Su questo non voglio cerotti e neanche titolo.

frontepostSu quanto è successo a te e al tuo Piccolo, Davide, ho letto l’annuncio ma non i particolari; ammesso che in casi del genere si possano ancora chiamare particolari i picchiati, e non gente di merda i picchiatori.
Ho avuto anch’io un periodo di merda!
Vedi il pc a puttane perché ogni tanto mi capita l’irresistibile tentazione di riportarlo alla sua naturale verginità;
vedi perché ho comperato un nuovo cell e questo mi è costato diversi giorni di scazzi col venditore;
vedi perché c’è un sito di informazioni commerciali che mi chiede 96 euro solo perché l’incauta e non voluta entrata, dal loro punto di vista viene considerata una vendita in quanto addebitano come informazione da pagare la sola lettura del loro home (ne parlerò più avanti);
vuoi perché sono emozionalmente preso dai lavori di ristrutturazione che ho in corso.
Devo rispondere anche ad un importante commento del Renato. A sopraggiunta schiarita mi scuserò anche con lui.
Veniamo al fatto, o meglio, a quello che il fatto m’ha lasciato dentro.
Della merda ho detto.
Di te, per te e con te, posso dire ancora?
Il mio condividere la tua pena e del Marco non può non diventare comune parola, come comuni stanno diventando certe forme della delinquenza; e di questo mi irrito, ma questo non muta l’impossibilità di comunicare la mia vicinanza se non per suono, se non per calligrafia, mentre lo vorrei per pura emozione!
Se potessimo comunicare la pura emozione che deriva dalle azioni quando sono nefande, come minimo avremmo risolto il problema della sovrappopolazione e di quanto correlato.
Non so quanto sia stato giusto, Dio, in questo porci un freno. DI certo, è stato Clemente.
Mi fermo infine, dal dirti le mie considerazioni sul fatto perché non che mi sei particolarmente piaciuto negli ultimi due commenti che mi hai fatto avere.
In quello del tuo desiderio di paternità sei stato esauriente perché sei persona colta, viscerale come non può non esserlo un attore, di getto però, sia lo spontaneo per forma di sincerità, sia, come chi non da piatto al povero che pure offre mangiare.
Non mi sei piaciuto, inltre, in un commento più breve in un post che non so come hai fatto a trovare da tanto è datato.
T’ho sentito pieno di sufficienza, sbrigativo come può esserlo (o diventarlo) chi si trova davanti (o in pianta stabile o per provvisorio contesto) ad un povero ebete.
I bambini poi provvedono alle loro sofferenze, mi par di ricordare del tuo commento.
Vero, i bambini provvedono, anche come noi due abbiamo provveduto.
Con poca pace, però (almeno nel mio caso) se nella sofferenza infantile trovo che la legge sia macina di balsa mentre io la vorrei d’ardesia!!
In ultima ma non per ultima: perché l’attestazione di stima che hai messo in fine al tuo commento sul post circa la tua paternità, mi è tanto parsa un promuovere per rimuovere?
Dici che perché sono sensibile? Perché paranoico? Perché non ancora adulto? Non so. Vedi tu.

afinedue