Che mi faccio da mangiare stasera?

frontepostEntro in cucina con nessunissima voglia di farmene. Sullo scafale sopra il fornello guato la minestra di un pollo, inquilino delle stie della Star sino a prima di finire in busta, ma proprio non ho proprio voglia di star lì a girare un miscuglio, dispettoso come il latte non appena ti giri! C’è di che dover raschiar la pentola con la paglietta, se proprio si vuole tirar nel piatto almeno un paio di pseudo stelline. Guato una scatola di fagioli borlotti. Di quelli rossi. Sulla scansia che ho sotto la finestra dondola una mezza cipolla. Su un contenitore di vetro, non pochi residuati d’aglio circondano uno spicchio come neanche fossero checche! Appoggiato alla parete della cucina non abitabile ho un tavolo fratina a metà. Sopra, un bel tritatutto; quello che fa la funzione che più non fanno i denti che non ho. Mi viene un raptus. Di quelli che non si sa ben distinguere dall’ispirazione! Apro il trita, ci metto i fagioli, la cipolla, l’aglio, del peperoncino, le olive verdi sgusciate che si erano nascoste dietro il vasetto delle acciughe, e vai a trecento all’ora come tutt’ora canta il rugato Morandi! Non ci credete, eh! Eppure, ne è venuta fuori una malta che non era per niente male! Consiglio la ricetta agli amanti del gusto rustico, e anche a quelli che di rustico hanno l’amante.

afinedue