In amore, la verità è oro: costosa ma incorruttibile. a Filippo P.

Certamente non è per dirti che anche quando penso ai cavoli miei non posso non pensare a quelli fra di noi che ti scrivo questo, ma, per pregarti di verificare una conclusione alla quale sono giunto dopo che ci siamo lasciati. La conclusione potrebbe anche non essere vera ma comunque proseguirò lo scritto partendo dal presupposto che lo sia. Tratta da mie impressioni più che da fatti e/o precisi discorsi ma basata anche su precedenti esperienze e richieste, non tue ma di altri) è presto detta.
Mi pare di capire che la tua massima aspirazione sia quella di essere amato (indipendentemente da chi) senza alcuna condizione nei tuoi confronti da parte sua e ne alcuna condizione nei suoi confronti da parte tua. Per poter soddisfare al meglio la tua richiesta, indubbiamente non possiamo non verificare assieme se, per amore, ambedue intendiamo la stessa cosa. Senza condizioni, ho creduto di aver amato una sola persona nella mia vita.
Mi ci sono voluti anni, dolori, e, detto fra di noi, non pochi pianti, per capire che non era amore quello che provavo ma un desiderio (a dirla tutta, naturale più che culturale) così intenso da sembrarlo. Se in certi stati di intensità sentimentale (tanto più se presi da fortissimo erotismo) si può anche scambiare il desiderio per amore, cosa distingue il desiderio dall’amore? A mio avviso, ciò che distingue il desiderio dall’amore è lo stato della naturale, culturale e spirituale comunione delle personalità in corrispondenza. Nell’amore, dunque, aldilà delle condizioni con le quali si raggiunge la comunione, è lo stato della stessa comunione, la norma che detta le regole per amare. Se la misura dell’amore è data dalla misura della comunione, dati gli stati e la condizione della comunione, non è certo difficile sapere quanto si ama e/o si è amati.
Basta prendere carta e penna 🙂 e scrivere (e descrivere) quanta e di quale stato è la comunione naturale; lo stesso per la culturale e, lo stesso per le motivazioni di vita che, se in comune, permettono la comunione tanto quanto sono in comune. Fatto questo, capirai immediatamente che non l’amore è cieco (non sempre i proverbi sono la saggezza dei popoli che in questo caso è da secoli la sua ignoranza) ma, casomai, è il desiderio quello che lo è. Il desiderio, non volendo che la sua volontà, poco si cura se è o non in comunione con il soggetto che desidera.
Ho ritenuto di precisare cosa intendo per “amore”, non certo per frustrare le tue aspirazioni sentimentali ma per invitarti a vedere non quello che sembra vero (o ti fa piacere credere vero) ma il vero. Potresti anche obiettare che ad una seria verifica potrebbe restarti ben poco di vero. E, allora?
Quantitativamente parlando, l’oro è ben poca cosa rispetto alla totalità del giacimento aurifero, ma, sai perché (oltreché prezioso appunto perché poco) il suo colore è sempre bello? Perché rifiuta di stare in comunione con la materia (il falso) che non fa parte della sua Natura di oro: il vero. Dato l’esempio, la comunione d’amore fra te e me (come fra te e la vita nel suo complesso) non può non essere condizionata dalla ricerca dell’oro (la verità in amore e nell’amare) da mettere in comunione per poter essere comune (perché reciproco) capitale di vita. Chissà mai perché vuoi andare in Africa quando già dentro di te ci sono tutte le miniere di Salomone da scoprire. Misteri della vita! :>>
Stammi meglio, mio caro. Intanto che pensi e decidi come starlo, mettiti nella testona durona che essere amati senza condizioni, come (forse) chiedi tu, è come mettere chi ti ama sulla riva di un mare sempre in burrasca e, pretendere che stia lì, a guardare e basta, mentre vede che le onde ti stanno trascinando lontano. Se le cose stessero così, Filippo, non è amore senza condizioni quello che chiedi: è dolore.

afinedue