalità, adatte all’amare, più che all’amore. E noi due, (tu per il tuo senso ed io per il mio) non siamo amanti binari: siamo ternari. Ternari nel senso, che noi l’amore lo facciamo sempre in tre: noi, l’amato/a, e la nostra “droga”: lo scrivere per te, una certa visione della vita per me. Non c’è nulla e nessuno che possa sostituire la nostra “droga”. I nostri amati si rassegnino: verranno sempre dopo. Non si ingannino, sul fatto che sappiamo renderli primi. Lo possiamo perché siamo dei buoni registi, ma, dove lo trovi il regista che dirige una sola opera nella vita?! Certamente, non fra di noi due! Oltre che i nostri amori, però, lo dobbiamo saper bene anche noi. Animo!

afinedue