Edipo in Fini ed in fine.

La storia del signor Fini ci dice che ha ucciso due padri: quello ideologico che gli è stato di fondamento, (il Mussolini) e quello putativo (il Berlusconi) per altro fondamento. Il signor Fini, quindi, ha dimostrato (almeno a me) che non è più l’io minore dei maggiori precedenti, e che per tale rinnovata costituzione, non può più dirsi figlio di quelle abbandonate paternità, ma padre di sé; certamente non esente da errori, ma, almeno da quanto sinora sappiamo, esente da atti delinquenziali. Se pare poco, scusate.

rosaquattro

Pensierino della notte.

Si può dire droga, tutto quello che fissa l’arbitrio. Da quella prigionia, quale, la fuga dell’arbitrio? Direi, nella scelta di assumere la droga che non impedisce l’arresto del nostro bisogno di dipendere.  Si chiama discernimento: esiste da sempre e nella giusta dose non fa male, però, non è psicotropo.

rosaquattro

 

 

A pensarci bene.

“A pensarci bene, a tutti quelli che sanno cosa dicono ma non sanno di cosa parlano consiglierei una meditata lettura dello scritto “Nomadi fra libertà e necessità” che le ha fatto avere Don Pietro Nonis. L’ho trovato, sia una dotta lezione storica, che un necessario invito: culturale, politico, e non di meno pastorale.”
In un punto della lettera, però, al Don Pietro deve essere scivolata una grossa macchia d’inchiostro nero misto a del rosso; per nero intendendo l’errore, ed per rosso intendendo ciò che simbolizza il sangue e, dunque, la vita. Scrive, il Don Nonis: ” Senza disturbare i grandi spiriti religiosi, (come Cristo…
Confesso un mio sussulto! Se non avessi capito che il Don Nonis sta scrivendo come parla, cioè, non in cattedra, ne avrei ricavato una sorta di parificazione fra i docenti di Dio: con il Cristo, il Mosè, il Gandhi, il Maometto, il Budda, solo per citare quelli che adesso mi vengono in mente. Comunque sia, l’immagine è molto bella, e per la mia conoscenza, anche giusta. Tuttavia, non la direi cattolicamente ortodossa. Viene poi, il pasticcio che m’ha fatto sussultare. Leggo: “… che vorrebbe considerato ogni essere umano quale figlio di Dio. Sul fatto che noi tutti si sia figli di quel principio della vita che nella religione cattolica abbiamo nominato Dio, non ho alcun dubbio. Dubbio di comprensione mi è venuto nella parte in cui leggo “che vorrebbe considerato”. Che significa? Cosa intendeva effettivamente dire, il don Nonis? Che il Cristo avrebbe considerato, che tutto considerato siamo tutti figli di Dio? O che vorrebbe considerare? O che ha considerato, ma…? Di questa affermazione, risulta nettamente più chiara la citazione di Kant che segue: “il quale (Kant) continua ad insegnare che l’essere umano non può, né deve venir considerato qualcosa di cui ci si può servire, ma qualcuno al cui bene si deve servire”. In questa affermazione (verissima e quindi bellissima) sento presente un cristianesimo di base in tutta la sua potenza, in tutta la sua carità, in tutta la sua clemenza, in tutta la sua misericordia, e, in definitiva, in tutta la sua divinità. Guaio vuole, che nessun genere di potere possa seguire la lezione di Kant. Guaio vuole, che anche il cattolicesimo non sempre l’ha seguita. Non solo il cattolicesimo, a dirla tutta. A dirla tutta, tutte le religioni che fiancheggiano il potere temporale, è intrinsecamente negata la possibilità di seguirla in pieno. Vorrei, infine, aggiungere una nota personale. La vita non mi ha allontanato dal Cristo evangelico. Mi ha allontanato però, dal Cristo cattolico. Giusto per allontanare ogni sospetto di sviolinata da ortodossa partigianeria.

rosaquattro

Il più grosso Grillo del mondo

nel suo blog ci ha domandato i nostri dieci motivi per vivere.
Gli ho mandato questa sorta di neo_decalogo. :>>
*) Vedere la realizzazione di un atto d’amore;
*) vedere la realizzazione di un atto di carità;
*) vedere la realizzazione di un atto di giustizia;
*) vedere la realizzazione di un sorriso nel volto di un bambino;
*) vedere la realizzazione di una volontà felice;
*) non permettere la realizzazione di una volontà infelice;
*) non permettere che vi sia chi si vergogna di sé;
*) non consentire che vi sia chi si permette il sovrano dominio sulla vita altrui;
*) rivolgersi al sole anche quando non c’è, perché sappiamo che c’è.
*) anche se la ragione non le conosce, non proibirsi di ascoltare le ragioni del cuore.
Il tutto, non necessariamente in questo ordine.

rosaquattro

Fatemi capire: di che sesso è la cortesia normale?

Causa lavori di sterro ci sono un futtìo di buche lungo la parte iniziale di B.go Milano, così, nel tornare a casa dal discaunt dove faccio la spesa, percorro il marciapiedi in bicicletta. Verso di me viene un rumeno sulla quarantina, ma con fisicità senza alcuna ruggine. Chissà come cavolo fanno!
Mi fermo una quindicina di metri prima e lo faccio passare. Giunto al mio fianco mi guarda, si inchina, e a sua volta (senza alcun genere di sorriso ma anche senza alcun genere di ostilità) mi concede il passo, e, ottocentesca cortesia, accompagna il permesso con il braccio. Sarà anche “difetto e fabbrica”, ma in casi del genere e/o similari, avrà riconosciuto la vecchia madame. E’ la prima cosa che penso, ma che è durato neanche un micro, questa volta, perché ho sentito che, non l’immagine dell’arpia l’aveva colpito, ma l’immagine di una inaspettata cortesia, e/o di un inatteso riconoscimento, vuoi del suo diritto a passare per primo, vuoi del suo diritto di essere trattato da umanità eguale. Prima o poi andrò a finire sotto qualche macchina perché, incrocio o non incrocio, ho sempre la testa da qualche altra parte. Non vi dico che sono una cosa così, ma in certi momenti mi pare proprio. In particolare, per quell’incontro. So bene che i ragionamenti basati sul sè sono erronei, ma fatemi sbagliare lo stesso! Se non fossi l’anima omo_sensibile che sono, gli avrei ceduto il passo? Se fossi, invece, un’anima etero, avrei agito con la stessa cortesia della omo che mi appartiene, o mi sarei comportato come la maschia normalità della ggente, cioè, ben che vada al malcapitato, neanche vedendolo nonostante l’eventuale strisciar di spalle e/o di abiti su eventuali muri? Non so. Fatemi capire! Di che sesso è, la normale cortesia?

rosaquattro