Alla ricerca del padre perduto fra tante parole.

Religioni naturali a parte, per immaginare Dio, ogni conoscenza è partita dall’Io, quindi, “ogni teologia è una psicologia”. O meglio, è la sublimazione, di una psicologia. Si può giungere alla conoscenza della vita umana e divina con altri mezzi dai propri? Tutto è via delle verità della vita. La risposta, quindi, è affermativa. I mezzi ed i passi non propri, però, possono far fare degli inutili giri, o mal che ci vada, condurre a dolorosi gironi.
Pesto nei dolorosi gironi, stufo di inutili giri, e, ad innumerevoli parole, straniero, ho buttato via tutto ed ho ricominciato daccapo. A dirla tutta, non è stata la ragione che mi ha fatto buttare via tutto: ha svuotarmi di tutto è stato un dolore. Le vie della vita saranno anche infinite, ma chissà perché, a me non capitano mai le più semplici. 🙂 Comunque sia, ho iniziato il viaggio di verifica del capo che avevo perso, dal capo che l’ha cominciato: sulla strada per Damasco. Molto di quello che culturalmente, moralmente e spiritualmente sono, infatti, è cominciato su quella via.
Memore di ciò che era accaduto sulla stessa strada, ad un altro viaggiatore alla ricerca di sé e dei sé della vita, (a Saulo di Tarso), l’ho percorsa badando a quello che poteva accecarmi per troppa luce, (gli eccessi di verità), a quello che poteva farmi cadere da cavallo, (nel senso di farmi sbalzare dal mezzo che conduce la mia realtà), a quello che poteva rendermi privo della capacità di parola per ingorgo di emozioni. Ho badato, cioè, a non andar fuori di testa, a non andar fuori dalla mia vita. Ci sono riuscito, come riesce a mantenersi asciutto chi è sorpreso in strada da un temporale: più che altro difendendomi. E’ vero: nel difendersi dai temporali si impara a riuscirci. Nonostante gli anni trascorsi e l’esperienza accumulata, però, per quanto mi riguarda mi pare sempre da ieri, mi pare sempre poco.

afinedue