Stavo pulendo i fornelli de La Vaca de to Sia, qualche secolo fa, quando mi sono sentito dire: cercami.

Nessun spirito sotto la cappa. Veniva, l’invito, da un mediocricissimo registratore che un lavorante aveva posato su di un tavolo. Dentro il petto, la voce mi prende! Non posso non piantare tutto lì! Non posso non ascoltare! Più volte.

“Cercami: come quando e dove vuoi.
Cercami, è più facile che mai.
Non soltanto nel bisogno, tu cercami.
Con la volontà e l’impegno, reinventami.
Se mi vuoi,
allora cercami di più,
tornerò
solo se ritorni tu?”

Di chi parla, il Renato? Chi invita, il Renato? Chi è, il Renato?

E se la voce sua diventa la mia, e se l’invito suo diventa mio, e se è un altro io che invita il mio, o se è il mio che invita cosa non si sa più, chi, cerca chi mentre di notte ci si chiede su quello che il desiderio sente, e la vita prova?

afinedue
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