Sul pane e sul sale altrui, riscontro al prot. gen.

Cortese Signore: suppongo che abbia letto le mie note. Dubito però, che abbia visto le foto allegate. Di quelle, tutto si può dire fuorché immagini di carne “magra, tenera, succulenta che non è mai stopposa alla masticazione”. Ora, io non sono particolarmente schifiltoso. Ho mangiato in ambiti di lusso ed in osterie. In collegi ed in orfanotrofi, a militare, e a casa, cresciuto più che altro a spaghetti al pomodoro e/o a panà (versione padovana della pearà) con mortadella come secondo: non sempre la mortadella. Dati i precedenti, per necessità o meno adattato a molto, c’è ne vuole perché giunga a lamentarmi di quanto mi è stato servito! Non ricordo quando ho iniziato a fruire del servizio pasti. Ricordo però, di un pomodoro eccellente, e di un ragù più che notevole. Ultimamente, invece, il pomodoro è generalmente meno che mediocre, ed il ragù fatto con carne cotta, è indigeribile! La pasta, poi, è generalmente stracotta. Oggi, invece, il pomodoro è buonissimo e la cottura della pasta, passabile. Mi si dirà, che la pasta mi giunge stracotta perché continua a cuocere anche una volta messa nei contenitori. Vero, ma allora, perché non è sempre così visto che nei contenitori c’è la mettono sempre? Può essere caso? Può essere! Può essere diversa la mano che prepara? Può essere, come può essere diversa la capacità professionale, come può essere diverso l’interesse verso il lavoro. Per anni, tutti i mercoledì sera ho preparato la pasta per gli abbandonati assistiti dall?Associazione Amici di Bernardo. I volontari ebbero a dirmi che fra i presenti, non pochi venivano solo il mercoledì. Cuocevo la pasta per non più di tre minuti. Nel pomodoro, un po? di aglio, rosmarino, olio (ovviamente ma non vaga traccia) e piacere di farlo in quantità. Mi rifiuto di pensare che sia proprio quest’ultima salsa quella che manca alla cottura dei cibi! Mi dice, Dottore, che la carne non è mai stopposa alla masticazione. E’ vero. Una carne stracotta, infatti, non lo può essere. Succulenta, Lei dice. I casi sono due: o mangiamo diversa carne, o Lei non ha mai mangiato la carne che mi portano, o meglio, e se dura, che hanno smesso di portarmi. Se non dovesse durare, avrà le debite foto. E’ vero: la dietologa mi aveva parlato di problemi sulla gelatina, ma, mica mi ero lamentato di quel particolare! E’ vero, avevo ordinato cavoletti. L’ordine, però, non è che l’utente lo fa tutte le settimane e a me c’è voluto del tempo per capire che l’indurimento al ventre che provavo dopo mangiato era proprio dovuto ai cavoletti, (i cavoli no, stranamente) come all’insalata, appunto perché ambedue molto fibrosi. Appena capito l’ho detto ai consegnatari. Il più delle volte inutilmente. E’ vero, con la frutta ho reputato di inutile spreco la consegna del pane, e dei dessert. A differenza del contorno in oggetto, questa richiesta è stata generalmente ascoltata. Con gaudio di altri utenti o quanto meno dell’Istituto, spero. Da quanto soprae sposto tragga le sue conclusioni, Dottor V. Non mi aspetto di saperle. Non è necessario. Per me, il discorso finisce qui, ma se mai dovrò avere la necessità di riaprirlo, Lei sarà il primo a saperlo.
Con i miei più cordiali saluti

rosaquattro

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