Bertoldo: quando un nome non è un destino.

Dice il vescovo di Foligno: se una donna cammina in modo sensuale o provocatorio, qualche responsabilità nell’evento ce l’ha perché anche indurre in tentazione é peccato. Dunque una donna che camminando in modo procace suscita reazioni eccessive o violente, pecca in tentazione.

Pare impossibile che ci si ritrovi a dover contestare (ancora!) delle baggianate ideologiche di non si sa quanti secoli fa; e non mi si venga a dire che sono delle ragionate convinzioni pastorali! Queste sono solamente le indiscriminate bastonate che si danno alle pecore per non farle uscire dal capitale cammino di proprietà del pastore; e non mi si venga a dire che c’è ragionata sufficienza nelle parole del vescovo (il minuscolo è voluto) perché è come se dicesse che se gli ebrei  non avessero sedotto Hitler con l’idea che fossero un potere economico e sociale, non vi sarebbero stati i campi di sterminio;

é come dicesse, inoltre, che se papa Pacelli ha taciuto, la colpa è dei cristiani;

é come dicesse, che non è colpa delle antenne vaticane se chi abita dove le hanno collocate subisce tumori e malformazioni: è colpa di quelli che non se ne vanno;

è come dicesse, che non è colpa dei ladri se rubano, è colpa delle merci che affascinano;

è come dicesse, che non è colpa degli onorevoli se si vendono come puttane. La colpa è dei soldi.

è come dicesse, che se il potere ecclesiale ha medicalmente torturato un papa, quasi sino all’orlo della cassa, la colpa è delle buone intenzioni.

afinedue