Accendo il PC, e dopo aver dato una veloce occhiata ai titoli su la Repubblica guardo le foto: non di meno articoli degli scritti.

Ne ho sempre ricevuto uno strano malessere; domanda senza chiara risposta, almeno sino ad oggi. La risposta che mi sono dato oggi, è iniziata con un leggero senso di vomito. Se le foto mica si mangiano, mica può essere problema di stomaco, mi sono detto. O si, ho obiettato subito dopo. Se le informazioni sono cibo per la mente, infatti, non è escluso che il procurato senso di vomito mi venga da quello stomaco. Perché? Evidentemente, perché si è cibata in eccesso; evidentemente perché la mente non è riuscita ad assimilare contrastanti gusti, odori, profumi emessi dal giornalistico calderone.

“Tennis, Dubai: il match blindato di Andy Ram”

Ram é un tennista israeliano. Sto poveruomo ha dovuto giocare sentendosi assediato, non solo dall’idea di un attentato verso la sua persona, ma anche dall’ambaradam messo in piedi per sua protezione. Come siamo malmessi! Non ho neanche il tempo di fare almeno un rigurgito liberatorio che mi si presenta la foto del volto di una bambina, pressoché coperto da una mano maschile.

“La siciliana ribelle per immagini.”

Non so ancora bene di cosa si tratti, ma la mente mi va incontro alle donne violate che si sono ribellate all’ergastolo sofferto per stili di vita da antichi mondi. Da quella Sicilia mi si butta a Milano. C’é il Misex leggo. Chissà  che è il Misex! Sarà un coadiuvante per stitici? No, è una Milano a luci rosse: tette, culi, e solita roba. Non ho il tempo di dire va bèh, che mi ritrovo in America mentre sta tornando a giocare Tiger Woods. E’ un golfista. Non si sa quante volte campione del mondo. Ha fatto montagne di soldi. E’ tornato alle gare dopo problemi fisici. Giocherà  con 64 campioni tra i più forti della specialità. Se nulla ha da dire la Madama Marchesa, cosa cavolo avresti da dire tu, Vitaliano? Ed infatti, “così va il mondo”. Già, ma perché il mondo ha vinto la buca, o perché gli é andata buca?

Dal deprimente quesito mi distoglie, sempre a Milano, la visione di una bella donna in passerella. E’ una certa Belém ciliegia di moda sulle solite torte. Noto fianchi generosi: letizia dei parti, mi risulta. Auguri. E’ delicatamente bella. Chissà perché, penso che anche la bellezza può essere una schiavitù. L’hanno saputo prima, e mortalmente peggio Le Schiave di Ravensbrueck.

Ho un bel bere la mia filosofia per mandar giù quel blocco, ma non va giù niente! Mi mancano un bel po’ di concezioni tibetane sui destini nella vita, penso. Stanno festeggiando il Capodanno da quelle parti, nonostante siano in una situazione che ha molti capi e molto danno.

Non ho il tempo di considerare il fatto che “Le copertine più trash della storia della Musica” mettono della spazzatura sulla doverosa riflessione. Come non bastasse quella delle copertine, mi si da modo di vederne dell’altra, attraverso “l’occhio indiscreto” di Street View: una foto di matrimonio, chi caga, chi pisca, chi dorme, delle tette, un culo, ed altro in cui si è spanta la questione, ma, “Usciremo dalla crisi” dice Obama. Non gli dico, hai voglia, solo perché la speranza è l’ultima a morire, ed è forse, la prima divina commedia che ci recitiamo da sempre. In questo “Inferno”, invece, c’é la servono molto ultra umana. Scusali Dante. Ci sarà pure anche quella ragione. La grafica di quell’infernale videogioco non é certo come quella che hai disegnato tu, tuttavia, é intrigante. Neanche come i tuoi, i personaggi, ovviamente. C’é il solito bellone forzutone, i soliti cloni di strane capre, ruderi a gogò, luci stroboscopiche, e l’inevitabile magia. Se bianca o nera non ho sindacato.

Dai gironi di quell’Inferno, vengo spintonato in quelli di uno stadio, dove l’Arsenal ha fregato la Roma, nonostante, la Roma, “abbia sfiorato la rete del pari”. Nonostante? Che é, nonostante? Un’assoluzione in articulo mortis! Altra capriola letteraria in “Pari senza reti per l’Inter” “I nerazzurri rischiano più volte di passare in svantaggio”. Ci provo, ma proprio non sento alcuna disperazione. Mi sento invece, mancante d’aria! E l’aria (si fa per dire) m’arriva tornando a Milano.

Profumo di campione in Milano: quello di Beckham e degli annessi e connessi che muove. C’è una ressa di centinaia di persone davanti al negozio. Tutti, per comperare le “sue” scarpe. Non riesco proprio ad immaginare la somma che potrebbe raggiungere l’Obolo di s. Pietro se solo lo reclamizzasse lui!
Anche se è messo così, non é che non capisco il Mondo, Madama la Marchesa; è che capisco sempre di più, quelli che vogliono scendere prima della loro fermata.

afinedue